Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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09/04/21
06/09/19
IL MISTERO DEL SOMMERGIBILE RUSSO PERDUTO
Il mistero del sommergibile russo perduto
Lo scorso 1 luglio nei mari del nord a bordo di un sommergibile atomico russo è scoppiato un incendio diventato un mistero, con incidente nucleare sfiorato
Il peschereccio è diretto verso l’isola
di Kil’din nel mare di Barents, a nord della Russia. Mare calmo, luce
radente sull’orizzonte. Improvvisamente la tranquilla navigazione
dell’imbarcazione viene interrotta da un evento straordinario: dal mare
emerge come un enorme mostro la massa scura di un sottomarino. «È venuto fuori completamente. Non ho mai visto niente di simile in vita mia. Sul ponte la gente correva»
ha raccontato un pescatore. Sono più o meno le 21 e 30 di lunedì 1°
luglio scorso. Dal peschereccio vedono avvicinarsi rapidamente una nave
da guerra e due rimorchiatori che agganciano il sommergibile e verso le
23 lo portano lontano. Quello a cui assistono i pescatori è l’epilogo di
una tragedia dai contorni misteriosi: il recupero di un sottomarino russo in cui hanno perso la vita ben 14 tra marinai e ufficiali e altri 5 sono rimasti feriti. Il sommergibile danneggiato verrà trasportato nella base di Severodvinsk,
nella regione di Arkhangelsk. Una base militare molto importante e
anche sfortunata: l’8 agosto scorso un incendio ha provocato la morte di
sette persone durante i test di un missile, con probabile perdita di
radiazioni.
Gli incidenti di questo tipo non sono rari: come ricorda il sito analisidifesa.it, nell’ultimo
ventennio ci sono stati 35 eventi più o meno gravi che hanno coinvolto
altrettanti sommergibili, di cui sei russi. Il più catastrofico è stato
l’affondamento, il 12 agosto del 2000, del K-141 Kursk sempre nel mare
di Barents, in cui morirono tutti i 118 membri dell’equipaggio. Ma
quello che rende inquietante l’incidente del 1° luglio scorso sono
alcune circostanze. Intanto le parole usate sabato 6 luglio dal capitano
Sergei Pavlov, aiutante del capo di Stato maggiore della Marina russa,
ai funerali dei 14 sommergibilisti: «Con la loro vita, hanno salvato i loro compagni, la loro unità ed evitato una catastrofe su scala planetaria».
Proprio così: «Una catastrofe su scala planetaria». Cosa intendeva dire
Pavlov? Una frase di questo tenore non poteva non attirare l’attenzione
di giornalisti, esperti e dietrologi. E alcuni iniziano a mettere in
fila eventi sospetti. Saputa la notizia, Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, cancella gli impegni e convoca una riunione di emergenza. Il sito notiziegeopolitiche.net
riferisce che nei minuti successivi all’allarme diramato dal
sommergibile, il vicepresidente americano Mike Pence viene richiamato
alla Casa Bianca da Donald Trump, senza alcuna spiegazione, mentre si
trova già in volo sull’Air Force Two.
Data: 29.08.2019
Fonte: www.panorama.it
30/07/19
SOMMERGIBILE RUSSO A FUOCO, ERA NUCLEARE E LAVORAVA A UN PROGETTO TOP SECRET
Neppure il nome del sommergibile è stato
reso noto ufficialmente anche perché il Cremlino ha deciso di coprire
con il segreto di Stato l'accaduto

Era a propulsione nucleare il sommergibile
militare russo andato in fiamme lunedì nel mare di Barents e in cui sono
morti 14 marinai ma l'incendio si è limitato alla zona batterie del mezzo
navale e "l'installazione nucleare dell'apparato e' stata completamente
isolata".
Confermando per la prima vola che l'incidente ha coinvolto un
sottomarino a propulsione nucleare, il ministro della Difesa russo,
Sergei Shoigu, ha detto di aver assicurato il presidente Vladimir Putin
che l'equipaggio ha preso tutte le precauzioni necessarie per proteggere
il reattore dalle fiamme. Il sommergibile, attualmente nel porto di
Severomorsk, nella penisola di Kola, sopra il Circolo polare artico,
potrà essere riparato e riprendere il largo.
Data: 04.07.2019
Fonte: www.rainews.it
26/10/17
RUSSIA’S SUNKEN SUBS TO LIE WHERE THEY ARE FOR ANOTHER THREE YEARS
Russia’s sunken subs to lie where they are for another three years
Russian officials have again raised the possibility of retrieving
tons of nuclear trash from the bottom of the Arctic Ocean – only to
confess just as quickly that they don’t have the money to do it.

Discussions of what to do about thousands of containers of
radioactive waste, nuclear reactors, pieces of irradiated debris, and
two entire nuclear submarines languishing at the bottom of Russia’s
northern seas come up a few times a year and are routinely abandoned
just as quickly.
But they, nonetheless, raise interesting questions about what,
precisely, is there, and about what kind of a minefield it creates for
Russia’s Arctic oil drilling ambitions, to which the country has long
hitched its economic future.
Between 1965 and 1972, Russia’s nuclear navy intentionally sank some 17,000 tons of solid radioactive waste, the K-27
nuclear submarine, 14 reactors from other submarines, 19 ships
containing nuclear waste, and 735 pieces of heavily irradiated equipment
from a variety of nuclear powered vessels, including the iconic nuclear
icebreaker Lenin.
And that doesn’t count what got there by mistake – which includes another submarine, the K-159
that went down in 2003 while being towed through heavy weather and
which has been the subject of abortive retrieval discussions of its own.
The full scale of the carcinogenic cache of nuclear cast offs was revealed to Norwegian authorities in 2012, and it has been the subject of on-again-off-again Russian government attention ever since.
Data: 24.10.2017
Fonte: www.bellona.org
17/02/17
GRAN BRETAGNA: CREPE IN REATTORI DI 4 SOTTOMARINI ATOMICI SU 7

Quattro dei sette sottomarini a propulsione
nucleare della flotta britannica ‘scricchiolano’ pericolosamente. Almeno
secondo afferma il Sunday Express, secondo il quale i sommergibili
Trenchant, Torbay, Triumph e Talent – tutti della classe Trafalgar –
sono all’ancora in riparazione per guasti o problemi di obsolescenza
tutt’altro che marginali: persino crepe sui reattori, denunciano
imprecisati esperti. Il Trenchant potrebbe addirittura “non riprendere mai più il mare”,
rincara il tabloid ultraconservatore. Tale segnalazione si aggiunge al
coro degli allarmi – che salgono da tempo da ambienti militari e
dell’industria del Regno, oltre che dai media – sulle presunte carenze
di finanziamenti alla gloriosa Royal Navy, alle forze armate in generale
e all’arsenale strategico in particolare. Gli allarmi sono inoltre
alimentati dalla recente figuraccia dell’insabbiamento in estate del
fallito test di un missile Trident – unico deterrente nucleare
britannico – lanciato da un sottomarino nell’oceano Atlantico. Un
incidente svelato dalla stampa, e non smentito, solo a mesi di distanza.
Data: 12.02.2017
Fonte: www.meteoweb.eu
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