Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

31/05/11

"CHIUSURA" ESTIVA

Il sito Le Russie di Cernobyl dal 1° giugno al 15 luglio fa una pausa per ferie estive.

L’OSPEDALE PER LA TURBERCOLOSI NEL VILLAGGIO DI VYSHKOV NON VERRÀ CHIUSO


Tre milioni di rubli (75.000 €) è costata la ristrutturazione dell’ospedale per la tubercolosi nel villaggio di Vyshkov della provincia di Zlynka. I soldi sono stati stanziati dal budget regionale. L’anno scorso l’ospedale era stato dichiarato in condizioni inadeguate ed era a rischio di chiusura. E molte persone avrebbero perso il lavoro.

L’importanza di questo ente di cura è che in esso curano la tubercolosi alle persone con problemi psichici. Questo vuol dire che sono necessarie misure supplementari di sicurezza e la cura di questa categoria di pazienti prevede un numero maggiore di medici, infermieri e personale ausiliario.

Per la ristrutturazione di ancora alcuni blocchi dell’ospedale è previsto lo stanziamento dal budget regionale di altri otto milioni di rubli.

Data: 23.05.2011
Traduzione: S.F.

p.s. Ricordiamo che il villaggio di Vyshkov si trova accanto a Dobrodeevka, in uno dei territori più contaminati della zona di Cernobyl russa.


TUTTI VENGONO VISITATI


L’autotreno della salute e della carità di Brjansk prosegue il suo viaggio per il territorio della regione. Ora gli specialisti stanno visitando gli abitanti della provincia di Zlynka. Più di mille persone sono state visitate nella provincia di Novozybkov – tra questi al 20% sono state diagnosticate patologie alla tiroide. Gli specialisti lavoreranno per tutto il 2011.

 

Data: 20.05.2011
Fonte: www.bnews32.ru
Traduzione: S.F.


GLI ITALIANI HANNO VISITATO I LUOGHI DI CERNOBYL


Il 26 aprile al ginnasio n. 1 di Klincy gli ospiti dall’Italia – i volontari dell’associazione ambientalista “Legambiente” – sono stati accolti con il rito del pane e del sale.

Franco Borghetti è un fisico e presidente dell’associazione di volontari della città di Baveno. Paola Boni viene da Stresa ed è un’insegnante delle prime classi. Giuseppe Gonella è membro del Comitato Cernobyl della città di Creazzo e lavora in una fabbrica di cavi elettrici. Questa fabbrica nel 1986, dopo l’incidente di Cernobyl, fece una commessa per la fabbricazione di cavi speciali per la centrale nucleare di Cernobyl. Il membro più giovane della delegazione dei volontari è Francesco Gonella, il figlio di Giuseppe. Egli è uno studente e lavora a Venezia in una ditta che realizza oggetti in vetro. Per tre anni ha aiutato il progetto durante il risanamento dei bambini bielorussi in Italia. Il coordinatore del progetto e interprete è Stefano Fronteddu.

Loro sono venuti a Klincy su invito del club “Sozvezdie” per celebrare insieme l’anniversario dell’incidente di Cernobyl. L’associazione “Legambiente”, rappresentata dagli ospiti della nostra città, è piuttosto conosciuta nei paesi europei. Si tratta della più grande organizzazione italiana per la difesa dell’ambiente, che conta rappresentanze in molte città italiane e anche all’estero.

Attraverso il suo distaccamento “La Russia di Cernobyl”, Legambiente reca aiuto e sostegno ai bambini delle zone contaminate di Russia, Bielorussia e Ucraina vittime dell’incidente di Cernobyl.

Nel corso di tredici anni, dal 1994 al 2006, 25.000 bambini della zona di Cernobyl sono andati per un mese in Italia a risanarsi su invito di Legambiente. 2.000 di questi erano della regione di Brjansk.
 
Ora sono già quattro anni che l’organizzazione finanzia il risanamento dei bambini direttamente in Russia, al sanatorio Dubrava della regione di Brjansk. Principalmente là vengono mandati scolari delle province di Novozybkov e Zlynka. Tali territori infatti sono risultati i più inquinati e indifesi. Questo lo sanno anche nella lontana Italia, per questo esiste una sorta di gemellaggio tra alcune città italiane e dei villaggi russi della zona di Cernobyl.

Negli ultimi anni l’attività di Legambiente è concentrata nelle province di Klincy, Novozybkov e Zlynka. Oltre alla cooperazione umanitaria vengono realizzati progetti di scambio culturale e sviluppo del volontariato giovanile.

Per tre anni di seguito un gruppo di volontari di Legambiente è venuto in Russia. A Klincy i volontari è già la seconda volta che vengono. Durante la prima visita insieme ai membri del club “Sozvezdie” svolsero l’iniziativa “Ecologia del pianeta – ecologia dell’anima” e piantarono nel cortile della scuola dei bulbi di lillà. E ora, durante la festa dell’ultimo campanello, il lillà che fiorisce in questi giorni di maggio nel cortile della scuola ricorda gli amici italiani.

Il 26 aprile al ginnasio gli ospiti sono stati accolti dai bambini della seconda classe. Com’è previsto dalla tradizione russa, la delegazione straniera è stata accolta dai piccoli con il pane dolce, dopodiché in un banchetto pasquale sono stati offerti loro i dolci tradizionali, regalati dei souvenir, e si è cantato accompagnati dalla fisarmonica del poeta Viktor Volocho, comparso al banchetto.

Gli alunni delle classi superiori hanno avuto un’ulteriore possibilità di conversare con gli stranieri che parlavano in inglese. Con gli alunni delle classi 11, 10 e 8 ha conversato Francesco. Ai curiosi ginnasisti interessava letteralmente tutto: dalle passioni letterarie e musicali del giovane italiano fino al suo ruolo nel progetto internazionale. In particolare senza difficoltà hanno conversato con lui i quasi coetanei dell’ultima classe. Infatti, nella conversazione dal vivo è molto più semplice superare le barriere linguistiche. L’esame è stato superato con successo da entrambe le parti. Assieme ai membri del club “Sozvezdie” i volontari italiani hanno fatto conoscenza con il lavoro svolto dai ginnasisti durante quest’anno scolastico. L’allievo della 9ª “v” Andrej Kondratenko ha illustrato il suo lavoro di ricerca “Cernobyl, una catastrofe non di un solo giorno”.

In nome dell’organizzazione italiana i volontari hanno espresso parole di riconoscenza ai membri del club, alla loro responsabile E.N. Ginzburg e alla direttrice del ginnasio L.D. Martynenko per il prezioso contributo nella realizzazione dei progetti comuni. I membri del club hanno raccolto moltissimo materiale per il progetto “La memoria di Cernobyl”: fotografie, video, interviste con i liquidatori della tragedia di Cernobyl, racconti, articoli, testimonianze di medici e inchieste sull’influenza che ha avuto la tragedia di Cernobyl sulla vita delle persone e molto altro. Come ha fatto notare il coordinatore del progetto Stefano Fronteddu, tutto questo costituisce la metà delle testimonianze raccolte e pubblicate sul sito bilingue lamemoriadicernobyl.blogspot.com.

Oggi il club “Sozvezdie” diventa il centro del lavoro ecologico nella provincia sud-occidentale. Quest’anno i membri del club avevano già organizzato e svolto la campagna “Puliamo il mondo” in diverse città della regione di Brjansk. «Due anni di collaborazione della nostra associazione italiana con il club ecologico “Sozvezdie” sono stati estremamente produttivi. Loro sono dei partner molto attivi. Contiamo che la collaborazione con loro duri anche in futuro» – ha affermato Stefano.

A mezzogiorno i volontari italiani e quelli del ginnasio hanno preso parte al corteo cittadino che è sfilato fino al monumento “20 anni dalla catastrofe di Cernobyl”, dove si è tenuto un solenne meeting dedicato all’anniversario del giorno della tragedia. Dopo il contatto amichevole con i cittadini di Klincy gli ospiti italiani sono partiti per il centro di coordinamento di Novozybkov. Due giorni dopo, il 28 aprile, i membri del club “Sozvezdie” e i volontari italiani hanno visitato insieme la scuola del villaggio di Vereščaki in provincia di Novozybkov, dove hanno condiviso il loro operato con gli alunni rurali.

Inoltre gli ospiti dall’Italia si sono incontrati a Klincy con i liquidatori, gli scrittori e i medici locali. L’incontro ha avuto luogo presso la biblioteca per giovani. Infine i volontari hanno assistito allo spettacolo cittadino in memoria “E cadde la stella d’assenzio…”.

Svetlana Išutina
Data: 11.05.2011
Fonte: www.vashedelo.net
Traduzione: S.F.

Link al file PDF dell'articolo: Gli italiani hanno visitato i luoghi di Cernobyl

Link all'articolo originale: Итальянцы посетили Чернобыльские места

30/05/11

IL DIARIO DI ALEKSANDRA DA DUBRAVA - 2


23 maggio, lunedì. Al mattino siamo andati alle procedure. Poi Ekaterina Valer’evna ci ha raccontato delle proprietà delle piante medicinali che crescono nel territorio del sanatorio. Dopo la merenda abbiamo giocato alla “caccia al tesoro”. La nostra squadra se l’è cavata più velocemente di tutti. Alla sera c’è stato lo show “Costumi in maschera”. A tutti è piaciuto molto il nostro costume “samurai”, ci hanno fatto le lodi e dato i “dubriki”.

24 maggio, martedì. Al mattino le procedure, il cocktail d’ossigeno, dopodiché Ekaterina Valer’evna ha condotto un gioco a quiz con tema le favole. Poi, alle 16.30, abbiamo giocato con interesse a “Il giardino dei frutti”. Tutti gli educatori avevano dei nomi di frutti, e noi li cercavamo, indovinavamo, eseguivano compiti buffi e ottenevamo in cambio il loro autografo. Siamo arrivati primi, in quanto più velocemente di tutti abbiamo raccolto tutti gli “autografi”. Alla sera si è tenuto il “Guinness Show”, dove io ho vinto 5 “dubriki” nel concorso “Sorriso”.

25 maggio, mercoledì. Al mattino le procedure, il cocktail. Poi con gli educatori abbiamo indovinato i “quesiti di logica”. Io ne ho indovinati soltanto tre. Bisogna allenarsi di più! Dopo la merenda, c’è stato il concorso dei “Fiocchi”, mentre alla sera la “Festa hawaiana”. Noi abbiamo presentato il costume “il selvaggio” – è stato divertente!

26 maggio, giovedì. Al mattino siamo andati alle procedure, poi al cocktail d’ossigeno, poi abbiamo giocato all’aperto a giochi di movimento. Dopo la merenda tutti insieme abbiamo partecipato allo show “La grande avventura”. Prima di cena Ekaterina Valer’evna ha condotto il gioco “Il più intelligente”. Il vincitore è risultato Armen Galojan, peccato. Io non ho vinto per un solo punto. Di sera, nella sala teatro abbiamo visto il film “La montagna delle streghe”.

27 maggio, venerdì. Al mattino le procedure, il cocktail. Più tardi sono arrivati i medici: l’otolaringoiatra, l’endocrinologo, e ad alcuni hanno prescritto delle cure. Alle 16.30 c’è stato lo spettacolo “Soap opere e serenate”. Ci hanno lodato e premiato con i “dubriki”. Prima di cena abbiamo partecipato al quiz “Amici pennuti”. Io molte volte ho risposto giusto. Alla sera si è tenuto lo show “Epidemia d’amore”. Hanno partecipato le coppiette. Mi ha invitato Marat dell’altro blocco, ma ho rifiutato per timidezza… E poi c’è stata la discoteca.

28 maggio, sabato. Al mattino le procedure. Ad alcuni ne hanno aggiunte di nuove. Io adesso vado alla nuova procedura “Bagni marini”. Più tardi tutti hanno preso il cocktail d’ossigeno. Alle 16.30 abbiamo giocato alle “basi”. Più di tutte mi è piaciuta quella “Artistica” (disegni a tema). Poi nella pagoda si è tenuto il concorso di “storie di paura”. Alla sera lo “Show di concorsi”, e poi la discoteca!

29 maggio, domenica. Oggi è domenica. Non ci sono le procedure, e subito dopo colazione siamo andati in gita al Memoriale partigiano. Io ci ero già stata, ma è stato lo stesso interessante. Alle 16.30 abbiamo guardato il cartone animato “Guerre stellari”. Poi siamo stati un po’ all’aperto. Abbiamo fatto un concorso di proverbi. Alla sera c’è stato lo spettacolo “Clip e pubblicità”. La nostra squadra ha reclamizzato dei buonissimi “ravioli siberiani” e ha inscenato un clip sulla canzone di Grigorij Leps “Vattene via in bella maniera”. Infine c’è stata una discoteca infiammata.

I BAMBINI DI FUKUSHIMA

Di seguito le riflessioni di Massimo Bonfatti, presidente di Mondo in cammino, sul destino dei bambini giapponesi colpiti dalla recente catastrofe nucleare.


DELUSIONE “FUKUSHIMA” OVVERO L’INCOMPRESA LEZIONE DI CHERNOBYL

Chernobyl è diventata ormai un’icona mediatica e, intorno alla tragedia, ha prodotto – esaltandole - modalità di attrazione che rispecchiano quelle tipiche dell’industria del marketing. Una di queste modalità è rappresentata dall’“accoglienza dei bambini di Chernobyl”. Nulla di strano e nulla di male! Ci si aspetterebbe, però, che, dopo quasi 20 anni, un sentimento di maggiore consapevolezza pervadesse il vasto movimento dell’accoglienza. Forse non è cosi e se è così, probabilmente, mancano gli strumenti per esplicitarla.
Chernobyl resta, invece, un monolita, il catalizzatore di un’attenzione unilaterale che veicola i sentimenti e che diventa l’ombelico del mondo per giustificare il proprio operato in una condanna (purtroppo, a volte, generica, se non speculativa) della follia nucleare.

I nuovi “bambini di Chernobyl” sono i “bambini di Fukushima”.
I “bambini di Fukushima” sono esposti ad un futuro già segnato, come quello già visto in passato e sperimentato per i “bambini di Chernobyl”, ma con un doppio inganno perché, da una parte, falsamente “protetti” dalle menzogne dell’AIEA, della TEPCO e del governo giapponese; dall’altra, isolati all’attenzione internazionale da parte della terza potenza economica mondiale, che si ritiene autosufficiente dilavando, così, i sensi di colpa nello “yen” e minimizzando ed immolando le conseguenze del fall out in una nuova efficienza sociale e in una rinnovata e orgogliosa ripresa economica.

Cosa ci ha insegnato Chernobyl?
Ci ha insegnato che la sua pericolosità maggiore non è legata alla quantità massima di radiazioni emesse immediatamente, che colpisce una parte limitata di popolazione direttamente esposta. Il pericolo è legato alle piccole quantità quotidiane che vengono assorbite da milioni di persone. Per di più, questo tipo di assunzione, attraverso l’alimentazione, significa un assorbimento per via interna. Le cellule vengono esposte per anni o decenni a piccole quantità quotidiane di radioisotopi e quindi di radioattività. Nei bambini soprattutto, ma in generale nei soggetti in via di sviluppo in cui gli organi e i tessuti si stanno formando, la tossicità è ancora maggiore.
È quanto ha scoperto il professore Bandazhevsky nelle sue ricerche e, unicamente per aver diffuso i suoi studi di scienziato indipendente, ha pagato con il carcere e l’esilio. Il ricercatore non si è arrestato davanti ai dogmi ed alle immutabili verità ufficiali ed ha scardinato il sistema di omertà e di compromissione fra l’OMS e l’AIEA. A livello scientifico ha messo in discussione il modello obsoleto, disegnato dai fisici e non dai biologi e tanto meno dai medici, che tiene conto della cosiddetta dose totale assorbita e che valuta, ma in maniera assolutamente teorica, a tavolino, i rischi come legati direttamente, in modo proporzionale, alla dose totale. Le sue ricerche, condotte assieme alla moglie Galina, a Gomel in Bielorussia, hanno dimostrato che ciò non ha niente a che vedere con quello che realmente succede e, in particolare modo, per quanto riguarda l’incorporamento del Cesio 137 nelle fibre cardiache.

Queste informazioni dovrebbero essere chiare a tutti i volontari di Chernobyl: in esse trovano sostanza e validità i loro sforzi per i “bambini di Chernobyl”; in esse c’è la ragione dell’ostinazione e della continuazione dell’aiuto. Non capirlo cambia completamento il senso dell’intervento tramutandolo in aiuto generico o indirizzandolo verso altri ambiti, legittimi, ma distanti dal significato e dalle motivazioni che definiscono gli interlocutori come “bambini di Chernobyl”.

Come afferma Ernesto Burgio, coordinatore del Gruppo ISDE - Medici per l'Ambiente, rivedendo tutti gli studi epidemiologici a partire da Hiroshima e poi soprattutto proprio su Chernobyl, la quantità di patologie che realmente è stata prodotta direttamente dall'esposizione, quindi sulle popolazioni che vivevano in Ucraina, in Bielorussia e nei paesi limitrofi e soprattutto via, via che la nube è stata studiata più a fondo per quanto riguarda gli effetti e la deposizione in particolare del cesio nelle catene alimentari, è stato verificato che c'è un aumento abbastanza marcato delle leucemie infantili in proporzione diretta. Lì dove è stato trovato un livello alto di cesio, in proporzione sono aumentate le leucemie infantili.
Chernobyl, inoltre, è stata un ingrediente fondamentale nell'aumento dei tumori infantili che abbiamo in Italia. Si rileva, addirittura, un incremento nel primo anno del 3% dei tumori infantili che in 15/20 anni significa un aumento veramente significativo.
E che dire dello Iodio 131? C'è stato un aumento notevole di patologie tiroidee in tutta Europa e nelle zone più vicine all'incidente: un incremento di centinaia di volte del carcinoma tiroideo infantile, tumore raro che colpisce la tiroide perché proprio lo iodio 131 si fissa sulla ghiandola producendo una proliferazione cellulare neoplastica.
E gli effetti sull'embrione e sul feto? Le piccole dosi quotidiane di incorporazione interna dei radionuclidi attraverso la madre, interferiscono addirittura sulla programmazione dei tessuti. Lo hanno rilevato gli studi che hanno dimostrato l'aumento delle leucemie attorno alle centrali. Ma non è importante l'esposizione diretta dei bambini a dosi massive, come già accennato e come continuano a pensare, rassicurando, le istituzioni e tutti i centri compromessi con la politica della minimizzazione dell’AIEA e delle lobby interessate al business nucleare: le dosi piccolissime quotidiane, soprattutto per via interna, sono proprio quelle più pericolose.

E dall’undici marzo 2011 è quello che sta avvenendo ai bambini di Fukushima e alle loro famiglie. 
Chris Busby, del Comitato Europeo sui Rischi da Radiazioni, usando studi europei dopo Chernobyl, ha predetto 400 mila casi di cancro per la popolazione che vive entro 200 chilometri da Fukushima, compresa la periferia di Tokyo. I cancri includono quello alla tiroide, al pancreas, alla prostata, ai polmoni, alla pelle, alle ossa e la leucemia e qualsiasi altro tipo di cancro che esiste. Questo è quello che causano le radiazioni agli organismi viventi. (Busby ha basato, fra l’altro, il suo studio sulle osservazioni decennali di Tondel sull' aumento di tumori in Svezia. Nel paese scandinavo si è osservato un aumento dell'11% di incidenza dei casi di tumore per ogni 100 kBq/m² di contaminazione radioattiva).


Ma come mai Fukushima non ha il richiamo di Chernobyl?
Se Chernobyl è stato un problema mondiale, Fukushima lo è ancora di più. A quasi tre mesi dal terremoto, nessun sarcofago ricopre Fukushima, nessun artifizio messo in atto ha ancora arrestato la fuoriuscita di radionuclidi. A differenza di Chernobyl c’è stata contaminazione del mare e quindi potrà avvenire una contaminazione per via alimentare ancor più difficile da controllare (coinvolgendo pesci, molluschi, uccelli e così via).

Perché la solidarietà manifestata nei confronti dei “bambin di Chernobyl” non decolla per i bambini di Fukushima?
“Mondo in cammino” (www.mondoincammino.org) ha lanciato una campagna chiara, dai contenuti precisi a favore dei “bambini di Fukushima”, l’ha estesa a tutto il volontariato di Chernobyl (e non solo), ma le risposte sono state scarse.
L’amarezza è tanta. Non per una campagna che non ha avuto il consenso sperato, non per il prestigio dell’associazione, non per un’insufficiente campagna di marketing che l’associazione, d’altronde, non sa e non può fare.
Semplicemente perché pare confermare un atteggiamento emotivo di fronte alle tragedie, direttamente proporzionale alla possibilità di potere gestire i sentimenti  e  le relazioni affettive e familiari che ne derivano. Un atteggiamento confortato dalla possibilità – anche per maggiore vicinanza geografica - del ritorno immediato nei confronti dell’impegno profuso, gratificante per la sua continuazione, anche al di là degli obiettivi iniziali, anche oltre gli obiettivi iniziali, indipendentemente dalla loro risoluzione.
Ma potere gestire le emozioni risolve il problema della contaminazione? (Molti bambini di Chernobyl sono diventati genitori di Chernobyl, i loro figli sono diventati nuovi bambini di Chernobyl; gli scarsi strumenti posseduti dai padri e dalle madri nella gestione del rischio radioattivo sono diventati, a distanza di una generazione e a dispetto di migliorate condizioni economiche apportate proprio dall’aiuto umanitario, gli stessi uguali strumenti per i figli. Non è la regola, ma sicuramente la realtà maggiore).
E forse, allora, si smetterà di occuparsi dei “bambini di Chernobyl” se non ci sarà più la possibilità di ospitarli o di andare nei loro territori? Oppure la contaminazione è indipendente da ciò?

Il problema della contaminazione è legato al coinvolgimento dei volontari o va oltre? 
Forse la distanza maggiore fa sentire più immuni dal problema? 
Forse Chernobyl lava la coscienza per tutte le altre cose che non si vogliono vedere? 
E tutte queste domande se li pone in prima persona chi scrive (senza facili o compiacenti assoluzioni). 
È facile immaginare che tutte le risposte che ne conseguono siano retoriche o, perlomeno, ovvie.

Ma se Chernobyl non ha insegnato niente o poco, si può almeno sperare che aiuti a traghettare l’attenzione verso altre realtà, soprattutto quelle che, col tempo, saranno peggiori?
Se Chernobyl era aggravata da una situazione economica difficile delle popolazioni coinvolte (e, quindi, umanamente più attraente e coinvolgibile), Fukushima è aggravata da una maggiore consapevolezza omertosa delle autorità e degli Enti preposti al caso che, in nome e per conto della capacità e forza economica di ripresa, le condanna ancor più criminalmente ad un destino in cui le bugie, incominciate l’11 marzo 2011, diventeranno, sempre più, il volto buono di una normalizzazione in cui, queste stesse popolazioni locali, saranno costrette a credere da buoni samurai.
Non possiamo essere complici di questa delittuosa minimizzazione.
Chernobyl è oggi Fukushima e Fukushima può diventare la nostra Chernobyl del domani (e ancor di più come i dati in proiezione sembrano dimostrare, a dispetto della distanza, delle vittorie nazionali ai referendum in materia nucleare ecc.).
Non dimentichiamocene!

“Per quanto voi vi crediate assolti , siete per sempre coinvolti!”
E, se possibile, per aiutare il nostro futuro, aiutiamo il presente dei bambini di Fukushima e delle loro famiglie (http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=1779.0). Non solo è criminale la politica di minimizzazione, ma anche non sfruttare la conoscenza, la progettualità e il know how (laddove esistano) derivati dall’esperienza con i “bambini di Chernobyl
Fukushima arriverà “in differita” anche da noi…aiutare loro sarà anche aiutare noi: un investimento per il futuro che non guarda la forma degli occhi e il colore della pelle….a proposito dei quali non si possono dimenticare, per esempio, anche le malefatte del Niger (altrimenti che consapevolezza sarebbe?)
Non sentire Fukushima come una “propria” tragedia è regalare al nucleare la possibilità camaleontica di riciclarsi e di porre sotto ricatto il futuro delle prossime generazioni.
Dove incomincia il nucleare finisce la democrazia; laddove prevale il silenzio/disinteresse prolifera l’inganno nucleare; laddove vince l’inganno nucleare è impossibile pensare ad un mondo pacificato e sicuro.

Fukushima ce lo sta ribadendo. Chernobyl è stata la prima campanella, Fukushima la seconda. Ci sarà la terza? 
Le daremo il tempo per suonare o suonerà per dirci che non c’è più tempo?



Massimo Bonfatti 

27/05/11

25 ANNI DOPO: A ZLYNKA IL PERICOLO RIMANE!


Il Comitato per lo sfruttamento delle risorse naturali e la tutela dell’ambiente della Regione di Brjansk ha pubblicato una relazione dal titolo «La situazione ecologica della Regione di Brjansk nel 2010». Qual è la situazione ambientale che si è venuta a creare oggi, a 35 anni dalla catastrofe di Cernobyl?

Alle stazioni meteo della regione è stata quotidianamente rilevata la potenza delle radiazioni gamma. Secondo i dati dell’osservazione, la potenza dell’irraggiamento va dai 10 ai 14 microroentgen all’ora (µR/h), alla stazione meteo di Krasnaja Gora dai 16 ai 21 µR/h.

Quale sia attualmente la situazione ecologica nella provincia di Zlynka lo abbiamo chiesto ad A.V. Voronin, principale specialista del Reparto per la protezione civile e le emergenze di Zlynka. Andrej Vladimirovič ci riferisce che «al momento attuale la situazione radioattiva è determinata dagli isotopi del cesio-137 e in misura minora dello stronzio-90 e dell’americio-241, un prodotto derivato dalla scissione del plutonio-241. Va tenuto però conto che con il tempo la quantità di americio-241 tende ad aumentare. Questo isotopo è irradiante e possiede un’elevata tossicità chimica, anche a 25 anni dalla catastrofe. Gli elevati coefficienti del passaggio dei radionuclidi dalle terre poco fertili alle colture agricole, nonché la netta riduzione dell’entità delle misure di protezione messe in atto, hanno provocato un aumento significativo della dose radioattiva complessiva della popolazione dal 45% al 90%».

Un grosso contributo nella formazione della dose d’irradiazione della popolazione è dato dai prodotti alimentari di origine naturale (funghi, frutti di bosco, selvaggina). Il livello di accumulo dei radionuclidi nei funghi è cambiato di poco. Il contenuto del cesio-137 nei diversi campioni di funghi bianchi è di 20-30 mila Bq/kg; e nonostante tutti gli avvertimenti, la popolazione continua a raccogliere funghi. L’elevato accumulo di radionuclidi si osserva inoltre negli animali selvatici: l’attività specifica del cesio nella carne di cinghiale nella media è di 13,1 mila Bq/kg, in quella di capriolo di 12,7 mila Bq/kg, valori che superano di centinaia di volte la norma. Il consumo di questi prodotti fa aumentare decisamente la dose d’irradiazione interna delle persone.

Il fattore principale nella formazione della dose radioattiva dopo l’incidente di Cernobyl per gli abitanti della nostra provincia è costituito dal latte e dalle coltivazioni selvatiche. Gli esempi di campioni di patate e altre verdure presi dagli orti privati sono risultati entro i limiti della norma. Tuttavia gli specialisti ritengono che la produzione degli allevamenti e delle coltivazioni locali potrà corrispondere alla norma non prima del 2030.

«Viviamo sotto l’ala di Cernobyl ormai da 25 anni», dice Voronin, «ma non bisogna dimenticare che la terra su cui viviamo nasconde dentro di sé un pericolo, ed è necessario seguire alcune regole elementari per ridurre al minimo l’effetto nocivo delle radiazioni sull’organismo.»

A. Matrosova (“Znamja”, 5 aprile 2011)

Data: 05.04.2011
Fonte: www. zlunka.ucoz.net
Traduzione: S.F.

VIAGGIO IN RUSSIA E UCRAINA APRILE 2011 - FOTOGRAFIE (FRANCO)

Galleria fotografie con le immagini di Franco Borghetti, il presidente del circolo del Brutto Anatroccolo che ha partecipato all'ultimo viaggio di delegazione in Russia e Ucraina.


Ecco il link alla galleria fotografica:

GIRONE RADIOATTIVO


«GIRONE RADIOATTIVO» - Racconto Teatrale 

Scritto da: Elisa Geremia e Michele Gregori
Interpretato da: Michele Gregori
Direzione Artistica: Michele Gregori
In collaborazione con: Roberto Caruso - ABRACALAM
Una Produzione NOTEATRO - 2010/2011

26/05/11

IL LIVELLO DI CONTAMINAZIONE RADIOATTIVA INTORNO A “FUKUSHIMA-1” È PARAGONABILE A QUELLO DI CERNOBYL

I dati della ricerca effettuata dalla Commissione governativa giapponese per l’energia atomica testimoniano che il livello di contaminazione radioattiva del terreno in una serie di zone intorno alla centrale nucleare danneggiata di Fukushima-1 è paragonabile con gli indicatori fissati dopo l’incidente alla centrale di Cernobyl.

«Il livello generale di contaminazione del terreno da cesio radioattivo su un territorio di 600 km² è di 1,48 milioni di bq/m², che è paragonabile agli indicatori di Cernobyl» – ritengono gli esperti. «Più di tutte sono state colpite le zone situate a nord-ovest dalla centrale. Abitare in quei territori nel corso di un anno comporta una dose d’irradiazione di 5 millisievert, inferiore alla soglia di 20 millisievert stabilita dal governo giapponese».

Tuttavia alla Commissione per l’energia atomica hanno riferito che per il ritorno degli abitanti delle zone evacuate nelle loro abitazioni si dovranno effettuare le opere di decontaminazione del terreno.

Dopo l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima-1 il governo Giapponese ha fatto evacuare dalle zone circostanti circa 80.000 persone. Come ha dichiarato il primo ministro Naoto Kan, la questione del ritorno nelle loro case potrà essere posta non prima dell’inizio del prossimo anno. […]

Data: 25.05.2011
Fonte: www.news.mail.ru
Traduzione: S.F.

IL CENCIAIOLO DI CHERNOBYL

Lunedì 6 Giugno 2011 presso Officina Giovani di Prato in occasione del 25° anniversario dell'esplosione del reattore di Chernobyl andrà in scena “Il cenciaiolo di Chernobyl”, uno spettacolo teatrale per ricordare un evento che ha sconvolto il mondo intero e che è ancora tristemente attuale per le sue tematiche e per i recenti fatti accaduti in Giappone. L'evento  è organizzato da Legambiente circolo di Prato in collaborazione con l’associazione culturale Dietro le Quinte e con il patrocinio del Comune di Prato.

Chernobyl è vivo ancora oggi. Nella miseria della gente contaminata, nelle malattie, nel “sarcofago” grigio ed immoto che lentamente si sta sgretolando sopra il suo contenuto velenoso. Al mondo questa tragedia sembra non essere bastata; a distanza di 25 anni in un'altra terra, un’altra tragedia ha sconvolto città intere e migliaia di persone sconteranno per molti anni una condanna silenziosa.  Noi, così lontani siamo nuovamente a parlare di cibi contaminati, di radiazioni, di acqua da analizzare e di nubi in arrivo.



Il cenciaiolo di Cernobyl

scritto da:
Massimo Calissi e Jacopo del Sole

regia di:
Jacopo del Sole

2011

25/05/11

IL BRUTTO ANATROCCOLO NEGLI STAGNI RADIOATTIVI

Sul «Giornale di Verbania» del 20 maggio è stato pubblicato dal giornalista Tommaso Nencioni un bel reportage sull'ultimo viaggio degli Anatroccoli nelle zone contaminate.
Link al file PDF dell'articolo:

Il brutto anatroccolo negli stagni radioattivi

Link al'articolo nella versione on-line:

Il brutto anatroccolo negli stagni radioattivi

NUCLEARE RUSSIA: 4 CENTRALI POTENZIALMENTE PERICOLOSE

Link all'articolo pubblicato sul sito di www.tmnewsnews.it il 15.03.2011:

DUBRAVA - FOTOGRAFIE - MAGGIO 2011

Sono arrivate le prime fotografie dal sanatorio Dubrava del turno in corso (17 maggio - 7 giugno). Le potete vedere alla galleria fotografica al seguente link:

LA TRAPPOLA ATOMICA

«La trappola atomica» è un documentario della Televisione svizzera TSI girato nel 1998 nelle zone contaminate da Cernobyl.


24/05/11

IL DIARIO DI ALEKSANDRA DA DUBRAVA - 1

Salve! 

Mi chiamo Aleksandra Shishenok. Ho 14 anni. Vivo nel villaggio di Dobrodeevka in provincia di Zlynka. A “Dubraba” vengo per la terza volta. Con voi amici italiani ci siamo già visti qui al sanatorio e quando siete venuti nella nostra scuola. 

Proverò a tenere un diario della mia permanenza al sanatorio “Dubrava” e chiederò al direttore Jakov Davydovič di inviarvelo con la posta elettronica. 




17 maggio, martedì. Siamo arrivati a Dubrava alle 14.00. Ci hanno accolto con gioia! Ci hanno sistemato al secondo piano. Che bello, sono di nuovo a Dubrava, è già la terza volta, e anche l’educatrice è la stessa: Ekaterina Valer’evna. Dopo la merenda abbiamo preso tutti parte alle “Piattaforme creative”, mentre la sera si è tenuta una bellissima discoteca. 

18 maggio, mercoledì. Al mattino, dopo la visita medica e l’assegnazione delle procedure, abbiamo fatto i giochi di conoscenza. Poi i maschi hanno giocato a calcio, e le femmine a pioner-ball. La sera c’è stato un gioco interessante dal nome “Gli idoli”, ci siamo divertiti molto. 

19 maggio, giovedì. Al mattino sono cominciate le procedure terapeutiche. Alle 11.30 c’è stato il “Forum dei sostenitori”, dopodiché abbiamo fatto un giro di conoscenza del sanatorio. Dopo la merenda c siamo divertiti al “Gioco del folklore”. La sera abbiamo presentato la nostra squadra, che si chiama “Elvin e gli scoiattoli striati”, e il nostro slogan: “Non fare entrate nel buco i nemici”. È stato divertente, è piaciuto a tutti. 

20 maggio, venerdì. Al mattino le procedure (a me piace molto la doccia circolare). Alle 11.30 ci sono stati i giochi di movimento. Abbiamo fatto in tempo a “caricarci” con il cocktail d’ossigeno, e per noi Ekaterina Valer’evna ha condotto un quiz. Dopo la merenda si è tenuto il “Giorno dello Sport”. Ciascuno gareggiava per se stesso e riceveva in premio molti “dubriki” (la valuta locale). Io ho vinto un premio alla tombola. È un gioco molto avvincente! La sera, alla maratona danzante, abbiamo presentato il ballo “Pinocchio”. E io ho imparato il nuovo ballo “Rio”. Lo farò assolutamente vedere ai ragazzi della mia scuola. 

21 maggio, sabato. Al mattino le procedure mediche, dopodiché Ekaterina Valer’evna ci ha raccontato dell’“Albero dei miracoli”. Dopo la merenda è proseguito il Giorno dello Sport. E la nostra squadra ha partecipato al torneo di basket. Alla sera c’è stato lo spettacolo “Startin”. 

22 maggio, domenica. Oggi è giorno festivo, non ci sono le procedure. Dopo colazione siamo andati a vedere la Vecchia quercia, che ha già 900 anni, e sulla quale abbiamo ascoltato una storia molto interessante, e abbiamo fatto delle fotografie. Nei nostri villaggi non crescono delle querce tanto enormi! Tornati al sanatorio, abbiamo partecipato a dei giochi. Dopo la merenda, si è tenuto un gioco divertente, “Il Tallone verde”, nel quale insieme dovevamo eseguire dei compiti. Alla sera, al concorso di fiaba contemporanea abbiamo presentato la nostra messinscena “Biancaneve ha 100 anni”. Io ho recitato il ruolo principale e ho vinto 45 “dubriki” per questa fiaba contemporanea.

23/05/11

I DIARI DI FUKUSHIMA

Più le conseguenze del disastro nucleare di Fukushima si aggravano e le radiazioni si diffondono, meno se ne parla sui mass-media.

Per tenersi informati si possono seguire i costanti aggiornamenti di Massimo Bonfatti sulla situazione della catastrofe giapponese sul sito di Mondo in Cammino, al seguente link:


FALL-OUT

Un film documentario di Daria De Benedetti. In vendita con il Fatto Quotidiano dal 10 maggio.

ll film è una finestra sulla realtà di Chernobyl; un viaggio attraverso le zone interdette bielorusse fatto di volti che raccontano, con forza intatta, i silenzi di ieri, i problemi di oggi e le paure per il domani. A 25 anni dall'esplosione del reattore nucleare, Chernobyl è ancora il nome della contaminazione, del disastro di un continente, la prova vivente della manipolazione dell'informazione nella società contemporanea. Le radiazioni non si vedono, non si toccano, non hanno odore ma le loro conseguenze sulle condizioni sanitarie, economiche o sociali di 10 milioni di persone rimangono e rimarranno attualità per molti anni.

Trailer del documentario:


20/05/11

VIAGGIO IN RUSSIA E UCRAINA APRILE 2011 - GALLERIA FOTOGRAFICA

Sulla pagina Facebook de Le Russie di Cernobyl (usata per ora come archivio fotografico) si trova una selezione delle mie fotografie scattate durante l'ultimo viaggio in aprile. Seguiranno prossimamente anche quelle degli altri partecipanti al viaggio.

Ecco il link alla galleria fotografica:


19/05/11

I CESPUGLI AVANZANO NELLA RICONQUISTA DEL TERRITORIO


Aggiungo anch'io qualche considerazione sulla visita a Cernobyl’.

La situazione del reattore 4 e del suo sarcofago è ben nota a tutti: il sarcofago è stato costruito per durare 30 anni, oggi ne ha 25 ed è un colabrodo, le infiltrazioni dell’acqua piovana finiscono nelle falde acquifere contaminandole.

Durante la visita, il mio primo pensiero è andato alle persone che stanno lavorando sul posto per costruire una copertura che dovrebbe servire per la messa in sicurezza del luogo per 100 anni, così dicono, ma i costi sono esorbitanti e i tempi infiniti (i lavori sarebbero dovuti finire nel 2012, ma sono già stati riscadenzati per il 2015) e mancano più di 220 milioni di euro… e intanto le emissioni radioattive continuano.

Un secondo pensiero è quello relativo all’assurdo mercato turistico che sta avvenendo, soprattutto a Pripjat’: le visite guidate ti portano ovviamente solo in posti prestabiliti, l’accompagnatore rivela le emissioni sui cingoli al cimitero dei mezzi (a Cernobyl) o sulle corna di cervo, il pranzo “ecologico” viene servito in una mensa a poche centinaia di metri dalla centrale. Le descrizioni della guida sono parziali, sia su quanto è successo che sull’evoluzione dei lavori.

Come corredo al tutto, i posti di controllo a 30 e 10 km dal reattore servono per il solo controllo dei documenti, con tanto di finto controllo sulla radioattività delle persone e dell’autobus in uscita dalla zona contaminata: i varchi non vengono bloccati e sbloccati a ogni passaggio, ma il cancelletto rimane aperto, basta spingere!

Diversa l’osservazione sulla natura, che si sta riconquistando gli spazi ovunque: sulle strade e sulle piazze, tra le case e i giardini abbandonati le piante e i cespugli avanzano nella riconquista del territorio.

E intanto a Cernobyl città (a meno di 20 km dalla centrale) attualmente vivono per lavoro circa 400 persone che vi rimangono per 3-4 giorni a settimana per non accumulare radiazioni in eccesso.

Franco Borghetti
(presidente del “Brutto anatroccolo”)

18/05/11

DUBRAVA, PRENDE IL VIA IL TURNO DI MAGGIO-GIUGNO 2011

Ieri 17 maggio è partito per il sanatorio il gruppo di 60 bambini delle Russie di Cernobyl - Legambiente. I bambini si fermeranno a Dubrava per tre settimane (dal 17 maggio al 6 giugno), dove effettueranno, come di consueto, le procedure terapeutiche per lo smaltimento delle radiazioni e verrà loro offerto un ricco programma ricreativo.

Sanatorio Dubrava, 24 aprile 2011
I bambini provengono dalle province russe contaminate di Novozybkov e Zlynka. Nello specifico, 30 dalla provincia di Novozybkov (6 da Snovskoe, 5 da Novozybkov, 4 da Vereschaki, 15 da Shelomy) e 30 da quella di Zlynka (4 da Dobrodeevka, 7 da Vyshkov, 5 da Sofievka, 5 da Rogov, 4 da Kozhanovka, 4 da Deniskovici, 1 da Petrjatinka)

I 60 bambini usufruiscono del risanamento a Dubrava grazie al contributo di:

Comitato Cernobyl di Creazzo (Vi) - 10
Circolo Legambiente di Novara - 10
Circolo Legambiente di Castronno (Va) - 10
Comitato Cernobyl di Romano d'Ezzelino (Vi) - 10
Associazione Mai più Cernobyl di Limbiate (Mi) - 5
Associazione Bambini Sereni di Sumirago (Va) - 5
Comune di Stresa (Vb) - 4
Comune di Baveno (Vb) - 4
Circolo Legambiente Il Brutto Anatroccolo (Vb) - 1
Centro Anziani di Stresa - 1

Ringraziamo i gruppi per l'adesione al progetto. Essendo riusciti a formare un gruppo di 60 bambini, abbiamo permesso al sanatorio Dubrava di realizzare questo turno di risanamento, altrimenti a rischio per mancanza di quote. Ricordiamo infatti che anche nel 2011 la regione di Brjansk ha terminato i fondi per il risanamento gratuito dei bambini nel mese di maggio (coprendo dall'inizio dell'anno meno del 50% dei bambini delle province contaminate), vale a dire che da questo turno in poi i sanatori devono vendersi da soli le quote di risanamento, cosa difficilissima nei mesi non estivi per il bassissimo reddito della stragrande maggioranza delle famiglie della regione di Brjansk.

Pubblicheremo notizie nel prossimo periodo sull'andamento del soggiorno in sanatorio.

17/05/11

PRIPJAT' - UNA POMPEI DEI NOSTRI TEMPI

Mi ci sono volute quasi due settimane per poter mettere per scritto alcune impressioni che la visita alla centrale di Cernobyl e a Pripjat' mi ha suscitato. Al contrario del solito, ho avuto bisogno che le tutte le emozioni contrastanti si sedimentassero per poter essere espresse.

Al di là degli aspetti un po’ turistici del tour, la città morta mi ha molto colpito; mi è venuto spontaneo definirla una “Pompei dei nostri tempi”; là dove la vita scorreva tranquillamente d’improvviso tutto si è fermato ed è rimasta cristallizzata negli oggetti abbandonati e nella desolazione.

Ho nella testa e nel cuore due immagini, due fotografie; la prima è un pallone nero in una grande pozzanghera, solo, abbandonato, triste, cupo in una giornata di pioggia grigia che riflette il destino di una città morta.

La seconda è un alberello che spunta dal cemento nella piazza davanti alla grande giostra. Il simbolismo è evidente: la forza della natura è predominante davanti alle scelte folli degli uomini e, come Giuseppe, spero anche io che gli alberi prendano il sopravvento e che la vegetazione ricopra tutto.

Paola Boni
(vicepresidente del “Brutto anatroccolo”)

14/05/11

MOSTRA DI DISEGNI: CERNOBYL, 25 ANNI DOPO

Durante l'ultimo viaggio in Russia, al meeting cittadino del 26 aprile in onore dei liquidatori a Klincy, c'era esposta una mostra di disegni della Scuola d'arte per bambini di Klincy. Ci è piaciuta molto e abbiamo fotografato i disegni esposti. Poi i nostri partner dell'eko-club "Sozvezdie" (in particolare se n'è occupato Vlad) sono andati alla Scuola d'arte a fotografare il resto del materiale e ce lo hanno trasmesso insieme alle didascalie.

«Треснул мир» - Аня Моисеенко, 12 лет    «S'è incrinato il mondo» - Anja Moiseenko, 12 anni

Pubblichiamo, al link qui sotto, la galleria fotografica con 44 opere della mostra dei ragazzi della Scuola d'arte di Klincy.

DECADIMENTO - РАСПАД

Film del 1990 del regista ucraino Michail Belikov. Ambientato tra Kiev e Pripjat', "Raspad" (Decadimento) racconta le vicende di alcune persone nei giorni precedenti e seguenti l'incidente di Cernobyl. Non è un documentario, ma un film artistico.

Link alla versione completa del film in russo:


Link alla versione (non completa) con sottotitoli in inglese:


11/05/11

CONSIDERAZIONI DOPO VISITA A CERNOBYL DEL 30.04.2011


Cernobyl 

1. Nulla di particolare per quanto riguarda la vista del “sarcofago” in quanto è da sempre conosciuta.
2. Non mi hanno sorpreso i preparativi (la strada appena asfaltata, le lapidi con i nastri 
ecc.) allestiti per il 25° anniversario.
3. Sono rimasto invece colpito della bella vista sul lago. 

Pripjat’

1. Ho provato un senso di tragicità e irrealtà alla vista dei quartieri disabitati.
2. Entrando nella scuola, nella piscina, nella palestra e in altri luoghi mi pareva di
offendere, usurpare, profanare la memoria di altre persone.
3. Ho provato fastidio nel vedere fotografare anche le cose più banali, ad esempio i water dei bagni. Decisamente riprovevole. 
4. Se dipendesse da me, sceglierei una delle due seguenti ipotesi: 
– abbattere tutte le costruzioni per poi ricoprirle con la terra; 
– lascerei che la vegetazione facesse il suo corso, ricoprendo strade, viottoli ecc, e porrei un divieto di accesso a tutti come forma di rispetto per chi ci ha vissuto. 

Concludo nel dire che la visita mi ha stimolato a una ulteriore presa di coscienza che le scelte energetiche non debbano essere nelle “mani di pochi” in quanto questo porta quasi sempre alla gestione di grandi impianti che in situazioni di emergenza portano inevitabilmente a enormi danni ambientali.

Giuseppe Gonella
(presidente Comitato Cernobyl di Creazzo)

10/05/11

LA CAMPANA DI CERNOBYL - КОЛОКОЛ ЧЕРНОБЫЛЯ

Nell'anno del 25° anniversario, tra i tanti materiali venuti alla luce, è ricomparso, sugli schermi di alcune città russe e su Internet, il film documentario "La campana di Cernobyl" ("Колокол Чернобыля"), girato nel 1987 in Ucraina dai registi Rolan Sergeenko e V. Sinel'nikov. Il film, documento molto interessante in quanto realizzato poco dopo la catastrofe, lo si può vedere in versione integrale su YouTube (in russo con sottotitoli in ucraino, in attesa di una traduzione in italiano o inglese).