Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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18/02/21
31/12/20
12/11/19
TERREMOTO IN FRANCIA: BLOCCATI 3 REATTORI DELLA CENTRALE NUCLEARE DI CRUAS-MEYSSE
Terremoto in Francia: bloccati 3 reattori della centrale nucleare di Cruas-Meysse
Non ha provocato “danni apparenti” agli edifici della centrale e l’impianto ha continuato a funzionare normalmente, ma quello che è avvenuto l’11 novembre è stato il terremoto più forte avvenuto in Francia dal 2003. La scossa di magnitudo 5.4 si è sentita prima di mezzogiorno da Lione a Grenoble, da Marsiglia a Montpellier. Ha ferito 4 persone, di cui una in modo grave. E i tre reattori della centrale nucleare di Cruas-Meysse, nell’Ardeche, saranno bloccati per consentire “approfonditi controlli” e sincerarsi che la scossa non li abbia danneggiati. L’operatore Edf dovrà stabilire quale sia stato “l’impatto” sismico sull’insieme delle installazioni. Per il prefetto Hugues Moutouh, “non è stato constatato alcun danno” dal terremoto che il Centro di osservazione sismica di Strasburgo ha localizzato alle 11:52 “26 chilometri a sud-est di Privas“.
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Data: www.ilfattoquotidiano.it
Fonte: 12.11.2019
02/11/16
TERREMOTO, ALLERTA PER CENTRALE NUCLEARE AL CONFINE CON L'ITALIA: È SU FAGLIA SISMICA ATTIVA

Rischio Fukushima dietro l'angolo di casa nostra? Tra gli addetti ai
lavori l'immagine della devastazione che colpì il Giappone l'11 marzo
2011 quando un catastrofico terremoto con conseguente maremoto provocò
l'incidente alla centrale nucleare dell'omonima prefettura ricorre a
mezza bocca quando si parla della centrale di Krsko. Fatto sta che l'11 e
il 24 ottobre scorso il Senato e la Commissione Europea si sono
occupati dell'impianto in territorio sloveno, costruito nel 1975, ad
appena 120 chilometri da Trieste, e che il 1° novembre dello scorso anno
era stato interessato da un terremoto (e un altro si era verificato il 22 aprile 2014, con epicentro a 150 chilometri di distanza).
Nel primo caso, su sollecitazione della senatrice del Pd Laura Fasiolo (che ha anche 'interrogato' il ministro Galletti), sono
stati ascoltati esperti che hanno riferito sul tema della sismicità e
della pericolosità della centrale, che si trova, tra l'altro, nella
direzione a cui soffia la bora ma, soprattutto, su almeno una faglia
sismica attiva. Nel secondo caso, a seguito di un'interrogazione
dell'eurodeputata Isabella De Monte (Democratici e progressisti) il
commissario europeo per il Clima e l'energia Miguel Arias Canete ha
affrontato la questione che in particolare in Friuli Venezia Giulia è
fonte di preoccupazione.
Data: 30.10.2016
Fonte: www.adnkronos.com
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27/07/16
SOFIA, CENTRALE NUCLEARE IN UN’AREA A RISCHIO SISMA
Sofia, centrale nucleare in un’area a rischio sisma

Sembrava dovesse rimanere per sempre una cattedrale nel deserto, costruita solo a metà, destinata a cadere nell'oblio. Ma dal cassetto delle autorità in Bulgaria potrebbe presto essere rispolverato un progetto che rischia di mandare su tutte le furie ambientalisti, ecologisti e molti esperti di nucleare.
Quello di una centrale nucleare da edificare in una zona fortemente sismica, sul Danubio, in Bulgaria. Il progetto è quello di Belene, un impianto dalla storia lunga e complicata, nato nel 1980, completato per circa il 50% e poi congelato nel 2012, che sembrava essere stato definitivamente accantonato, soprattutto per lo scarso interesse da parte di investitori stranieri e mancanza di fondi pubblici. Sofia pare essere tuttavia sempre più spinta a rilanciare l'iniziativa. «Se il progetto può portare benefici economici, allora accogliamo investitori, costruiamo, iniziamo a produrre energia», ha auspicato nei giorni scorsi il vicepremier bulgaro, Tomislav Donchev. L'idea di concludere la costruzione di Belene e di far partire i reattori «è ancora attuale», ha confermato ieri il primo ministro di Sofia, Boyko Borisov, lo stesso che nel precedente mandato di governo, dal 2009 al 2012, aveva calato su Belene una pietra tombale. Ma le cose sono cambiate.
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Data: 17.07.2016Fonte: www.ilpiccolo.gelocal.it
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