Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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05/11/21
11/03/19
FUKUSHIMA, OTTO ANNI FA LA CATASTROFE. IL GIAPPONE SI FERMA PER RICORDARE
Fukushima, otto anni fa la catastrofe. Il Giappone si ferma per ricordare
Decenni ancora per bonifica centrale, alto numero degli sfollati

Il Giappone si ferma a commemorare l'ottavo anniversario dalla catastrofe di Fukushima, quello che è conosciuto come il triplice disastro: il sisma di magnitudo 9 che ha generato il successivo tsunami, e l'incidente alla centrale nucleare con il propagarsi delle radiazioni.
Alle 14:46 in punto, un minuto di silenzio è stato osservato al Teatro nazionale di Tokyo, l'esatto orario in cui il terremoto si è verificato l'11 marzo 2011, così come lungo i litorali della costa del Tohoku, nel Giappone nord orientale, devastate dall'onda anomala.
Data: 11.03.2019
Fonte: www.ansa.it
30/01/19
RISCHIO NUCLEARE, L’OROLOGIO DELL’APOCALISSE SEGNA 2 MINUTI ALLA MEZZANOTTE
Rischio nucleare, l’orologio dell’Apocalisse segna 2 minuti alla mezzanotte
Quanto siamo vicini ad una catastrofe nucleare? Molto, a quanto pare. Ogni anno, dal 1947, un gruppo di scienziati valuta la situazione del pianeta, i conflitti tra le superpotenze, i possibili rischi ambientali legati al nucleare. E fornisce una rappresentazione simbolica di quanto manca all’apocalisse atomica.
Stiamo parlando del Doomsday Clock, l’Orologio dell’Apocalisse, che quest’anno segna “pericolosamente” due minuti alla mezzanotte.
Questa rappresentazione della probabilità di una catastrofe è
stata ideata dalla Federazione degli scienziati atomici per scandire il
tempo che l’umanità ha davanti a sé per evitare una catastrofe dovuta
alle armi nucleari o ai cambiamenti climatici.
Data: 28.01.2019
Fonte: www.ilsecoloxix.it
02/10/18
NUCLEARE: UN REATTORE SU QUATTRO RISCHIA L’INONDAZIONE
Circa un quarto dei 460 reattori nucleari funzionanti nel mondo si
trovano in zone costiere. Molti sono stati costruiti ad appena 10-20 metri sul livello del mare, quando il cambiamento climatico non era considerato un rischio grave come oggi

Gli attuali standard di sicurezza dell’AIEA (Agenzia internazionale per l’energia atomica) sono stati
pubblicati nel 2011, e affermano che gli operatori dovrebbero “prendere
in considerazione” un innalzamento del livello del mare tra i 18 e i 59
centimetri entro il 2100. Sono le stime del 2007 a cura dell’IPCC, che
però da allora ha aggiornato le sue valutazioni nel 2013-14 con un
rapporto che ora prevede l’aumento delle acque tra 26 cm e un metro. La
forbice varia in base a quanto la temperatura globale media continuerà a
salire e alla velocità di fusione delle calotte polari.
Combinando lo scenario peggiore con momenti di alta marea e tempeste più frequenti tipiche del cambiamento climatico, aumenta il rischio che una centrale nucleare costiera venga colpita prima e più duramente di quanto attualmente si preveda. E avendo nella memoria quello che è accaduto a Fukushima nel 2011, sarebbe opportuno aggiornare i piani di adattamento e smantellare gli impianti più a rischio.
Data: 12.08.2018
Fonte: www.lanuovaecologia.it
29/05/18
FUKUSHIMA È ORA UFFICIALMENTE IL PEGGIOR DISASTRO NUCLEARE NELLA STORIA
Fukushima è ora ufficialmente il peggior disastro nucleare nella storia


counterpunch.org
Le radiazioni disperse nell’ambiente
dalle tre fusioni del reattore di Fukushima-Daiichi hanno superato
quelle della catastrofe di Chernobyl del 26 aprile 1986. Possiamo dunque
smettere di definirlo il “secondo peggior” disastro nucleare della
storia. Si stima che le emissioni atmosferiche totali di Fukushima siano
comprese tra 5,6 e 8,1 volte quelle di Chernobyl, secondo il Rapporto
sullo Stato dell’Industria Nucleare Mondiale del 2013. Il professor
Komei Hosokawa, che ha scritto la sezione Fukushima del rapporto, ha
dichiarato a Channel 4 News di Londra: “Quasi ogni giorno accadono cose
nuove, e non c’è segno che si riuscirà a controllare la situazione nei
prossimi mesi o anni”.
La Tokyo Electric Power Co. ha stimato che
circa 900 peta-becquerel sono stati gettati fuori da Fukushima, mentre
il Rapporto TORCH aggiornato al 2016 stima che Chernobyl abbia disperso
110 peta-becquerel (un becquerel è una disintegrazione atomica al
secondo. [1] Il “peta-becquerel” è un quadrilione, o mille trilioni, di becquerel).
Il
reattore numero 4 di Chernobyl ha subìto diverse esplosioni, si è rotto
ed ha bruciato per 40 giorni, inviando nubi di materiali radioattivi
nell’atmosfera e diffondendo ricadute su tutto l’emisfero settentrionale
– addirittura depositando cesio-137 nel latte del Minnesota. [2]
La
probabilità di disastri simili o peggiori venne stimata da James
Asselstine della Nuclear Regulatory Commission (NRC), che nell’86
testimoniò così al Congresso: “Possiamo aspettarci di vedere un
incidente di fusione di massa entro i prossimi 20 anni, e potrebbe
finire in… rilasci esterni di radiazioni… grandi quanto o più di quelle
di… Chernobyl”. L’incidente di Fukushima-Daiichi [3] è avvenuto 25 anni dopo.
Data: 03.05.2018
Fonte: www.comedonchisciotte.org
13/01/16
CHERNOBYL E ALTRI LUOGHI ABBANDONATI: (FOTO) MEMORIE DELLA GUERRA FREDDA
Chernobyl e altri luoghi abbandonati: (foto) memorie della guerra fredda

Data: 28.12.2015
Fonte: www.focus.it

Il fotografo David de Rueda ha immortalato quel che resta della guerra fredda. Il risultato: 20 foto incredibili. Le didascalie sono a cura dell'autore, che spiega come è riuscito a ottenere quella particolare foto.
Data: 28.12.2015
Fonte: www.focus.it
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