Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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30/01/19

NUCLEARE, AUMENTA LA PRODUZIONE CINESE. NUMERO REATTORI AL TOP NEL 2018

Nucleare, aumenta la produzione cinese. Numero reattori al top nel 2018

corea nucleare

La provincia meridionale del Guangdong è la più impegnata nel settore della costruzione di centrali nucleari: nella città di Huizhou, 90 chilometri a nord-est di Hong Kong, sono previsti sei reattori

Attualmente in Cina sono operative 45 centrali nucleare con una capacità installata totale di 45,9 milioni di kW, secondo quanto riferito dall’Amministrazione nazionale dell’energia. Si tratta del terzo paese al mondo per numero di reattori: di questi sette sono entrati in funzione lo scorso anno. Questi numeri sono destinati molto presto a salire: sono in corso di realizzazione altre 11 unità per complessivi 12,18 milioni di kW e entro il 2020 l’obiettivo è quello di raggiungere gli 88 milioni di kW.

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Data: 26.01.2019
Fonte: www.energiaoltre.it

13/08/18

NUCLEARE EUROPEO IN CRISI, L’AIUTO ARRIVA DALLA CINA: CENTRALI IN ROMANIA E BULGARIA, MA C’È L’INCOGNITA SICUREZZA

Nucleare europeo in crisi, l’aiuto arrivadalla Cina: centrali in Romania e Bulgaria, ma c’è l’incognita sicurezza

Areva, Westinghouse e la russa Rosatom/Atomstroyexport versano in gravi difficoltà finanziarie e così i 3 colossi cinesi hanno gioco facile grazie a bassi costi di realizzazione, un alto livello di ordini nel mercato interno ed economie di scala senza paragoni. Gli aiuti delle banche di stato, poi, rendono il piatto una vera leccornia. La mancanza di esperienza internazionale e l’assenza di un qualsiasi centrale fabbricata e gestita da aziende cinesi all’estero, però, pone seri dubbi riguardanti la sicurezza degli impianti.

Risultati immagini per centrali nucleari bulgaria

L’intervento della Cina renderà possibile la costruzione dell’impianto di Belene, nel nord della Bulgaria, una delle centrali nucleari più grandi di tutta l’Europa orientale. Dalla tecnologia sovietica e in un luogo considerato sensibile a eventi sismici, il progetto mira a rendere il paese più indipendente a livello energetico dalla Russia. Anche la Romania ha nel 2013 siglato un accordo con l’industria cinese e si appresta nel breve a varare due nuovi reattori nucleari. Una doppia strategia, quella attuata da Pechino, interessata alle tecnologie nel campo del nucleare per scopo civile e a un mercato i cui colossi vivono anni di crisi. Nonostante l’eccezionale opportunità offerta dal supporto cinese, le perplessità permangono. La mancanza totale di esperienza internazionale e l’assenza di un qualsiasi centrale fabbricata e gestita da aziende cinesi all’estero pone seri dubbi riguardanti la sicurezza degli impianti stessi, anche se a essere costruiti sono modelli progettati in Occidente. Infine, nel medio periodo, la Cina punta a esportare nel nostro continente tecnologie completamente “Made in China”. Per rendere possibile tutto questo il Regno di Mezzo ha però la necessità di certificare la qualità dei propri reattori, sottoponendoli al controllo non di un’autorità centrale a livello europeo ma di quelle dei singoli stati e clienti europei.

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Data: 06.08.2018
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

26/02/18

LA CINA STA PER SUPERARE GLI USA COME PIÙ GRANDE POTENZA DELL’ENERGIA NUCLEARE


La Cina sta per superare gli Usa come più grande potenza dell’energia nucleare


Secondo l’International energy agency (Iea), la Cina prevede di triplicare la sua produzione di energia nucleare entro i prossimi 20 anni,  spodestando gli Stati Uniti d’America anche come numero uno nella produzione di energia nucleare.

Riferendosi al momentaneo stallo del nucleare cinese dopo la tragedia di Fukushima Daiichi, il direttore esecutivo dell’Iea, Fatih Birol, citato da Marketwatch, ha detto: «La Cina si sta riprendendo velocemente. Oggi ci sono circa 60 centrali nucleari in costruzione e più di un terzo di queste sono in Cina. La Cina sta crescendo e, di conseguenza, vedremo presto la Cina superare gli Stati Uniti come potenza nucleare numero 1 nel mondo».

Secondo l’Iea gli Usa, che soni i leader mondiali del nucleare civile e militare dagli anni ’60, devono affrontare due problemi che consentiranno ai cinesi di sorpassarli sul nucleare civile. Il primo è che gli Usa (e ancor meno l’Europa, dove diversi Paesi sono usciti o stanno uscendo dal nucleare) non stanno investendo nel nucleare; il secondo è che non stanno facendo abbastanza – pressati dalle proteste dell’opinione pubblica – per estendere la durata dei vecchi impianti esistenti.

Birol fa notare che «Se continua così, la capacità nucleare degli Stati Uniti passerà dal 20 al 7%» e il nucleare – di cui Trump è un fan – dovrà affrontare gli stessi inconvenienti che le politiche protezionistiche di Trump stanno provocando all’industria del fotovoltaico Usa.


Data: 26.02.2018
Fonte: www.greenreport.it

04/05/17

CENTRALI NUCLEARI GALLEGGIANTI: L’ULTIMA PAZZIA DELLA CINA


Centrali nucleari galleggianti: l’ultima pazzia della Cina

Entro il 2020 arriveranno Pechino metterà in funzione le prime due centrali nucleari galleggianti, impianti dai rischi sconosciuti di cui si sa pochissimo

 Centrali nucleari galleggianti l'ultima pazzia della Cina

La Cina esaminerà la possibilità di costruire centrali nucleari galleggianti, aprendo la strada a rischi fino ad oggi sconosciuti. Lo conferma un rapporto pubblicato dal governo cinese, che dichiara le intenzioni del Dragone di raddoppiare la sua capacità nucleare installata entro il 2020. Pechino ha attualmente in funzione 28 reattori con una capacità di 28,3 gigawatt, ma ne sta costruendo altri 24 (con una capacità di 26,7 GW). Entro il 2020, il piano prevede di avere 58 GW installati, per poi avviare una nuova tranche da 30 GW.


Xu Dazhe, numero uno della China Atomic Energy Authority, rassicura che gli «impianti energetici flottanti dovranno superare rigorosi test scientifici». Ma non fornisce alcun dettaglio sulle procedure, né sulle precauzioni in caso di attacchi terroristici.

L’uso dell’energia nucleare in mare non è una novità assoluta: portaerei e sottomarini sono spesso a propulsione nucleare. Questo disegno, però, ha fini differenti: è una trasformazione senza precedenti del nucleare per scopi civili. Tuttavia, la Cina arriverà tre anni dopo la Russia, che ha già in cantiere un simile progetto. Entro il 2016 dovrebbe entrare in funzione la prima centrale nucleare in mare, che Mosca ha intenzione di spedire nell’Artico per portarvi l’energia elettrica. Si tratta dell’Akademik Lomonosov, impianto a due reattori da 70 MW complessivi.


Data: 29.01.2017
Fonte: www.rinnovabili.it