Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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17/01/19

NUCLEARE, L’AGENZIA FRANCESE PER L’AMBIENTE: NUOVI REATTORI COSTOSI E DANNOSI


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Uno studio dell'Ademe condanna i nuovi reattori nucleari EPR: «L'opzione meno cara sono le rinnovabili e conviene chiudere anche i reattori già esistenti»

La Francia non ha interesse a lanciarsi nella costruzione di nuovi reattori EPR di ultima generazione. Ciò perché, da un lato, investire sulla filiera del nucleare rallenterebbe lo sviluppo delle energie rinnovabili. Dall’altro, perché farebbe aumentare il costo medio di produzione dell’energia elettrica. E dunque anche le bollette pagate dai cittadini.

Ad affermarlo non è un’associazione ambientalista ma l’Agenzia per l’ambiente e la gestione dell’energia (Ademe), in un rapporto pubblicato nello scorso mese di dicembre. Lo studio, intitolato “Traiettoria di evoluzione del mix energetico 2020-2060”, condanna senza appello dunque tale tipologia di reattori. Che hanno già dimostrato di essere particolarmente cari.

Il caso di Olkiluoto, in Finlandia, è il più eclatante. Qui il colosso del nucleare francese Areva (oggi ribattezzata Orano) costruisce dal 2005 un reattore la cui entrata in funzione era stata prevista inizialmente per il 2009. Innumerevoli problemi hanno portato invece ad un decennio di ritardo. La struttura non è ancora entrata in funzione e le perdite già ammesse da Orano sono ben superiori al prezzo di vendita del reattore.


Data: 09.01.2019
Fonte: www.valori.it


16/10/17

“CENTRALI NUCLEARI FRANCESI NON SICURE”

“Centrali nucleari francesi non sicure”: il rapporto che non può essere pubblicato

Francia, tutte le centrali nucleari nel Paese ...
 
L'associazione ambientalista ha commissionato uno studio sulla vulnerabilità degli impianti atomici d'Oltralpe in caso di attacchi terroristici. I risultati sono così evidenti che la maggior parte del documento non può essere diffuso perché rischierebbe di rappresentare un prezioso aiuto per eventuali attacchi. E in mattinata Greenpeace è riuscita a entrare nel sito a 40 km da Metz e a esplodere alcuni fuochi d'artificio

Era ancora buio quando questa mattina gli attivisti di Greenpeacehanno scavalcato le recinzioni della centrale nucleare francese di Cattenon, a circa cinquanta chilometri da Metz e hanno sparato fuochi d’artificio nei pressi della vasca di raffreddamento, prima di essere fermati. Dimostrando in questo modo che quella, come altre centrali francesi, sono vulnerabili rispetto al rischio di possibili attacchi terroristici. E quella di Cattelon è una delle centrali oggetto di un rapporto commissionato da Greenpeace e reso pubblico solo parzialmente. Per un anno e mezzo esperti internazionali commissionati dalla ong hanno studiato le misure di sicurezza in vigore nel parco atomico francese e, alla fine, le hanno ritenute inadeguate. Sono state rese pubbliche solo 5 pagine, il resto del dossier è stato giudicato ‘non pubblicabile’, perché avrebbero addirittura potuto fornire spunti a potenzialiattentatori.
 
 
Data: 12.10.2017
Fonte: www.pontiniaecologia.blogspot.it (da Il fatto quotidiano)

10/04/13

USA, «TUTTI I 104 REATTORI NUCLEARI ATTIVI HANNO PROBLEMI DI SICUREZZA»


Tutti i 104 reattori nucleari operativi negli Stati Uniti hanno problemi di sicurezza che non possono essere risolti. Quindi, dovrebbero essere chiusi. La clamorosa affermazione viene da uno che di nucleare americano dovrebbe intendersene, e cioè da Gregory B. Jaczko, ex-chairman della “Nuclear Regulatory Commission”, l’organo che si occupa di sovrintendere alla sicurezza degli impianti. Secondo Jaczko, chiudere nello stesso momento tutti i 104 reattori sarebbe ovviamente impossibile. La sua soluzione è un’altra: non rinnovare le autorizzazioni ai reattori, “non continuare a mettere un cerotto dopo l’altro agli impianti” e far sì che questi chiudano progressivamente.


Data: 10.04.2013
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it