Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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16/05/19

CHERNOBYL, PER IL VERCELLESE 33 ANNI PASSATI INVANO

Risultati immagini per saluggia nucleare

Quattro Comuni del Piemonte - Bosco Marengo, Tortona, Saluggia e Trino - si trovano ad avere sul proprio territorio oltre l’80% dei materiali radioattivi di tutta Italia, in impianti e depositi collocati in aree a rischio. 

E’ quanto emerge dall’Inventario Nazionale dei Rifiuti Radioattivi pubblicato nel marzo 2019 dall’ISIN, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione.

E’ la provincia di Vercelli, con i siti nucleari di Sogin, Avogadro e Livanova, ad avere il carico di radioattività maggiore, ma anche la Provincia di Alessandria si trova ad avere, presso l’ex F.N. di Bosco Marengo e il deposito Campoverde di Tortona, quasi trecento miliardi di Becquerel di radioattività  (1 Becquerel corrisponde ad una disintegrazione radioattiva al secondo).

A parere di Legambiente e di Pro Natura del Piemonte è assurdo continuare a mantenere una simile quantità di materiali radioattivi in aree del tutto inidonee per la vicinanza ai fiumi, alle falde, alle zone abitate e a quelle agricole di qualità: è un atto di grave irresponsabilità che in questi giorni, ricordando la tragedia di Chernobyl del 26 aprile 1986, fa pensare che questi 33 anni siano passati invano.


Data: 23.04.2019
Fonte: www.infovercelli24.it

26/04/19

CHERNOBYL, PER IL VERCELLESE 33 ANNI PASSATI INVANO

Chernobyl, per il vercellese 33 anni passati invano
Iniziative di Legambiente sulla situazione dei depositi e delle scorie nucleari nell'anniversario dell'incidente del 1986


http://www.infovercelli24.it/typo3temp/pics/m_005c6e610c.png
Quattro Comuni del Piemonte - Bosco Marengo, Tortona, Saluggia e Trino - si trovano ad avere sul proprio territorio oltre l’80% dei materiali radioattivi di tutta Italia, in impianti e depositi collocati in aree a rischio.

E’ quanto emerge dall’Inventario Nazionale dei Rifiuti Radioattivi pubblicato nel marzo 2019 dall’ISIN, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione.
E’ la provincia di Vercelli, con i siti nucleari di Sogin, Avogadro e Livanova, ad avere il carico di radioattività maggiore, ma anche la Provincia di Alessandria si trova ad avere, presso l’ex F.N. di Bosco Marengo e il deposito Campoverde di Tortona, quasi trecento miliardi di Becquerel di radioattività  (1 Becquerel corrisponde ad una disintegrazione radioattiva al secondo). 


Data: 23.04.2019
Fonte: www.infovercelli24.it

24/04/13

CINGHIALI RADIOATTIVI, ALLARME CESIO E VERBANIA: DA CHERNOBYL A TAVOLE ITALIANE


I cinghiali radioattivi arrivano sulle tavole degli italiani. Alcuni esemplari contaminati sono stati scoperti a Verbania, dopo i precedenti trovati a Vercelli. Nel loro sangue c’è il cesio 37, una sostanza radioattiva e tossica sprigionata dalle radiazioni del disastro di Chernobyl, scrive Claudio Del Frate sul Corriere della Sera. Gli esemplari di cinghiali radioattivi sono stati individuati in valle Vigezzo, nella provincia di Verbania.


Data: 24.04.2013
Fonte: www.blitzquotidiano.it

07/03/13

CINGHIALI RADIOATTIVI A VERCELLI, TROVATE TRACCE CESIO-137

 
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Data: 07.03.2013

Cinghiali radioattivi? Tracce di cesio 137, oltre la soglia prevista dal regolamenti in caso di incidente nucleare, sono stati trovati nella lingua e nel diaframma di 27 cinghiali del comprensorio alpino della Valsesia, in provincia di Vercelli. Sono stati analizzati campioni di capi abbattuti nel 2012/2013 e dopo i risultati il ministro della Salute ha attivato i Carabinieri del Nas e del Noe.

Il Cesio 137 è un isotopo radioattivo rilasciato, tra l’altro, nel 1986 dalla centrale di Chernobyl. Per questo il ministro Renato Balduzzi, in contatto con la Regione Piemonte, ha immediatamente attivato i militari del Nucleo anti sofisticazioni e del Nucleo operativo ecologico nel cui Reparto operativo è inserita una Sezione inquinamento da Sostanze radioattive. La prima riunione urgente di coordinamento è prevista venerdì 8 marzo. I campioni erano stati prelevati per essere sottoposti ad una indagine sulla trichinellosi, una malattia parassitaria che colpisce prevalentemente suini e cinghiali. Successivamente gli stessi campioni sono stati sottoposti a un test di screening per la ricerca del radionuclide Cesio 137, così come previsti da una Raccomandazione della Commissione Europea (2003/274/CE). I risultati hanno evidenziato la presenza di un numero consistente di campioni con livelli di Cesio 137 superiori a 600 Bq/Kg (Becquerel per Kilo, unità di misura per il cesio 137).

I valori dei campioni oscillano in un range tra 0 e 5621 Bq/Kg e 27 campioni presentano valori al di sopra dei 600 Bq/kg. Ad oggi dei 27 con valore superiore alla soglia ne sono stati inviati 10 al Centro di Referenza Nazionale per la Ricerca della Radioattività nel Settore Zootecnico Veterinario dell’IZS di Puglia e Basilicata; 9 sono stati confermati, con la metodica accreditata, con valori superiori ai 600 Bq/Kg. Il decimo campione ha un valore attorno ai 500 Bq/Kg. E’ stato quindi programmato l’invio dei 17 rimanenti campioni positivi allo screening al Centro di Referenza nazionale di Foggia.

“I cinghiali sono degli animali sentinella delle condizioni di inquinamento dei territori in cui vivono, perché ci forniscono delle informazioni precise grazie ad un certo modo si sfruttare l’ambiente. Quindi, senza fare ipotesi azzardate su gli esemplari positivi al cesio 137, come quella di un retaggio di Chernobyl, una contaminazione degli animali deve richiedere approfondimenti e analisi del contesto ambientale, metereologico e idrogeologico in cui vivono” spiega all’Adnkronos Salute Aldo Grasselli segretario nazionale del Sindacato italiano veterinari medicina pubblica (Sivemp). “Ora – aggiunge Grasselli – si devono analizzare gli esemplari, la loro età e morfologia, capirne la dieta e se, ad esempio, sono migrati da altre zone”.

“Non può essere altro che la ricaduta delle emissioni della centrale di Chernobyl”. A dirlo è Gian Piero Godio, di Legambiente Piemonte e Val d’Aosta, esperto in questioni nucleari. “Altre spiegazioni – sostiene – non potrebbero esserci: il comprensorio della Valsesia non presenta alcuna sorgente radioattiva. La causa più probabile del contagio sono le sostanze emesse in seguito all’incidente nucleare dell’86. Anche se i livelli di Cesio 137 riscontrati negli animali abbattuti mi sembrano quasi inverosimili”.

Al momento è difficile risalire all’origine, ha detto la responsabile dell’Istituto di Radioprotezione dell’Enea, Elena Fantuzzi. “Il cesio 137 – ha detto – è un radionuclide artificiale prodotto dalla fissione nucleare. Viene rilasciato quindi da siti nucleari”. Le ipotesi più immediate sono quelle secondo cui potrebbe essere stato rilasciato in seguito all’incidente nella centrale nucleare di Chernobyl del 1986, ma bisogna considerare anche i siti nucleari nella zona, fra i quali la centrale di Trino Vercellese smantellata nel 1987 e il sito sperimentale dell’Enea a Saluggia. “Tuttavia – rileva l’esperta – è vero che la presenza del cesio 137 viene monitorata costantemente a livello nazionale e le quantità rilevate sono inferiori ai valori soglia, che sono molto bassi. I valori rilevati – aggiunge – non sono mai stati preoccupanti”. Secondo Fantuzzi bisognerebbe considerare il metabolismo dei cinghiali, capire se ha caratteristiche tali da favorire l’accumulo del cesio 137 al di sopra dei limiti considerati sicuri. Proprio a Saluggia era stata denunciata una vera e propria emergenza ambientale per la saturazione delle vasche di raccolta di acque contaminate.