Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

Visualizzazione post con etichetta Rilevazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rilevazioni. Mostra tutti i post

26/04/16

KRJUKI, ZONA DEI 30 KM

Visita di una delegazione di Legambiente dell'aprile 2003 nel villaggio evacuato di Krjuki, nella provincia bielorussa di Bragin, all'interno della Zona d'interdizione dei 30 km intorno alla centrale di Cernobyl.


20/03/13

FUKUSHIMA, PESCATO IL PESCE PIU' CONTAMINATO DA RADIAZIONI DI TUTTI I TEMPI

Fukushima Daichii, pescato il pesce più contaminato da radiazioni di tutti i tempi

La Tepco sta progettando di sterminare tutti i pesci davanti alla centrale nucleare
Nel mare di fronte al porto delle rovine radioattive della centrale nucleare giapponese di Fukushima Daiichi è stato pescato l'animale vivo con il più alto livello di radiazioni mai registrato. Si tratta di un greenling grasso, Hexagrammos otakii, un pesce della famiglia degli scorfani - considerato una prelibatezza della cucina giapponese - nel quale è stato trovato cesio radioattivo 7.400 volte oltre i limiti di sicurezza fissati dal governo giapponese dopo la tragedia nucleare iniziata l'11 marzo 2011.

Segue ...

Data: 18.03.2013
Fonte: www.greenreport.it

18/01/13

MIRTILLI AL CESIO



Nei mercati della capitale si sono venduti “mirtilli di Cernobyl”. A noi, abitanti delle province contaminate, le radiazioni è come se non ci preoccupassero. Noi qui viviamo, prendiamo i sussidi “tombali”, mangiamo prodotti contaminati e ci siamo disabituati a misurare il fondo radioattivo. Questo mentre agli abitanti delle altre regioni le radiazioni mettono, se non terrore, di certo ansia.

Se questo sia un bene o un male, è difficile dirlo. Gli specialisti affermano che i maggiori accumulatori di radionuclidi sono la selvaggina, il pesce, i funghi e i frutti di bosco. Tutti questi prodotti nella maggioranza dei casi non corrispondono ai valori normativi ammessi per il contenuto di radiazioni. Al mercato Pokrovo-Kazanskij di Mosca sono stati riscontrati 4 casi di vendita di mirtilli contenenti cesio-137 fuori norma. I mirtilli provenivano dalla regione di Brjansk. «Non si tratta di tutto il territorio della nostra regione» – precisa il primario del Centro d’igiene ed epidemiologia di Novozybkov Valerij Vasilevickij –, «parte delle province rispetto ai radionuclidi sono abbastanza pulite. Con ogni probabilità quei mirtilli sono stati raccolti nelle province di Novozybkov e di Zlynka».

Qui da noi nei confronti delle radiazioni si è diffuso il tradizionale atteggiamento che esse sono dappertutto e che a esse ci siamo abituati. E tuttavia, consumando prodotti altamente contaminati, non facciamo che aumentare ancor più la dose d’irradiazione interna. Al Centro d’igiene raccomandano con insistenza, dopo una passeggiata nel bosco a raccoglierne i “doni”, di controllarne il livello radioattivo nel laboratorio che c’è a Novozybkov. «La maggior parte delle analisi effettuate indica che nel pesce dei bacini acquiferi locali, nella selvaggina dei boschi circostanti, nonché nei funghi e nei frutti di bosco il contenuto di cesio-137 è superiore alla norma ammessa. A volte anche di decine e centinaia di volte» – fa notare Valerij Vasilevickij.

Data: 20.07.2012
Fonte: www.mayak.nvzb.ru
Traduzione: S.F.

14/01/13

LA CONTAMINAZIONE RADIOATTIVA DEL TERRENO NEL VILLAGGIO DI DEMENKA



L’analisi delle misurazioni della potenza della dose d’esposizione nei punti d’osservazione radiometrica presso il poligono Demenka testimonia un abbassamento annuale stabile del fondo radioattivo sotto tutti i profili. Nel 2008 la dose d’esposizione si è ridotta di 1,85 volte a confronto con il 1993. Tuttavia i processi d’accumulazione dei radionuclidi dilavati dai pendii, la presenza di zone stagnanti, di depressioni provocate da piene e acquazzoni, le scarse proprietà di filtrazione della terra portano al loro accumulo in determinate aree.

Ne consegue che la distribuzione e la variazione del fondo radioattivo nelle zone naturali del poligono Demenka sono condizionate da un insieme dei processi di decadimento naturale e di migrazione superficiale dei radionuclidi sotto l’effetto dell’erosione della terra per effetto dell’acqua e del vento, nonché dai canali di scolo superficiali.

La profondità di penetrazione dei radionuclidi nel suolo è comparabile al livello delle acque sotterranee; la migrazione più significativa è stata riscontrata nei terreni paludosi torbosi depressi, la minima in quelli podzolici.

Rispetto alla contaminazione radioattiva dello strato superficiale del suolo nella zona del bacino di raccolta dell’acqua di Demenka il contenuto di cesio nei sedimenti di fondo è di una-due volte inferiore, la concentrazione di stronzio è anch’essa di una volta inferiore. Gli strati di fondo, fungendo da accumulatori di elevate concentrazioni di radionuclidi, favoriscono la contaminazione, in primo luogo, delle acque di superficie (lacustri) e, in misura minore, di quelle sotterranee. Hanno luogo un’accumulazione locale e una ridistribuzione dei radionuclidi negli strati melmosi di fondo in determinate condizioni idrodinamiche.

Dal 1997 al 2008 la contaminazione radioattiva delle acque dei fiumi e dei laghi è stata tenuta sotto controllo tramite il livello di ricambio d’acqua nel sistema, il contenuto di radionuclidi nei sedimenti di fondo e i processi di dilavamento erosivo degli isotopi radioattivi dall’area di raccolta dell’acqua. L’accumulo di radionuclidi nelle acque superficiali è provocato dal dilavamento erosivo delle acque sgelate e piovane dagli appezzamenti rialzati del terreno, dai pendii dei colli morenici e delle terrazze fluviali e dalla loro accumulazione secondaria nelle degradazioni del rilievo, nei burroni, negli avvallamenti e nei fossati. Nel complesso le acque fluviali e lacustri contengono radionuclidi in concentrazioni decisamente più elevate rispetto alle acque sotterranee.

Al poligono Demenka, quelli più sottoposti a contaminazione radioattiva sono gli orizzonti acquiferi più prossimi alla superficie, la concentrazione di radionuclidi dei quali è superiore di 1,5-5 volte rispetto a quella dell’orizzonte cretaceo. Negli orizzonti acquiferi relativamente protetti (cretaceo e paleogenico), sfruttati per il rifornimento idrico d’acqua potabile e d’uso domestico, il contenuto di cesio-137 supera di una volta i valori di fondo, mentre le concentrazioni di stronzio si trovano praticamente ovunque sul livello dei valori di fondo o li superano in maniera non significativa.

Data: 2012 (2009)
Autore: Centro d’igiene ed epidemiologia di Novozybkov
Fonte: Centro informazioni su Cernobyl di «Radimici» (Novozybkov)
Traduzione: S.F.

Link al file PDF del documento 

27/11/12

SITUAZIONE DELLA RADIOATTIVITÀ A NOVOZYBKOV - RAPPORTO 2012

Da 26 anni la popolazione di Novozybkov (42.000 abitanti), città che ha lo status di “Zona di trasferimento”, vive nell’epicentro della Cernobyl russa. Le conseguenze della catastrofe di Cernobyl sono causa continua di sostanziali correttivi alle condizioni di vita e allo stato di salute degli abitanti e influiscono anche sulla situazione economica della città.
Nel 1992 venne approvato il «Programma statale unico per la protezione della popolazione della Federazione russa dagli effetti delle conseguenze della catastrofe di Cernobyl per gli anni 1992-1995 e fino al 2010». Nel suo primo anno di realizzazione, a Novozybkov fu svolto un notevole volume di opere che permisero in parte di migliorare la situazione in città.

Tuttavia, a partire dal 1993, la reale portata delle opere di riabilitazione previste dal Programma ha cominciato a diminuire bruscamente a causa dell’instabilità e dell’insufficienza dei finanziamenti.

Per questo motivo non sono stati ultimati:
  • La disinfestazione di una serie di edifici e impianti.
  • La costruzione di abitazioni dotate di servizi adeguati, strade, marciapiedi ecc. Dei 140 km di strade all’interno dei confini di Novozybkov ne sono stati asfaltati solamente 95 (il 67,8%), dei marciapiedi pedonali soltanto il 40%, e anche quelli a causa delle cattive condizioni necessitano di un serio intervento di manutenzione.
  • L’allacciamento al gas del settore abitativo privato, per cui molti residenti sono costretti a utilizzare come combustibile il legname proveniente dai boschi delle province di Novozybkov e di Zlynka, agevolando con questo la diffusione della contaminazione radioattiva secondaria nelle case e nei loro cortili.
Inoltre, i fondi per la realizzazione di tutto un complesso di lavori agricoli in condizione di contaminazione radioattiva vengono stanziati in maniera assai limitata e discontinua.

Da tutto questo ne consegue che la situazione radiologica a Novozybkov in 26 anni non si è modificata in modo sostanziale (cambiamenti poco significativi sono legati prevalentemente al decadimento naturale dei radionuclidi del cesio-137 e dello stronzio-90).

A tutt’oggi, più del 70% del territorio della città ha una densità di contaminazione da 10 a 40 cu/km² e oltre. Circa il 40% dell’intera superficie cittadina oltre i 15 cu/km². Tale quadro viene confermato anche dai dati del Rosgidromet (Ente statale per il controllo idrogeologico e ambientale): se nel 1991 il livello medio della densità di contaminazione a Novozybkov era di 15,72 cu/km², dopo vent’anni esso si era ridotto solo a 12,86, vale a dire di solo 2,86 cu/km².

Del significativo livello di contaminazione radioattiva del terreno in città – tra i 3 e i 154 cu/km² – testimoniano anche i risultati di una perizia radiologica effettuata il 21.09.2006 da un’équipe di esperti internazionali indipendenti: Jean-Marie Trotman (fisico e segretario dell’associazione francese “Enfants de Tchernobyl”), André Paris (geologo e spettrometrista francese), Thierry Meyer (presidente dell’associazione francese “Enfants de Tchernobyl”).

Rimane attuale anche la questione della produzione agricola “normativamente pulita” sia nelle conduzioni domestiche che nelle aziende agroalimentari della provincia che riforniscono la popolazione della città. Tanto più che negli ultimi anni il problema si sta acutizzando sempre più: se nel 2006 l’incidenza di tutti i campioni di prodotti alimentari analizzati dal Centro d’igiene ed epidemiologia di Novozybkov era del 4,8%, nel 2010 era del 19,6%.

I prodotti che presentano i livelli più significativi di contaminazione radioattiva sono:
  • latte;
  • carne bovina;
  • prodotti dell’ecosistema boschivo (funghi, frutti di bosco, selvaggina);
  • pesce dei bacini idrici locali, che come in precedenza costituisce parte significativa della dieta alimentare della popolazione a causa del basso livello di sussistenza.
Di conseguenza, la dose totale d’irradiazione degli abitanti della città è composta per il 60-70% dalle dosi d’irradiazione interna accumulate attraverso gli alimenti contaminati.

Tutto quello che è stato qui sopra descritto porta a constatare come nel corso di diversi anni non si sia rilevata una diminuzione significativa dell’irradiazione della popolazione.

La dose media d’irradiazione di un abitante di Novozybkov ondeggia intorno a 1,5-1,8 μSv (microsievert) all’anno, valore che predetermina a livello statistico un rischio aggiuntivo di effetti negativi (patologie maligne, effetti teratogeni, danni genetici). Oltretutto per la maggior parte della popolazione che risiede in città dall’aprile del 1986 tale rischio è ancora più significativo poiché fino all’80% della dose d’irradiazione prevista nel corso della vita è stato da essa accumulato già nel 1986-1987.

Nonostante che il Programma statale di riabilitazione della città non sia stato portato a termine, l’elaborazione di un nuovo programma è avvenuta senza tener conto di questo e tantomeno senza la partecipazione degli enti, delle organizzazioni e delle autorità cittadine competenti.

Inoltre, nel valutare la situazione si ignora completamente tutta una serie di fattori non direttamente collegati alla radioattività, ma che possono acutizzare (per sinergia) l’effetto negativo dell’irradiazione ionizzante sulla popolazione dei territori contaminati. Hanno una forte influenza quei fenomeni che inevitabilmente accompagnano le trasformazioni socio-economiche che si protraggono da ormai molti anni nel paese: la tensione psicologica e nervosa legata alla rottura dei precedenti stereotipi e all’impoverimento, la carenza di un alimentazione qualitativa e bilanciata, i cambiamenti a livello di comportamenti sociali, la disoccupazione ecc.

Nel contesto di quanto sopra esposto, il declassamento dello status della città a “Zona con diritto di trasferimento” andrà in misura ancora maggiore a tagliare i già estremamente miseri finanziamenti, a ridurre le misure di protezione sociale degli abitanti, lasciando la popolazione sola a tu per tu con i propri problemi, e questo non farà che aumentare, ancora una volta, la tensione psico-sociale e peggiorare ulteriormente il già negativo andamento demografico.

A questo proposito si rendono necessari un minuzioso studio delle soluzioni da adottare, soprattutto dove tocchino gli interessi vitali delle persone, e la scelta di quelle misure di riabilitazione e di complessi di iniziative che si siano dimostrati più efficaci. 

E il passaggio della città di Novozybkov da “Zona di trasferimento” a “Zona con diritto di trasferimento” sarà possibile solamente dopo il pieno compimento dei Programmi di riabilitazione radioattiva della città e, una volta conclusisi, di una valutazione periziale obiettiva della situazione radiologica.

Coloro che risiedono dal 1986 a oggi nelle condizioni di “Zona di trasferimento” hanno, a confronto con le altre tipologie di territorio, maggiori probabilità e rischi molto più elevati di subire effetti negativi. Per questo sarebbe in massimo grado giusto per tale categoria di persone e per i loro figli rafforzare a livello legislativo le misure di tutela sociale e le garanzie di risarcimento del danno arrecato alla loro salute, e questo per il resto della loro vita, a prescindere dalle future modifiche dello status radiologico della città.

In conclusione, per attenuare il rischio delle conseguenze sanitarie della catastrofe di Cernobyl è indispensabile l’elaborazione di un nuovo Programma mirato che preveda un intero complesso di iniziative riabilitative atte a ridurre le dosi d’irradiazione esterna e interna:

  • la costruzione di abitazioni dotate di tutti i servizi;
  • il rifacimento delle strade cittadine;
  • il rifacimento di marciapiedi e stradine pedonali;
  • il rifacimento delle reti idriche e fognarie;
  • il rifacimento delle canalizzazioni;
  • l’allacciamento del gas al 100% del settore privato;
  • l’aiuto alle aziende locali finalizzato a una produzione agricola normativamente non contaminata;
  • l’accesso gratuito ai servizi sanitari sia nelle cliniche della Federazione russa che nel Centro clinico-diagnostico di Gomel’ in Bielorussia;
  • misure sociali che favoriscano l’innalzamento del livello generale di vita della popolazione.

Valerij Vasilevickij
Primario del Centro d’igiene ed epidemiologia di Novozybkov
 

Data: 2012
Fonte: Centro informazioni su Cernobyl «Radimici»
Traduzione: S.F.

Link al file PDF del documento

Link al file PDF del documento in russo

05/11/12

KLINCY: CONTROLLO RADIOLOGICO SUI “DONI DEL BOSCO”



Il 1° ottobre la nostra corrispondente ha incontrato Stanislav Kovalëv, presidente del Comitato per le questioni sociali e la liquidazione delle conseguenze di Cernobyl.

Stanislav Grigor’evič ritiene che il controllo sulla vendita nel territorio della città di Klincy dei “doni del bosco” (frutti di bosco e funghi) da parte dei soggetti appositamente incaricati non venga effettuato nella misura adeguata.

La popolazione della nostra città ha cominciato a dimenticare la pericolosità dell’effetto delle radiazioni sull’organismo umano. La “Concezione di vita della popolazione nelle province contaminate da Cernobyl” fu approvata nel 1991, mentre nel 1998 venne ratificata la delibera sulla “Regolamentazione della vendita di latte, latticini, frutti di bosco e funghi nel mercato cittadino”. In quella delibera era indicato che la vendita del latte e dei latticini provenienti da aziende individuali doveva avvenire in un padiglione speciale. Al mercato kolchoziano – secondo la delibera – deve essere effettuato il controllo radiologico del latte e dei latticini e non è ammessa la vendita di funghi e frutti di bosco. E le autorità sanitarie e veterinarie sono tenute a svolgere controlli radiologici a campione di latte e latticini al mercato cittadino. Tale delibera, secondo Kovalëv, necessita urgentemente di una rielaborazione e di un’integrazione.

Come spiega Stanislav Grigor’evič, la dose effettiva equivalente media annua d’irradiamento è costituita da irradiamento interno e irradiamento esterno. Nel caso di consumo di prodotti alimentari contaminati l’irradiamento interno può risultare di molte volte maggiore di quello esterno. Fonte d’irradiamento interno sono soprattutto i radionuclidi assorbiti dall’organismo umano tramite il consumo di “doni del bosco” contaminati. Spesso i venditori ingannano gli acquirenti raccontando loro che i funghi sarebbero stati raccolti in una zona pulita.

All’interno del territorio del mercato cittadino centrale è vietato vendere i “doni del bosco” ma accanto al mercato chiunque ne abbia voglia può vendere di tutto. Secondo le ricerche degli studiosi, più del 70% delle radiazioni naturali lo si riceve con i prodotti alimentari e l’acqua, per questo bisogna cercare di minimizzare la loro influenza negativa sull’organismo optando per prodotti alimentari non contaminati.

Stanislav Kovalëv ritiene che il Reparto all’ecologia dell’amministrazione di Klincy debba maggiormente prendere a cuore e stimolare questo processo, interessarsi su quali prodotti alimentari proporre ai cittadini. Su sua richiesta il Laboratorio d’analisi veterinarie e di controllo radiologico ha effettuato una verifica su dei campioni di “doni del bosco” presi al mercato nelle vie Kjustendilskoj e Sverdlova. Con un livello normativo per i funghi essiccati di 2.500 Bq/kg, i risultati sono stati i seguenti:

1° campione – 14.000 Bq/kg
2° campione – 11.977 Bq/kg
3° campione – 3.456 Bq/kg
4° campione – 3.892 Bq/kg
5° campione – 16.220 Bq/kg

Kovalëv è inoltre preoccupato dall’aumentato livello del fondo gamma. Le seguenti rilevazioni – con un livello normativo di 20 μR/h – sono state effettuate a fine settembre 2012:

Stadio “Trud” – 47,3 μR/h
Parco cittadino (riva del lago) – 65 μR/h
Parco Ščors – 37,7 μR/h
Stadio “Trud” – 47,3 μR/h
Via Budënnyj n. 7 – 65,7 μR/h
Scuola di Zajmišeno – 30 μR/h
Passaggio a livello di Sin’kovka – 44,3 μR/h

Il 2 ottobre queste informazioni sono state trasmesse all’amministrazione di Klincy.

Data: 10.10.2012
Fonte: www.vashedelo.net
Autore: Natal’ja Ušakova
Traduzione: S.F.