Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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23/07/21
03/08/20
27/01/20
CONTO SALATO PER IL NUCLEARE EUROPEO, LA GESTIONE DEI RIFIUTI CRESCE FINO A 566 MILIARDI DI EURO
Conto salato per il nucleare europeo, la gestione dei rifiuti cresce fino a 566 miliardi di euro
«Ad oggi – osserva la Commissione europea – tutti gli Stati membri hanno notificato i loro programmi nazionali finali, tranne l'Italia»
L’avventura nucleare europea, che si trova oggi a fare i conti con
una gestione dei rifiuti radioattivi complessa quanto lunga – le scorie
più pericolose necessitano di essere custodite in sicurezza per migliaia di anni –, si sta rivelando sempre più costosa da gestire. Secondo l’ultimo rapporto
prodotto dalla Commissione Ue, si parla di cifre che superano il mezzo
bilione: «Solo per gestire i rifiuti nucleari l’Europa dovrà spendere
500 miliardi di euro – sintetizza
il direttore scientifico del Kyoto club, Gianni Silvestrini –, 100 in
più rispetto alla precedente valutazione Ue. La metà delle risorse per
il Green deal», che si propone appunto di mobilitare investimenti pari a
1.000 miliardi di euro per la transizione ecologica del Vecchio continente.
La mole di rifiuti radioattivi che l’Europa è chiamata a gestire è
ingente e in continua crescita: tutti gli Stati membri generano questo
tipo di rifiuti attraverso molteplici attività, che spaziano dalla
produzione di elettricità alla ricerca scientifica, fino alle comuni
applicazioni mediche. La presenza delle centrali nucleari, com’è
evidente, è però centrale nella produzione di rifiuti radioattivi: ad
oggi queste centrali sono operative in 14 Paesi, mentre altri due
(ovvero l’Italia e la Lituania) hanno abbandonato i loro programmi
nucleari e stanno portando avanti il decommissioning degli impianti
presenti sul territorio.
Data: 21.01.2020
Fonte: www.greenreport.it
21/11/19
GUASTO AL REATTORE NUCLEARE DI TEMELIN: SCOLLEGATA LA CONTROVERSA CENTRALE CECA PER UN MALFUNZIONAMENTO ALLA TURBINA
Guasto al reattore nucleare diTemelin: scollegata la controversa centrale ceca per un malfunzionamento alla turbina

La causa della disconnessione non pianificata dell’Unità 1 della
centrale nucleare di Temelín sembra essere stata, secondo quanto
dichiarato dalla società operativa CEZ che gestisce la centrale, la
turbolenza della turbina, probabilmente dovuta alle fluttuazioni delle
temperature esterne.
Il reattore ad acqua pressurizzata dovrebbe ora essere chiuso
completamente per esaminare il problema in modo più dettagliato. Quando
il blocco tornerà operativo non è ancora chiaro.
Come ha dichiarato Petr Šuléř; responsabile della comunicazione della centrale nucleare di Temelín:
“Quando il blocco verrà ricollegato alla rete di trasmissione, dipenderà dai test e dai controlli avviati ora e funzionanti per ore. Finora non possiamo dire se saranno ore o giorni”
Secondo l’autorità di regolamentazione nucleare ceca SUJB, l’incidente non ha alcun impatto sulla sicurezza della struttura
Data: 11.11.2019
Fonte: www.greenme.it
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02/04/19
LA GERMANIA DICE ADDIO AL NUCLEARE, MA NON SA DOVE METTERE LE SCORIE

La prima economia europea ha sette impianti nucleari ancora in funzione.
Entro il 2022 saranno tutti chiusi, ma come e dove saranno smaltite le
scorie? Alcune potrebbero finire nelle nostre cucine?
n gigantesco robot demolitore è appollaiato sulla torre di
raffreddamento della centrale nucleare di Mülheim-Kärlich. Secondo
alcuni l’impianto dovrebbe restare lì dov’è a futura memoria, mentre per
altri è solo un simbolo da eliminare che rappresenta l'arroganza
dell'umanità. Così nel 2004, sette anni prima del disastro di Fukushima,
è iniziata la dismissione del reattore costruito negli anni '70:
costerà 1 miliardo di euro e richiederà due decenni per essere
completata.
Data: 01.04.2019
Fonte: www.lastampa.it
27/03/19
REGNO UNITO: L’EOLICO OFFSHORE PRODUCE PIÙ ENERGIA DEL NUCLEARE
Regno Unito: l’eolico offshore produce più energia del nucleare
La produzione di energia elettrica dell’eolico offshore nel Regno Unito ha superato quella delle centrali nucleari: il dato annunciato dalla compagnia di analisi e consulenza Aurora Energy Research si riferisce al periodo compreso tra l’8 e il 14 marzo, ma rappresenta comunque un record mai raggiunto nel Paese.
Le rinnovabili volano in UK, letteralmente: grazie al clima particolarmente ventoso delle ultime settimane, il
comparto eolico ha garantito il 35,6% dell’intera produzione di
elettricità nel Regno Unito di cui il 21,4% proveniente dagli impianti
offshore. Nello stesso periodo, la seconda fonte di produzione
elettrica è stato il gas naturale (31,2%), seguito dal nucleare (21,3%),
le biomasse (6,7%), il carbone (2,6%), l’idroelettrico (1,8%) e altre
fonti (0,8%).
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Data: 18.03.2019
Fonte: www.rinnovabili.it
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30/01/19
L’UE ADDESTRA ROBOT PER INTERVENIRE SULLE CATASTROFI NUCLEARI E GESTIRE LE SCORIE RADIOATTIVE
L’Ue addestra robot per intervenire sulle catastrofi nucleari e gestire le scorie radioattive
Data: 24.01.2019
Fonte: www.greenreport.it

Quando il Giappone nel 2011 venne colpito dal terremoto/tsunami e dal disastro nucleare di Fukushima i robot che vennero schierati a supporto dei “liquidatori” umani erano molto semplici e si dimostrarono in gran parte inefficaci . Sven Behnke, professore di robotica all’università di Bonn, è partito da quel problema e, insieme al suo team, hanno sviluppato un robusto sistema di risposta alle catastrofi con il progetto Centauro che utilizza un robot controllato da esseri umani da una distanza di sicurezza e dotato di vari sensori chi gli consentono di percepire l’ambiente nel quale lavora e di ritrasmettere le informazioni alll’operatore.
Behnke spiega su Horizon che «L’operatore principale controlla il robot attraverso una tuta di telepresenza che misura i movimenti delle braccia, dei polsi e delle dita dell’operatore e li trasferisce al robot. Un display montato sulla testa dall’operatore gli consente di vedere in 3D quel che il robot vede dalla propria prospettiva».
Leggi tutto...Data: 24.01.2019
Fonte: www.greenreport.it
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