Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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20/10/16
RUSSIAN NUCLEAR OFFICIALS ATTEMPT TO BURY CONSTRUCTION MISHAP AT BELARUSIAN NUCLEAR POWER PLANT

Thirty years after Chenobyl contaminated up to a quarter of Belarus, the country is building a nuclear plant of its own with Russia’s state nuclear corporation Rosatom, a plant environmentalists and government officials from surrounding countries say has already been plagued by mishaps and secrecy.
Over the past three weeks, tentative news reports that a 330-ton reactor vessel fell from a height of 2 to 4 meters on July 10 in Belarus’s Northwest at Ostrovets, the site of the new Belarusian Nuclear Power Plant. Rosatom is the main contractor on the project.
The vessel fell during an exercise geared toward installing it the next day in front of the media. Russian and Belarusian nuclear officials kept the incident under wraps for more than two weeks.
The apparent coverup was concerning to Nils Bøhmer, Bellona’s executive director and nuclear physicist.
“Rosatom is involved in building of numerous NPP’s around the world,” he said. :This incident could be an example of the safety culture among the construction workers at these nuclear power plants worldwide, and Is an indication that there could be an additional safety concerns when these reactors are put in operation.”
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Data: 04.08.2016
Fonte: www.bellona.org
10/08/16
I RISCHI DI ASTRAVETS

Data: 05.08.2016
Fonte: www.agccommunication.eu
18/07/16
BIELORUSSIA: ASTRAVETS, COME CAMBIERÀ CON IL NUOVO IMPIANTO ATOMICO
Bielorussia: Astravets, come cambierà con il nuovo impianto atomico

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Data: 12.07.2016
Fonte: www.progettohumus.it
Tutto sembra procedere come al solito. Tuttavia, i reattori e le alte gru di sollevamento che si trovano nel sito della nuova centrale nucleare, visibili anche a distanza di qualche chilometro, rendono inquietante il familiare paesaggio.
Un corrispondente del Servizio Informativo “EuroBelarus” ha visitato la zona di confine situata a pochi chilometri di distanza dalla Lituania ed ha imparato a conoscere la vita dei locali.
“Sarà come una seconda Chernobyl”
La strada sterrata che va al villaggio di Bystrytsa viene utilizzata solamente dalla gente del posto e dalle automobili delle guardie di frontiera. La strada costeggia la sorgente locale di San Giovanni che, si dice, abbia poteri miracolosi. Non sappiamo se è vero o no, ma la sua acqua è molto apprezzata fra gli abitanti di questo villaggio e di quelli circostanti: Qui è stata costruita una cappella in onore del santo e si svolgono annualmente feste e liturgie.
Bystrytsa è un paese unico ed uno dei più antichi in Bielorussia. Fu qui nel 1390, per la prima volta nel Paese, che il Granduca Jogaila fondò la Chiesa Cattolica della Santa Croce. Questo luogo di culto non è mai stato chiuso,se non fatta eccezione per i periodi di ristrutturazione.
“In epoca sovietica pagammo le tasse per salvare e mantenere aperta la chiesa cattolica”, dice Liolia, un’abitante del villaggio.
Dopo 40 anni di lavoro in fabbrica, ha ottenuto una pensione di circa 120 Euro al mese e sta aiutando anche sua nipote che studia a Grodno.
Liolia vive a circa 15 chilometri di distanza dal sito di costruzione della centrale atomica e la può vedere quando porta a pascolare la sua mucca.
“Ci sarà una seconda Chernobyl”, dice scuotendo la testa.
Oltre alla fonte e la Chiesa cattolica, ci sono altri luoghi di rilevanza storica a Bystrytsa, fra cui un antico mulino ad acqua che funziona ancora nonostante alcuni suoi meccanismi siano fuori uso.
Nel villaggio si possono incontrare anche le guardie di confine. Dopo aver controllato i documenti ed il permesso di soggiorno per rimanere nella zona, lasciano il loro recapito telefonico per essere avvertiti nel caso venissero avvistati dei rifugiati o delle persone che “non parlano russo”. Gli abitanti del poso infatti segnalano la presenza di alcuni profughi provenienti dall’Ucraina.
Un corrispondente del Servizio Informativo “EuroBelarus” ha visitato la zona di confine situata a pochi chilometri di distanza dalla Lituania ed ha imparato a conoscere la vita dei locali.
“Sarà come una seconda Chernobyl”
La strada sterrata che va al villaggio di Bystrytsa viene utilizzata solamente dalla gente del posto e dalle automobili delle guardie di frontiera. La strada costeggia la sorgente locale di San Giovanni che, si dice, abbia poteri miracolosi. Non sappiamo se è vero o no, ma la sua acqua è molto apprezzata fra gli abitanti di questo villaggio e di quelli circostanti: Qui è stata costruita una cappella in onore del santo e si svolgono annualmente feste e liturgie.
Bystrytsa è un paese unico ed uno dei più antichi in Bielorussia. Fu qui nel 1390, per la prima volta nel Paese, che il Granduca Jogaila fondò la Chiesa Cattolica della Santa Croce. Questo luogo di culto non è mai stato chiuso,se non fatta eccezione per i periodi di ristrutturazione.
“In epoca sovietica pagammo le tasse per salvare e mantenere aperta la chiesa cattolica”, dice Liolia, un’abitante del villaggio.
Dopo 40 anni di lavoro in fabbrica, ha ottenuto una pensione di circa 120 Euro al mese e sta aiutando anche sua nipote che studia a Grodno.
Liolia vive a circa 15 chilometri di distanza dal sito di costruzione della centrale atomica e la può vedere quando porta a pascolare la sua mucca.
“Ci sarà una seconda Chernobyl”, dice scuotendo la testa.
Oltre alla fonte e la Chiesa cattolica, ci sono altri luoghi di rilevanza storica a Bystrytsa, fra cui un antico mulino ad acqua che funziona ancora nonostante alcuni suoi meccanismi siano fuori uso.
Nel villaggio si possono incontrare anche le guardie di confine. Dopo aver controllato i documenti ed il permesso di soggiorno per rimanere nella zona, lasciano il loro recapito telefonico per essere avvertiti nel caso venissero avvistati dei rifugiati o delle persone che “non parlano russo”. Gli abitanti del poso infatti segnalano la presenza di alcuni profughi provenienti dall’Ucraina.
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Data: 12.07.2016
Fonte: www.progettohumus.it
10/05/16
SVETLANA ALEKSEVIC: LA CENTRALE NUCLEARE DI OSTRAVETS È “UN CRIMINE”

Il premio Nobel bielorusso, Svetlana Alekesevic, nel corso di una
conferenza svoltasi durante la sua visita in Lituania, il 29 aprile scorso, ha
detto che la decisione del governo Lukashenko di costruire una centrale atomica
ad Ostrovets, nella regione di Grodno, è paragonabile ad un crimine.
“Credo sia un crimine… un crimine… il che significa che non abbiamo capito nulla dal disastro di Chernobyl e non abbiamo tratto alcuna conclusione da esso.
Le persone non si sono rese conto della portata della catastrofe nucleare che hanno subito, in quanto il crollo dell’Unione Sovietica ha attirato l’attenzione del popolo su altri problemi: la perdita di posti di lavoro, il collasso del sistema sociale ed economico”; ha detto.
“Credo sia un crimine… un crimine… il che significa che non abbiamo capito nulla dal disastro di Chernobyl e non abbiamo tratto alcuna conclusione da esso.
Le persone non si sono rese conto della portata della catastrofe nucleare che hanno subito, in quanto il crollo dell’Unione Sovietica ha attirato l’attenzione del popolo su altri problemi: la perdita di posti di lavoro, il collasso del sistema sociale ed economico”; ha detto.
Secondo lei, la decisione della realizzazione di una centrale nucleare è stata presa da una sola persona: il presidente bielorusso Alexander Lukashenko.
“In un paese autoritario, tutte le decisioni sono prese da una sola persona. E’ stato lui che deciso di costruire un impianto atomico e la nostra società è troppo “paralizzata” per poter controbattere a tutto cio”; ha continuato.
La Lituania si sta opponendo ardentemente alla costruzione della centrale ad Ostrovets, sul confine tra i due paesi ed a circa 50 chilometri da Vilnius.
Il parere dei funzionari lituani è che la Belarus non avrebbe adottato misure di sicurezza adeguate a questo tipo di progetto. Minsk ribatte che il tutto è stato fatto utilizzando “elevati standard”.
Data: 04.05.2016
Fonte: www.progettohumus.it
Fonte originale: www. www.baltictimes.com
09/05/16
ALLA CENTRALE NUCLEARE BIELORUSSA DI OSTROVEC SONO CROLLATI I SOSTEGNI DEL FUTURO EDIFICIO DI MANUTENZIONE ATOMICA

Dalle parole di un operaio di una ditta di Pinsk che
partecipa alla costruzione della centrale nucleare, a metà aprile, dopo il
riempimento delle fondamenta del futuro edificio di manutenzione atomica, sono
crollati i sostegni.
L’edificio di manutenzione, del quale stanno gettando le
fondamenta, si trova nell’area tra due reattori. A causa della fretta dettata
dagli ordini della dirigenza, gli operai vi hanno gettato troppo cemento, la
costruzione non ha retto e i sostegni sono crollati.
[...] Secondo l’operaio di Pinsk, questo incidente non è il primo,
anche se nessuno se ne assume la responsabilità.
Data: 04.05.2016
Fonte: www.belaruspartisan.org
Traduzione: S.F.
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