Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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12/08/16

L'ULTIMO AMORE DI BABA DUNJA



L’ultimo amore di baba Dunja
Alina Bronsky

2016
176 pagine
Keller Editore


Baba Dunja è tornata a casa. Le radiazioni nucleari non le hanno impedito di rimettere piede per prima nel paese natio (a due passi da Chernobyl). Qui, insieme a poche anime che si sono via via aggiunte, si tenta di ricominciare a vivere. Perché la vita è ancora bella, nonostante l’età e nonostante intorno ci siano frutti di bosco dalle forme strane, uccelli particolarmente chiassosi, ragni che tessono instancabili le loro tele e persino lo spirito di qualche morto che si affaccia in strada per una chiacchierata.
Le giornate scorrono per il malato Petrov che legge poesie d’amore sulla sua amaca, per la corpulenta Marja che non sa dire addio al proprio gallo Konstantin, per Baba Dunja che scrive lettere alla figlia Irina, chirurgo in Germania, fino a quando uno straniero arriva in paese con la sua bambina e il tran tran della piccola comunità di Černovo viene sconvolto…
Poetico, divertente, intelligente, questo romanzo è una fiaba moderna che svela tutto il talento di Alina Bronsky nel dipingere un paese morente che torna invece a vivere grazie a insoliti personaggi e soprattutto a Baba Dunja, una donna eccentrica e speciale, determinata a realizzare in tarda età la sua personale versione del paradiso in terra proprio in un luogo che a tutti – quasi tutti – sembra dimenticato da Dio. 

Alina Bronsky è nata nel 1978 a Ekaterinburg, in Russia. Ora vive a Berlino. Tra i suoi precedenti libri editi in Italia ci sono La vendetta di Sasha (2010), I piatti più piccanti della cucina tatara (2012) usciti per E/O e Outcast per Corbaccio.

09/08/16

BENVENUTI A CHERNOBYL

Benvenuti a Chernobyl
E altre avventure nei luoghi più inquinati del mondo
 
Andrew Blackwell
 
2013
328 pagine
Editori Laterza
 
 

Benvenuti a Chernobyl è un viaggio fuori dal comune e Andrew Blackwell una guida che non si può fare a meno di seguire. La sua meta sono i luoghi più orrendamente inquinati della Terra, in cerca del peggio che il mondo ha da offrirci: da Chernobyl a Kanpur, nell’India disastrata delle discariche industriali illegali e delle concerie tossiche, dall’Amazzonia sfigurata dalle coltivazioni di soia alle miniere di carbone in Cina.

Qual è la loro attrattiva? Qualcosa di primitivo e molto umano. Una traccia del futuro, e anche del presente. E di qualcos’altro, qualcosa di bello in un modo inafferrabile e misterioso.
Lettera d’amore agli ecosistemi più contaminati, diario di viaggio, denuncia, saggio sull’ambiente e parodia delle guide turistiche,Benvenuti a Chernobyl è un’avventura tossica mozzafiato.


Un’avventura di viaggio saggia e arguta che riserva sorprese, e allo stesso tempo uno dei libri più divertenti e informativi che io abbia letto negli ultimi anni. Un piacere che vi darà da pensare. Dan Rather

(dalla presentazione sul sito di Editori Laterza)

06/09/13

"MARMELLATA DI PRUGNE"



Patrizia Fortunati

Marmellata di prugne


Ali&No

2013
 

166 pagine






[...] Finalmente arrivammo a Minsk. Era già buio. Percorremmo a piedi la strada dalla stazione centrale all’aeroporto. Camminammo in silenzio, per le strade centrali e poi periferiche di quella grande città sconosciuta, lontana quattrocento chilometri e cento anni da casa nostra. Camminavamo in silenzio, io con gli occhi spalancati per scoprire ogni cosa, mia madre con gli occhi abbassati giusto per vedere dove metteva i piedi. Io avevo sette anni e mezzo, lei era una vecchia di trentadue, terrorizzata da tutto ciò che non conosceva.

Moltissime volte, negli anni, mi sono chiesta come abbia fatto, quella prima volta, a tornare a casa. Ho immaginato con quanta paura e angoscia deve aver affrontato quel viaggio di ritorno da Minsk, completamente sola…

07/02/12

IL CICLISTA DI CERNOBYL: LA STORIA DI VASILIJ NESTERENKO E DI UNA CITTÀ NIENTIFICATA

Recensione del libro Il ciclista di Cernobyl di Javier Sebastián

Il ciclista di Cernobyl: la storia di Vasilij Nesterenko e di una città nientificata

Da: blog.panorama.it
Data: 03.02.2012

IL CICLISTA DI CERNOBYL



Javier Sebastián

Il ciclista di Cernobyl
El ciclista de Chernóbil


Guanda

2011

240 pagine









Dalla presentazione della casa editrice


Un uomo anziano viene abbandonato in un self-service sugli Champs Élysées, con accanto due borse piene di vestiti. «Non lasciare che mi uccidano» sono le prime parole pronunciate dal vecchio dopo giorni di silenzio. Di quell’uomo, che sembra non poter o non voler ricordare, emergono faticosamente brandelli di un passato drammatico. Il suo nome è Vasilij Nesterenko, e non è un uomo qualunque. È un fisico nucleare che lavorava per l’esercito sovietico, e nel 1986, quando si è verificato l’incidente alla centrale di Cernobyl, ha fatto parte dell’équipe di scienziati chiamati all’impresa disperata di estinguere l’incendio del reattore numero 4. Nesterenko ha visto e sa. Troppo. Per questo le autorità lo hanno minacciato, per questo è fuggito.

Eppure il suo primo pensiero è quello di tornare a Pripjat’, la città fantasma, a tre chilometri dalla centrale, in cui sopravvivono i suoi ultimi e più vividi ricordi. Ramingo in quel paesaggio da fine del mondo abitato da saccheggiatori, disertori della guerra in Cecenia e cani randagi, Nesterenko si è rifugiato nell’autoscontro di un luna park e ha fraternizzato con i «coloni della vita radioattiva», coloro che a Pripjat’ sono rimasti perché hanno superato la paura dell’atomo, o perché «non li hanno voluti in nessun altro posto». Liberamente ispirato alla lotta dello scienziato che cercò di far conoscere al mondo la verità su Cernobyl, questo romanzo intreccia documenti e testimonianze con la poesia di una scrittura asciutta e precisa, che racconta la devastazione e, al tempo stesso, rende omaggio alla volontà di resistere, alla solidarietà che supera la paura della morte.