Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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24/05/13

VAURO REALIZZA UN REPORTAGE SUI BAMBINI DI CHERNOBYL E LA RAI LO RIFIUTA


Una brutta notizia per Vauro e per tutti noi. Sembra incredibile, ma è la pura verità raccontata dal Fatto racconta. Un reportage di Vauro Senesi sui bambini di Chernobyl non andrà in onda sulla Rai, troppo scomodo. Il vignettista, per poter mostrare la preziosa verità documentata, è stato costretto a cedere il filmato gratuitamente ad Italia 1. Lo racconta il quotidiano:
Dove la satira non c'entra proprio nulla. Considerando che quanto vedremo da lui realizzato stasera nell'ambito del programma Confessione Reporter (su Italia 1, seconda serata), va a toccare una ferita ancora aperta, per non dire infetta: quella dei "figli di Chernobyl". Il reportage da un quarto d'ora che il vignettista toscano ha dato gratuitamente alla trasmissione in onda sul canale Mediaset - dopo che Rai 3 gliel'ha rifiutato perché "è un argomento troppo triste" - è stato realizzato lo scorso giugno insieme alla Ong Sole Terre, che si (pre)occupa di tumori dei bambini nel mondo.


Data: 24.05.2013
Fonte: www.cadoinpiedi.it

29/10/12

LOST PLACES - DIE SPERRZONE VON TSCHORNOBYL


Yevgen Goncharenko

Lost Places
Die Sperrzone von Tschornobyl

Blurb

2012

240 pagine






Pagina web del libro

È USCITO IL LIBRO DI YEVGEN GONCHARENKO «LOST PLACES – DIE SPERRZONE VON TSCHORNOBYL»

Nell’ottobre 2012 la casa editrice Blurb ha pubblicato in lingua tedesca il libro Lost Places – Die Sperrzone von Tschornobyl.


Si tratta di 240 pagine di reportage dalla Zona di Cernobyl con cartine e fotografie a colori su carta lucida di qualità, rilegato in tessuto con sovracopertina. Formato 20x25 cm.

Presentazione dell’autrice:

L’uscita del libro è stata preparata per più di un anno. Dall’équipe del progetto è stato fatto un grosso lavoro di traduzione e confronto dei testi, di elaborazione di vecchie e nuove fotografie, di design, impaginazione, veste tipografica. Questo libro che ora io propongo ai lettori rappresenta una serie di reportage da me scritti nel corso di molti anni di visite nella Zona di Cernobyl. Esso è rivolto a tutti coloro che sono interessati alla Zona di Cernobyl e non si accontentano di un’informazione generale asettica sull’incidente alla centrale e le sue conseguenze. Qui sono riportate le mie impressioni personali sulla Zona, le fotografie e le storie raccolte nel corso di molti anni di viaggi e ricerche. Buona parte dei reportage li si può leggere anche sul sito del progetto Lost Places, tuttavia nel libro ciascun reportage è completato con fotografie inedite, mai pubblicate in precedenza. Inoltre vi si trova un nuovo reportage del 2012.

Data: 18.10.2012
Fonte: www.pripyat.com
Traduzione: S.F.

06/02/12

REPORTAGE CHERNOBYL

L'ATOMO E LA VANGA. LA SCIENZA E LA TERRA.

Spettacolo teatrale tratto dal libro Preghiera per Chernobyl di Svetlana Aleksievič (Edizioni e/o)

Regia: Simona Gonella
Con: Roberta Biagiarelli
Anno: 2005
Produzione: Babelia, Legambiente Solidarietà

Reportage Chernobyl from Babelia&C - Roberta Biagiarelli on Vimeo.


Dalla pagina di presentazione su www.babelia.org

Chernobyl è una storia dimenticata. Del destino delle persone che hanno vissuto e subito le conseguenze dell’incidente si sa molto poco. Eppure Chernobyl è una perfetta metafora del mondo che ci circonda, del rapporto spesso perverso che abbiamo con la tecnologia, della disinformazione di cui siamo vittime rispetto ai grandi disastri ambientali, del rapporto bulimico che stringe le società occidentali con l’energia. Ne consumiamo sempre di più, per il soddisfacimento di quelli che riteniamo essere i nostri bisogni inalienabili, trascurando spesso l’impatto che questi hanno sullo stato di salute del pianeta.

Ma Chernobyl è soprattutto la lucida realtà del rapporto antico tra l’uomo e la scienza o, per dirla con le parole di uno dei testimoni della tragedia: tra l’atomo e la vanga.

Delle testimonianze raccolte dalla Aleksievic in Preghiera per Chernobyl abbiamo scelto, in particolare, due voci di donne: Ljudmila, moglie di uno dei pompieri accorsi alla Centrale per domare l’incendio, deceduto dopo due settimane, e Valentina, moglie di uno degli 800.000 uomini chiamati in seguito a “liquidare le conseguenze dell’incidente”.

Queste voci custodiscono la legge antica del dolore, quello delle donne che restano a difendere il principio della vita e della sua continuità con la natura. Ci ricordano che la specie umana ha bisogno della casa/pianeta terra e che le donne sono le eccellenti custodi dello spazio di questo “focolare”.

La scelta di non raccontare solo le loro storie, ma di interpretare i due personaggi, è legata all’esigenza di avvicinarsi ad una forma più teatrale del racconto, lontana dalla formula della “narrazione civile” pura e semplice.

Insieme abbiamo costruito un percorso di immagini che scorrono parallele al testo e abbiamo girato l’Italia per intervistare le persone che ci hanno aiutato a meglio inquadrare la storia di Chernobyl nei suoi aspetti più generali e nelle sue connessioni concrete o metaforiche con la nostra realtà.

Sempre in video è presente uno dei più grandi attori italiani: Roberto Herlitzka, che dà voce e corpo alle parole di un testimone. È un padre la cui figlia muore a causa dell’elevata esposizione alle radiazioni e che ci racconta, con la lucidità delle persone profondamente offese, la sua esperienza.