Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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22/05/17

SVIZZERA: SÌ ALL'USCITA GRADUALE DAL NUCLEARE




 © EPA

Gli Svizzeri hanno approvato con un referendum il graduale abbandono dell'energia nucleare e una politica di promozione delle energie rinnovabili con il 58,2% di voti favorevoli. Lo riferisce l'agenzia di stampa svizzera Ats.

Il popolo svizzero era chiamato a pronunciarsi sulla revisione della legge sull'energia, un primo pacchetto di misure voluto dal governo e volto a ridurre il consumo di energia, aumentare l'efficienza energetica, promuovere le energie rinnovabili. Prevede inoltre il divieto di costruire nuove centrali nucleari.

Data: 21.05.2017
Fonte: www.ansa.it

28/11/16

LA SVIZZERA DICE “NO” ALL’ABBANDONO GRADUALE DELL’ENERGIA NUCLEARE



La Svizzera dice “no” all’abbandono graduale dell’energia nucleare


 È stata bocciata l’iniziativa popolare per un abbandono pianificato dell’energia nucleare: posto in votazione referendaria oggi in Svizzera, il testo promosso dai Verdi è stato infatti respinto dalla maggioranza dei cantoni. Per essere approvate, le iniziative popolari necessitano della doppia maggioranza di pareri favorevoli dei votanti e dei cantoni svizzeri. 

L’iniziativa dei Verdi svizzeri chiedeva di vietare la costruzione di nuove centrali e di limitare a 45 anni la durata d’esercizio degli impianti esistenti. Il governo, pur essendosi pronunciato a favore dell’abbandono, ha fatto campagna per il No al testo ritenendo che l’iniziativa condurrebbe ad una chiusura troppo precipitosa delle cinque centrali atomiche attive in Svizzera. 

Data: 28.11.2016
Fonte: www.lastampa.it



09/11/16

AL DI FUORI DELLA SVIZZERA I REATTORI NUCLEARI SI MOLTIPLICANO


Al di fuori della Svizzera i reattori nucleari si moltiplicano

In Svizzera l’energia nucleare sembra avere i giorni o gli anni contati: governo e parlamento hanno deciso di rinunciare a nuove centrali e un’iniziativa popolare, in votazione il 27 novembre, chiede perfino una rapida chiusura dei 5 impianti in funzione. Pochi paesi seguono però questa strada: a livello mondiale l’energia atomica continua a proliferare.

L'impianto nucleare di Beznau I, il più vecchio del mondo ancora in attività, con quello di Nine Mile Point 1 negli Stati uniti. (Keystone)


Nel 2011, dopo l’incidente di Fukushima, la Svizzera era stata uno dei primi paesi a riorientare la propria politica energetica. Lo stesso anno, il governo elvetico aveva lanciato la Strategia energetica 2050, che prevede l’abbandono del nucleare, una riduzione sostanziale dei consumi energetici e lo sviluppo di fonti rinnovabili. Il primo pacchetto di misure, approvato appena nel settembre scorso dalle Camere federali, non fissa tuttavia una scadenza per la chiusura delle 5 centrali atomiche, che dispongono di una licenza di esercizio di durata illimitata.

Il 27 novembre il popolo svizzero è però chiamato ad esprimersi sull’iniziativa “Per un abbandono pianificato dell’energia nucleare”, che chiede di spegnere tutti gli impianti al più tardi 45 anni dopo la loro messa in esercizio. In base al testo del Partito ecologista svizzero (PES), i tre reattori di Mühleberg, Beznau I e Beznau II dovrebbero quindi essere disattivati già l’anno prossimo, Gösgen nel 2024 e Leibstadt nel 2029. 


Data: 07.11.2016
Fonte: www.swissinfo.ch

 

25/10/16

GLI SVIZZERI FAVOREVOLI ALL'ABBANDONO DEL NUCLEARE




Secondo un sondaggio condotto da Tamedia i consensi sarebbero il 55% - Il timore di un'avaria è l'argomento più citato in favore dell'iniziativa dei Verdi

 Keystone


Sì all'iniziativa dei Verdi "Per un abbandono pianificato dell'energia nucleare (Iniziativa per l'abbandono del nucleare)": è l'attuale intenzione di voto degli svizzeri per l'unico tema in votazione il prossimo 27 novembre. Stando al primo sondaggio online condotto da Tamedia, il testo raccoglierebbe il 55% dei consensi.

Se si fosse votato tra il 17 e il 18 ottobre, il 48% dei partecipanti al sondaggio avrebbe sicuramente accettato il testo e il 7% avrebbe messo "piuttosto un sì" sulla scheda di voto, emerge dai risultati pubblicati oggi.

Il timore di un'avaria è l'argomento più citato in favore dell'abbandono del nucleare (43%). La questione dello smaltimento delle scorie radioattive preoccupa invece il 23%. Nel caso in cui la durata delle centrali non venisse limitata, il 22% delle persone favorevoli all'iniziativa crede che per l'uscita dal nucleare ci vorrebbero ancora diversi decenni.


Data: 21.10.2016
Fonte: www.cdt.ch

 



10/06/13

A DUE ANNI DAL REFERENDUM SUL NUCLEARE

Il 12 e 13 giugno 2011  i Cittadini italiani hanno bocciato il nucleare per la seconda volta:
cosa è cambiato da allora?

La notizia cattiva

Le scorie radioattive non hanno trovato alcuna collocazione responsabile, quelle che non sono nei siti italiani a rischio si stanno godendo una costosa quanto inutile e pericolosa vacanza all’estero, a Sellafield in Inghilterra o a La Hague, in Francia, da dove torneranno tra pochi anni senza che si sappia dove sistemarle in condizioni di decente sicurezza per un periodo di almeno diecimila anni (vedere allegati di ISPRA e di Sogin).

Non sono ancora neppure stati individuati i criteri per scegliere il sito per il deposito nazionale, che secondo la legge vigente 368/2003 andava realizzato entro il 31.12.2008, in modo democratico e trasparente, in una località che potesse oggettivamente rendere il rischio più basso, almeno  per quanto possibile.

Viceversa Sogin ha avviato in tutti i centri nucleari la realizzazione di depositi, definiti “temporanei”, ma privi di scadenza: se verranno completati siamo convinti che da questi siti a rischio i rifiuti radioattivi non se ne andranno via mai più!


La notizia buona

I pannelli fotovoltaici nell’anno 2012 hanno prodotto oltre diciotto miliardi di kWh di energia elettrica dal sole (vedere allegato del GSE).

La produzione è in continua crescita, e altri quattro anni con una produzione anche solo eguale al 2012 faranno sì che il fotovoltaico da solo supererà la produzione totale di energia elettrica ottenuta da tutte e quattro le centrali nucleari italiane in tutti gli anni del loro funzionamento (93 miliardi di kWh totali), e senza lasciarci in eredità tutte quelle scorie radioattive per miliardi di miliardi di Becquerel che nessuno oggi sa come sistemare, e neppure le centinaia e centinaia di kg di quel plutonio la cui dose mortale per inalazione è di solo un decimo di milligrammo.

Gian Piero Godio

12/02/13

I CITTADINI DELLA BULGARIA AL REFERENDUM HANNO DETTO NO ALLO SVILUPPO DELL’ENERGIA NUCLEARE



Il tentativo dei sostenitori dell’energia nucleare in Bulgaria di ottenere l’appoggio con un referendum popolare è fallito. Per lo sviluppo dell’energia nucleare e la costruzione di una nuova centrale nucleare hanno votato soltanto 832.742 persone, con una partecipazione al voto di circa il 20%, insufficiente per riconoscere il referendum effettivo. In tal modo la decisione del governo bulgaro di negare a Rosatom la costruzione della centrale nucleare di Belene resta in vigore. […]


Lituania e Bulgaria: referendum diversi, esito uguale

Sebbene i quesiti dei referendum in Bulgaria del 27 gennaio 2013 e in Lituania del 14 ottobre 2012 fossero simili (essi riguardavano il sostegno alla costruzione di nuove centrali nucleari), in sostanza i referendum avevano obiettivi opposti.

In Lituania al momento della votazione il governo appoggiava la costruzione della nuova centrale nucleare di Visaginas. Il referendum è stato promosso dagli oppositori all’energia nucleare, e il popolo con una partecipazione relativamente alta ha votato contro i piani del governo, appoggiando gli ecologisti.

In Bulgaria invece al momento dello svolgimento del referendum era in vigore la decisione del governo di negare l’autorizzazione alla costruzione della centrale nucleare di Belene, il referendum è stato promosso dai sostenitori dell’energia nucleare, ma i cittadini non l’hanno sostenuto, rifiutandosi di parteciparvi.

Ai referendum i nuclearisti perdono


È importante ricordare che nei referendum nazionali sulla costruzione di nuove centrali i nuclearisti perdono sempre e ovunque. Proprio attraverso un referendum nazionale l’Austria nel 1978 disse no alla messa in funzione della centrale nucleare di Zwentendorf, già costruita, e in Italia vennero chiuse le centrali nucleari in adempimento alla decisione del referendum del 1987, al quale l’80% votò contro le centrali. Il rifiuto dell’energia nucleare gli italiani lo hanno poi confermato con il referendum del 2011, quando il 94,1% dei votanti si dichiarò contro l’energia nucleare.

Perfino in Russia c’è un precedente di rifiuto di centrali nucleari, anche se a livello di referendum regionale. Nella regione di Kostroma nel 1996 la maggioranza dei partecipanti a un referendum non appoggiò la costruzione della centrale nucleare. […]

Data: 28.01.2013
Fonte: www.bellona.ru
Traduzione: S.F.