Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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31/10/16

TRATTATO DI MESSA AL BANDO DELLE ARMI NUCLEARI, SÌ ALL’ONU DI 123 PAESI. L’ITALIA VOTA NO




(notizia fondamentale ma apparsa molto sotto tono dai grandi media. Vergognoso voto per il "no" al trattato di messa al bando delle armi nucleari da parte dei paesi della Nato e della Russia)

armi-nucleari

Il 27 ottobre il Primo Comitato dell’Assemblea generale dell’Onu che si occupa di disarmo e questioni di sicurezza internazionale, ha adottato , con 123 voti a favore e 38 contrari,  una risoluzione politica che chiede di avviare nel 2017 i negoziati per un Trattato internazionale volto a vietare le armi nucleari, una decisione storica pone fine a due decenni di paralisi negli sforzi multilaterali per il disarmo nucleare. Purtroppo l’Italia è stata tra i 38 Paesi contrari.  Rete Italiana per il disarmo spiega che «Ci sono ancora più di 15.000 armi nucleari attualmente nel mondo, in particolare negli arsenali di appena due nazioni: gli Stati Uniti e la Russia. 7  altri Stati possiedono armi nucleari: Gran Bretagna, Francia, Cina, Israele, India, Pakistan e Corea del Nord. La maggior parte delle 9 nazioni nucleari hanno votato contro la risoluzione Onu. Molti dei loro alleati, compresa l’Italia e gli altri Paesi in Europa che ospitano armi nucleari sul loro territorio come parte di un accordo Nato, non hanno sostenuto la risoluzione L.41. Ma le nazioni dell’Africa, dell’America Latina, dei Caraibi, del Sud-Est asiatico e del Pacifico hanno votato a grande maggioranza e ritorneranno ad essere protagonisti in occasione della Conferenza di negoziazione a New York il prossimo anno».


Data: 28.10.2016
Fonte: www.greenreport.it

07/06/16

IL FANTASMA DI CHERNOBYL


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A fine Aprile del 1986 scattarono gli allarmi di sicurezza in vari paesi europei a causa dei livelli crescenti di radioattività rilevata nei territori. Qualche giorno prima, il 26 aprile, nell’allora Unione Sovietica, si era verificato un disastro nucleare nella centrale di Chernobyl. La gravità del fatto aprì nuovamente il dibattito sull’energia nucleare nel mondo intero, affrontando le posizioni dei governi così come le posizioni contrastanti all’interno della comunità scientifica internazionale riguardo il futuro dell’energia nucleare.

Purtroppo, il caso Chernobyl non è l’unico precedente di questo tipo che mette in pericolo il futuro dell’umanità Gli incidenti avvenuti negli impianti nucleari di Tres Millas negli Stati Uniti e a Fukushima, Giappone ci ricordano che la cosiddetta “Tecnologia di Punta”, per quanto riguarda la progettazione, istallazione, funzionamento e mantenimento delle centrali nucleari, e poi anche lo smaltimento dei rifiuti nucleari, è molto lontana dal garantire  la  sicurezza per l’uomo e l’ambiente.

Ciò che più preoccupa è l'impotenza umana nel controllare definitivamente il fantasma della radiazione nucleare. A 30 anni dalla catastrofe di Chernobyl, e a solo 5 dalla tragedia di Fukushima, entrambi classificati con un livello di allerta 7 (il punto più alto della Scala Internazionale di Incidenti Nucleari), siamo ben lontani dal poter dire che il pericolo in queste centrali è finito. I reattori di Chernobyl e di Fukushima sono ancora instabili. Primo perché, sotto il sarcofago di contenimento, la radiazione continua ancora oggi a causa della reazione nucleare ancora in atto. Secondo per la fragilità della sua struttura e l'attività sismica piuttosto rilevante in quelle latitudini. A questo si aggiunge il colossale inquinamento rilevato nel mare che lo circonda e che compromette la sicurezza stessa della popolazione che abita sulle coste e grava ulteriormente sul già elevato costo ambientale che nessuna economia è in grado di saldare.
di Dr. José Proal


Data: 28.05.2016
Fonte: www.antimafiaduemila.com

IL POLIGONO DI SEMIPALATINSK

Il poligono di Semipalatinsk - Семипалатинский полигон

Film documentario (in russo) del 2004 sulle conseguenze degi esperimenti atomici sovietici.