Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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17/04/20
18/03/20
ALLARME CHERNOBYL: INCENDI DOLOSI DIFFONDONO ANCORA RADIONUCLIDI PERICOLOSI
Allarme Chernobyl: incendi dolosi diffondono ancora radionuclidi pericolosi
Non solo Australia, anche Chernobyl brucia, in una zona pericolosamente vicina al disastro nucleare nel 1986. Incendi per lo più dolosi, che continuano ad avvelenare la zona e molte altre circostanti.
Gli incendi, dunque, oltre a continuare a contaminare aree limitrofe,
sono un diretto pericolo per tutti coloro che risiedono o che lavorano
da quelle parti, trasformando in aerosol respirabile i radionuclidi tossici.
E non finisce qui.
“La cenere generata può essere estremamente radioattiva perché tutti i radionuclidi contenuti negli alberi si sono condensati e concentrati lì – spiega ad Al Jazeera Timothy Mousseau, professore di scienze biologiche presso l’University of South California.
Alcune di queste ceneri possono essere disperse a grande distanza dal vento in aree al di fuori della Zona arrivando ai residenti, mentre altre si depositano vicino al luogo dell’incendio, riportando l’area a un livello di radioattività molto elevato”.
Ma perché provocare incendi così pericolosi?
Il dio denaro sempre in agguato: è probabile infatti
che ci sia bisogno di giustificare il disboscamento in modo da
continuare il traffico di alberi introdotti clandestinamente fuori dalla
Zona e venduti tramite corruzione producendo profitti di decine di
milioni di dollari all’anno.
“Questi sono incendi provocati per far sì che la foresta danneggiata possa essere abbattuta senza problemi e portata via come legname – sostiene Roman Bochkala, capo di Stop Corruption, organizzazione non profit della capitale ucraina.
Data: 29.02.2020
Fonte: www.greenme.it
24/07/19
CHERNOBYL, UNO STUDIO INGLESE RIVELA PICCHI DI RADIOATTIVITÀ FINO AD ORA SCONOSCIUTI

La mappatura, condotta grazie all’uso dei droni, ha permesso di verificare i dati a disposizione delle autorità locali e ha rilevato punti con radiazioni ancora molto alte. Gli studiosi si propongono di completare in futuro lo studio di tutta l’area
L’utilizzo dei droni
Lo studio, condotto lo scorso aprile
da un team di ricercatori dell’Università di Bristol in collaborazione
con colleghi ucraini, ha utilizzato per la prima volta alcuni droni
capaci di registrare la presenza di gamma e di neutroni sorvolando le
aree interessate. In questo modo, gli studiosi hanno potuto ricostruire
una mappa quanto più dettagliata possibile delle radiazioni nella zona
di Chernobyl, senza doversi avvicinare alle aree contaminate rischiando
quindi danni per la propria salute. Lo studio ha compreso
la mappatura del villaggio abbandonato di Buriakivka, a 13 km dalla
centrale, e dell’insediamento parzialmente demolito di Kopachi.
Data: 17.06.2019
Fonte: www.tg24.sky.it
16/05/19
CHERNOBYL: DRONE SORVOLA LA ‘FORESTA ROSSA’, L’AREA PIÙ RADIOATTIVA AL MONDO
Chernobyl: drone sorvola la‘Foresta Rossa’, l’area più radioattiva al mondo
Dopo 33 anni la radioattività di Chernobyl è ancora alta, anzi in alcuni punti risulta superiore alle aspettative. E’ il caso della Foresta Rossa, un’area poco lontano dalla zona della centrale nucleare, i cui livelli di radiazioni superano di centinaia di volte quelli delle zone maggiormente contaminate del pianeta. A rivelarlo è uno studio realizzato dall’Università di Bristol e dal consorzio National Centre for Nuclear Robotics. Gli esperti hanno inviato nell’area di esclusione un drone con l’obbiettivo di mappare le fonti di radiazioni, in particolare dei raggi gamma e dei neutroni. Lo scopo è di comprendere il livello delle radiazioni ed eventualmente segnalare zone ancora pericolose, per il turismo sempre crescente nell’area.
Ecco il link al video sulla radioattività della foresta rossa:
Data: 11.05.2019
Fonte: www.scienzenotizie.it
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