Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

03/05/11

VIAGGIO NELLA MEMORIA DI CERNOBYL, NEL FUTURO SPESSO DIMENTICATO


Brjansk – Klincy – Novozybkov – Vereschaki – Dobrodeevka – Kiev – Cernobyl’ – Pripjat’
23 aprile – 1° maggio 2011

Borispol

Atterriamo a Borispol, l’aeroporto di Kiev, di notte. Percorriamo 500 km fino a Brjansk sul pulmino rosso di Viktor, nostro autista di fiducia per le piccole delegazioni. Gli ortodossi la notte di Pasqua, verso il mattino, usano recarsi in chiesa a fare benedire i dolci pasquali (kuliči) e le uova colorate. Per questo attraversando tra le 4 e le 6 del mattino la città di Černigov a altre cittadine ucraine minori vediamo ovunque movimento, gente per strada, diretta verso le chiese, tutte le donne con un cestino pasquale in mano e i fazzoletti in testa; intorno alle chiese vi sono grossi assembramenti, illuminati dalla luce delle candele che tutti portano in mano.

Passiamo la frontiera russo-ucraina senza troppi problemi, neanche in un’ora e senza che nessuno abbia tentato di chiederci soldi: restiamo quasi stupiti, ricordando le precedenti ed estenuanti esperienze.

Brjansk – Dubrava

Prima di andare al sanatorio, il direttore Jakov ci porta a visitare il memoriale partigiano nei boschi di Brjansk, uno dei principali luoghi di resistenza ai nazisti durante la Seconda guerra mondiale. Visitiamo anche il museo, dove Aljona, una ragazza che ci fa da guida, ci illustra fotografie d’epoca, raccontando aneddoti e storie di eroismo e abnegazione dei partigiani. Assistiamo anche a una ricostruzione dell’esplosione del ponte di Vygoniči da parte dei partigiani, sotto le note dell’inno regionale “Frusciavano severi i boschi di Brjansk…. ”.

Al sanatorio siamo accolti da un banchetto pasquale russo, con le pietanze decorate e con la sigla “ХВ” (Cristo è risorto). Segue la visita degli edifici e del territorio del sanatorio e nel pomeriggio lo spettacolo di canti e balli dei ragazzi presenti al sanatorio: il 24 aprile è l’ultimo giorno del turno, e dunque si svolge una sorta di festa finale fino a sera. Come sempre l’atmosfera al sanatorio Dubrava è distesa, allegra e confortevole.

Il direttore Jakov continua a essere molto preoccupato per il futuro del sanatorio. Come lo scorso anno, infatti, il budget regionale per il risanamento dei bambini è bastato solo fino a maggio; da lì in poi i sanatori, se non vendono da soli le quote viaggio (cosa che riescono in qualche modo a fare solo nei mesi estivi) rischiano di rimanere chiusi per mesi se non per sempre per l’impossibilità di fare manutenzione a causa della carenza di risorse. In particolare il problema tocca Dubrava, sanatorio che ospita per statuto solo bambini. Firmiamo il contratto per il risanamento di 60 bambini nel turno tra maggio e giugno: è il nostro piccolo contributo per la sopravvivenza del sanatorio.

Quel giorno a Dubrava è venuta per incontrarci anche la direttrice regionale del Comitato per le politiche giovanili (ente che dal 2010 gestisce il risanamento dei bambini e il budget connesso). Ci illustra la loro attività, ci dà dei dati che confermano la crescente diminuzione dei bambini che riescono a mandare in sanatorio, anche se cerca di arrampicarsi sugli specchi per dimostrare che la situazione è un po’ migliorata. Con lei cerchiamo, tra il serio e il faceto, di “promuovere” il sanatorio in modo che in futuro riceva abbastanza quote statali per permettergli di continuare a funzionare.

Klincy

Arrivati a Klincy, partecipiamo subito al «Caffè della Memoria» presso la Biblioteca per ragazzi, un incontro ispirato al progetto La Memoria di Cernobyl organizzato dai nostri partner dell’eko-club “Sozvezdie” (costellazione) del ginnasio di Klincy in collaborazione con la biblioteca stessa. Durante il programma, condotto dai ragazzi dell’eko-club con gli ospiti seduti a vari tavoli come in un caffè, sono intervenuti liquidatori, medici, radiologi, poeti e scrittori locali, ospiti italiani, ciascuno portando il proprio contributo. Meno retorica, più opinioni personali, nei vari interventi è emersa anche la forte preoccupazione rispetto all’energia nucleare dopo l’ultimo disastro di Fukushima, qualcuno ha citato la necessità di un referendum sul nucleare in Russia. Proporremo la traduzione degli interventi più interessanti di questo incontro prossimamente sui nostri siti.

Molto più retoriche e pompose le iniziative ufficiali cittadine dedicate al 25° anniversario di Cernobyl: uno spettacolo alla Casa della cultura il 25 pomeriggio e il meeting cittadino davanti al monumento a Cernobyl il 26 pomeriggio. Molte parole altisonanti e poca sostanza.

In entrambe le iniziative è stata tuttavia commovente la parte in ricordo dei liquidatori morti e la premiazione e il ringraziamento per quelli ancora in vita: almeno nelle occasioni ufficiali c’è un forte senso di riconoscenza per l’impresa eroica dei liquidatori di Cernobyl. Fuori dai periodi delle celebrazioni in realtà poi i liquidatori sono sempre impegnati – attraverso la loro organizzazione “Sojuz Cernobyl” – in dispute con lo stato per ottenere tutti i sussidi e le agevolazioni che gli spettano.

Il meeting in ricordo di Cernobyl di Klincy del 26 aprile è stato il più importante a livello regionale: oltre alle autorità locali, era presente anche il governatore Denin. La nostra delegazione è stata schierata proprio dietro di loro, divisi solo da un poliziotto inquieto (non si sa mai…). In programma c’era anche un nostro intervento in ringraziamento ai liquidatori, ma all’ultimo momento è stato annullato per mancanza di tempo…

Emozionante è stato il corteo che da piazza Lenin è sfilato fino al luogo del monumento a Cernobyl, guidato dalla banda cittadina con vecchi strumenti sovietici (e musicisti…) sconquassati. Sembrava un po’ di sfilare per Klincy tra passato e futuro, accanto ai liquidatori di Cernobyl e ai ragazzi del ginnasio, con la gente che si affacciava curiosa da case e negozi a guardare.

La mattina del 26 siamo invece stati ospiti del ginnasio, dove i ragazzi nostri partner ci hanno presentato con calma il materiale da loro prodotto per l’anniversario di Cernobyl: presentazione scientifica di dati, una raccolta di documentari e un video originale da loro girato nei villaggi morti della provincia di Klincy.

La giornata del 26 si è conclusa con un pic-nic assieme ai ragazzi dell’eko-club presso un laghetto fuori città, accanto a una fonte d’acqua sorgiva, oltretutto benedetta. Il pic-nic è poi proseguito fino a sera tarda, senza i ragazzi, ma di questa parte i ricordi sono sfuggevoli.

Dietro ai piacevoli momenti che in genere si trascorrono insieme quando noi andiamo nelle zone contaminate – in cui loro cercano sempre di farti vedere le cose migliori che hanno e la loro ospitalità – resta una realtà difficile, inevitabilmente e silenziosamente condizionata dall’eredità di Cernobyl, lenta e impalpabile, ma che ha effetti sulla salute delle persone. Non c’è quasi nessuno nella zona di Cernobyl che non abbia patologie. L’elevato tasso di morbilità, la debolezza del sistema immunitario, l’invecchiamento precoce sono una realtà sempre più diffusa, ma che non viene correlata ufficialmente a Cernobyl. L’effetto nel tempo di piccole dosi di radiazioni non sono infatti considerate dallo stato come una patologia diretta riscontrabile e classificabile. Però la gente continua ad ammalarsi… anche i ragazzi: uno di quelli del club è stato di recente operato alla tiroide.

Novozybkov

Il 27 aprile a Novozybkov è dedicato alla scuola n. 4 dove siamo ospiti di “Mondo Verde”, un altro eko-club nostro partner. Pure loro hanno organizzato un’iniziativa in memoria di Cernobyl con documenti, documentari, poesie, canzoni, commemorazioni. Tutte le ragazzine sul palco sono vestite di nero. Ospiti dell’iniziativa anche un paio di liquidatori di Novozybkov, che hanno raccontato la loro esperienza di 25 anni fa (dovevano essercene di più, ma alcuni erano stremati dalle molte iniziative celebrative di questi giorni).

Grazie al contributo di Pia di Baveno e Biagio di Castronno, lasciamo al direttore i soldi per acquistare delle tapparelle per l’aula d’informatica nella quale, a causa della troppa luce, non si riesce a fare lezione. In generale, nonostante si trovi nel capoluogo, tutto l’edificio scolastico è un po’ triste e malmesso.

Il 28 siamo alla scuola d’arte di Novozybkov, nostri partner per il concorso di disegno e per lo scambio culturale. Il direttore Andrej, dopo la consueta visita alla scuola, ci racconta le sventure che incombono sul suo istituto. Convocato al ministero dell’istruzione di Brjansk insieme ai direttori delle circa cinquanta scuole artistiche e musicali della regione, gli viene comunicato che fra tutte la sua scuola a partire da settembre 2011 è stata scelta per un esperimento di gestione “autonoma”, vale a dire che parte del budget dovranno guadagnarselo da soli facendo pagare le rette di frequenza ai genitori dei bambini (e non molti a Novozybkov possono permetterselo). Per loro è una catastrofe, non sanno bene cosa li aspetta, ma con ogni probabilità si dovranno tagliare sia bambini che insegnanti. In questa situazione d’incertezza e in attesa di capire come si riorganizzerà la scuola dal prossimo anno, di comune accordo abbiamo deciso di sospendere per quest’anno lo scambio culturale con il tradizionale invito di un gruppo di bambini a Stresa in settembre. In alternativa quest’anno si inviterà un gruppetto di 8 bambini “cantanti” da alcuni villaggi per un programma musicale, accompagnati da un’insegnante di musica con la fisarmonica russa. In collaborazione con la scuola d’arte nel 2011 rimane comunque il concorso di disegno (a cui quest’anno partecipano le scuole di Stresa, Castronno, Creazzo e il liceo scientifico di Vicenza).

Vereščaki

Vereščaki è un villaggio gemellato con Stresa, al confine con la Bielorussia, nella zona più contaminata. La scuola è grande e ben tenuta, ma ha continui problemi strutturali. Dall’anno scorso, ad esempio, è stata dichiarata non a norma (per un principio d’inarcamento del soffitto) in seguito a una perizia, e quindi non più utilizzabile, la grande sala teatro e mensa, dove tra l’altro erano state installate nuove finestre nell’ambito del progetto di ristrutturazione portato avanti dalla nostra organizzazione. Ora servirebbe far fare una nuova perizia a un’impresa di Brjansk (1000 €) solo per capire se la tendenza all’inarcamento si è accentuata oppure si è arrestata, rendendo in quest’ultimo caso di nuovo agibile la sala. In caso contrario si necessiterebbe di un intervento molto costoso per rifare praticamente tutto il tetto. Si sta valutando il da farsi.

Si presenta Julija, 15 anni, con i capelli nero pece (erano castani, ma a Vereschaki vanno di moda le trasformazioni), la bambina che nel 2005 è stata operata di cuore a Mosca con una nostra sponsorizzazione. È bello ogni anno rivederla sana e sorridente.

A Vereščaki ritroviamo i nostri amici dell’eko-club di Klincy; una loro rappresentanza di 14 ragazzi è venuta infatti, invitata da noi, a presentare il loro programma su Cernobyl (con informazioni, filmati, canzoni, documenti) agli scolari della scuola del villaggio. I ragazzi di Klincy sono bravissimi: per più di un’ora insegnanti e bambini di Vereščaki (dalla 1 all’11 classe) assistono con attenzione e in silenzio alla presentazione. A mio parere questo è il maggiore risultato dei nostri progetti recenti nelle zone contaminate, il fatto di aver stimolato dei ragazzi di una scuola russa, diciamo un po’ avanzata, ad andare in giro per i villaggi della zona contaminata a parlare dei problemi di Cernobyl, e che vengano ascoltati e apprezzati. Forse si può far crescere una generazione di giovani più consapevole anche nella provincia russa, le potenzialità non mancano di certo.

Dobrodeevka

29 aprile. Dobrodeevka sta andando piuttosto in rovina. La scuola si sta spopolando (è rimasta una trentina di bambini), le famiglie preferiscono trasferirsi o mandare i figli a Zlynka, il vicino capoluogo. Rimane però il villaggio più “caloroso” e pieno di umanità. Come sempre il giovane direttore di Ivan, l’insegnante di musica Elena, gli altri insegnanti e i bambini ci accolgono, con indosso i costumi tradizionali, con la cerimonia del pane e del sale, e cantano e suonano le canzoni tradizionali. Questa volta, in aggiunta, ci fanno partecipare a una staffetta sportiva e ci organizzano un pic-nic in un vicino boschetto di betulle.

Nell’ambito del progetto di gemellaggio con Baveno (Vb) nel 2011 4 bambini di Dobrodeevka andranno a risanarsi a Dubrava, altri 4 verranno in Italia a settembre con il gruppetto “musicale”, accompagnati dalla maestra Elena, e inoltre per il nuovo anno scolastico verranno acquistate per la scuola attrezzature elettroniche necessarie per lo svolgimento del programma didattico.

Cernobyl e Pripjat’

A Cernobyl e Pripjat’ io non sono andato. C’ero stato una volta nel 2006 con Legambiente e ritengo che una volta basti e avanzi. Le mie impressioni restano nel filmato che feci di quel viaggio (http://www.youtube.com/watch?v=Ul5fQW_6g3A). Per la visita di quest’anno lascio invece la parola, se avranno voglia di condividere le loro impressioni, a Paola da Stresa (Vb), Franco da Baveno (Vb), Giuseppe e Francesco da Creazzo (Vi), gli altri partecipanti a questa delegazione che il 30 aprile hanno effettuato un “tour” a Cernobyl. Da quest’anno infatti le visite a Cernobyl sono diventate una sorta di monopolio di Stato che incentiva il turismo a Cernobyl attraverso tour standardizzati organizzati da agenzie autorizzate, a prezzi piuttosto elevati.

Kiev

Il 30 aprile, girando per Kiev, non sono praticamente rimaste tracce delle celebrazioni dell’anniversario di Cernobyl, a eccezione di alcuni manifesti in ucraino con un’altisonante citazione del presidente Janukovič a riguardo. A Kiev, tra i funzionari di Stato, Cernobyl è soprattutto la gestione degli ingenti (ma mai abbastanza) fondi internazionali per la messa in sicurezza del sarcofago di Cernobyl, che va sempre a rilento (ora è stata posticipata al 2015 la costruzione del nuovo “arco” di protezione sopra il vecchio sarcofago). Ma nella vita reale – anche se meno visibile – Cernobyl sono anche i reparti oncologici degli ospedali di Kiev pieni di malati, la devastante dinamica tra natalità e mortalità in Ucraina (la peggiore al mondo, secondo un recente studio dell’ONU), e tutta l’acqua radioattiva che in questi 25 anni sarà giunta nella capitale, attraverso il Dnepr, dai bacini acquiferi di Cernobyl che in esso confluiscono.

Stefano Fronteddu

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