Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

Visualizzazione post con etichetta Mediterraneo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mediterraneo. Mostra tutti i post

13/02/17

NAVI DEI VELENI, DESECRETATI I DOCUMENTI: 90 RELITTI AFFONDATI NEL MAR MEDITERRANEO




 
La Commissione Parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, presieduta dall'onorevole Alessandro Bratti, ha declassificato oggi sessantuno documenti – forniti dal Sismi – sul tema della "nave dei veleni": la declassificazione era stata richiesta da Bratti lo scorso anno ed è stata
possibile dopo il consenso arrivato dal DIS, il l Dipartimento delle informazioni per la sicurezza della Repubblica, organismo di cui si avvalgono il Presidente del Consiglio dei ministri e l’Autorità delegata per l’esercizio delle loro funzioni e per assicurare unitarietà nella programmazione della ricerca informativa, nell’analisi e nelle attività operative di AISE e AISI. [...]

Tra le carte ottenute dalla commissione parlamentare d'inchiesta ci sono poi quelle relative alle navi affondate nel Mediterraneo i cui relitti potrebbero contenere – secondo alcuni filoni d’indagine – rifiuti pericolosi o radioattivi. Un documento del Sismi datato 5 settembre 1995, indirizzato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – CESIS e al ministro della Difesa, riportava il risultato di una analisi degli affondamenti di mercantili nel Mediterraneo dal 14 aprile 1989 al 22 luglio 1995. Sono ben 90 gli affondamenti riscontrati con relative coordinate, carico, dati dell’armatore, percorso e motivi apparenti del naufragio che – dopo la declassificazione – verranno analizzati e confrontati con gli altri atti già acquisiti dalla commissione.
 

Data: 08.02.2017
Fonte: www.fanpage.it

24/01/17

REATTORI NUCLEARI SUL MEDITERRANEO


Fusto-nucleare

«Arsenale nucleare da rafforzare», parola del nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Da Mosca Vladimir Putin ha fatto sapere di pensarla nello stesso modo, assicurando però che non ci sarà una nuova corsa agli armamenti. Operazione troppo costosa, apparentemente. Ma, come ricorda il Sole 24 Ore, gli armamenti a disposizione sono ancora migliaia. «Washington e Mosca, insieme, hanno a disposizione oltre 7.000 testate atomiche superando l’insieme delle altre nazioni “nucleari” (Francia, Cina, Gran Bretagna, India, Pakistan, Israele e Nord Corea), le quali dispongono soltanto di una modesta frazione di scorte». Nel 2009 il presidente Obama aveva annunciato una riduzione degli armamenti. Ma le limitazioni si sono rivelate modeste con il New Strategic Arms Reduction Treaty (New Start), negoziato nel 2010. La verità è che, seppur in maniera ridotta rispetto ai tempi della Guerra Fredda, le due superpotenze hanno ripreso a investire.


Data: 24.01.2017
Fonte: www.atlanteguerre.it