Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

Visualizzazione post con etichetta Incendi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Incendi. Mostra tutti i post

02/08/19

GREENPEACE RUSSIA: SIBERIAN WILDFIRES ARE PLANETARY DISASTER

Greenpeace Russia: Siberian Wildfires Are Planetary Disaster

49754589_303
Grigory Kuksin, the head of Greenpeace Russia’s firefighting project, called wildfires in Siberia and the Far East a planetary-scale disaster.

Smoke from fires usually moves east or north, but this time it is moving west. Thus, the smoke has engulfed Siberian cities and has reached the Urals. The smell of burning is reported in the Volga Region and Tatarstan.

The wind that changed its direction is expected to bring the smoke to Kamchatka. It may even reach other continents across the ocean, which means it will become a planetary-scale disaster.

Kuksin believes that the smoke will continue to affect the region for a few more weeks. Heavy rain is needed to extinguish such a large fire, but no precipitation is expected.

The expert believes it necessary to reconsider the area of control and implement special measures to avoid similar situations in the future.


Data: 29.06.2019
Fonte: www.therussianreader.com

 

08/06/16

INCENDIO CANADA FA SCATTARE "3 ALLARMI NUCLEARI" E LE CENERI ARRIVANO IN EUROPA


Incendio Canada fa scattare "3 allarmi nucleari" e le ceneri arrivano in Europa
 

Il terribile incendio canadese, nella provincia di Alberta, ha coinvolto un deposito storico di scorie radioattive di "basso livello". Preoccupata la popolazione di Fort McMurray, terminal della via dell'uranio fino agli anni '60. Prof. Paolo Scampa (AIPRI): "L'incendio a Fort McMurray ha fatto scattare 3 allarmi nucleari".

Viviamo sotto lo stesso cielo e calpestiamo la stessa terra, bevendo la stessa acqua e respirando la stessa aria. Ma sfortunatamente ce ne accorgiamo quando i disastri che avvengono illusoriamente "da altre parti del mondo" si ripercuotono anche sopra il nostro orticello. E' stato così per il disastro nucleare di Chernobyl1 così come per la catastrofe radioattiva di Fukushima2.

Ma chi pensa di non respirarsi le polveri d'uranio impoverito provenienti dall'Iraq o dall'ultima guerra libica4 è chiaramente un illuso. Da pochi giorni Meteo Svizzera5 ha inoltre diffuso la notizia che stiamo respirando le ceneri degli spaventosi incendi canadesi. Una nuova conferma che "la Terra non ha uscite di emergenza", come recita lo slogan dell'AIPRI.

"Le ceneri canadesi sono trasportate dai venti geostrofici su distanze molto lunghe. Più nel dettaglio, gli aerosols osservati il 24 e 25 maggio 2016 a Payerne provengono dall'Ovest del Canada e sono stati emessi con ogni probabilità tra il 19 e il 20 maggio 2016" confermano i metereologi svizzeri, non fornendo ovviamente l'analisi qualitativa del particolato, ma assicurando che "le concentrazioni misurate attualmente sopra la Svizzera non rappresentano alcun pericolo per la popolazione".


Data: 06.06.2016
Fonte: www.mainfatti.it


29/04/15

NELLA ZONA DI CERNOBYL BRUCIANO 10 MILA ETTARI DI BOSCHI, TORBIERE E CAMPI


Le cause dell'incendio sono per ora sconosciute, è possibile si tratti di un incendio doloso dell'erba, ma le conseguenze si possono già definire catastrofiche.


L'incendio è avvenuto nella zona dei 30 chilometri intorno alla centrale di Cernobyl. La distanza dal punto più vicino dell'incendio alla centrale è di solo 15 km.

L'incendio si è diffuso lungo le torbiere a 8 km a ovest di Pripjat' e potrebbe rimanerci a lungo, rilasciando una gran quantità di fumo.

Leggi articolo (in russo)

Data: 29.04.15
Fonte: www.greenpeace.org/russia
Traduzione: S.F.

04/11/14

GREENPEACE SI RIVOLGE ALLA PROCURA MILITARE CON UNA QUERELA NEI CONFRONTI DELLA DIREZIONE DEL MINISTERO DELLE EMERGENGE (MČS) DELLA REGIONE DI BRJANSK



Nonostante che nella regione di Brjansk continuino a verificarsi molto estesi e pericolosissimi incendi di terreni torbosi nella zona toccata da Cernobyl e la gente soffochi a causa del fumo, la direzione del Ministero delle Emergenze (MČS) dichiara che è tutto a posto.


Gli esperti di Greenpeace hanno approntato una richiesta alla Procura suprema militare. In essa viene descritto in dettaglio perché, secondo l’organizzazione, l’inattività della direzione del MČS della regione di Brjansk debba essere considerata come una violazione della legge.

«I primi incendi autunnali nelle torbiere nelle province di Novozybkov, Gordeevka e Krasnaja Gora sono stati rilevati con i sistemi di monitoraggio a distanza il 6 ottobre 2014. Dalle informazioni degli abitanti locali (si allega la registrazione del dialogo), gli incendi sono però iniziati prima, verso la metà di settembre, cosa che hanno comunicato alla Direzione del MČS della regione di Brjansk, ma nessuna misura per la loro liquidazione è stata intrapresa», – si dice nel documento. Le informazioni sugli incendi nelle torbiere l’ente non le ha messe a disposizione. Il regime di emergenza è stato introdotto soltanto il 13 ottobre.

«La situazione è tanto più seria in quanto gli incendi agiscono nella zona della cosiddetta “scia di Cernobyl” (quei territori con un’elevata contaminazione radioattiva in conseguenza dell’incidente alla centrale nucleare dell’aprile del 1986)».

I collaboratori di Greenpeace hanno appurato che, sebbene il 24 ottobre il governatore a tempore della regione di Brjansk abbia revocato il regime d’emergenza, gli incendi nei terreni torbosi continuano a verificarsi. Di intense emanazioni di fumo hanno riferito tra gli altri gli abitanti dei villaggi di Krasnaja Gora e Mirnyj delle province di Gordeevka e Krasnaja Gora.

Al contrario, nel bollettino della Direzione del MČS della regione di Brjansk  – alle ore 06.00 del 30 ottobre – non viene riportato niente riguardo agli incendi nei territori torbosi, i quali possono minare la salute degli abitanti locali.

«In tal modo ne risulta che il MČS della regione di Brjansk non abbia provveduto a informare tempestivamente i cittadini degli incendi sui terreni torbosi e, di conseguenza, delle minacce per la loro salute derivanti da tali incendi, cioè che abbia commesso un occultamento d’informazione su fatti recanti minaccia per la salute della popolazione». [...]



Greenpeace Russia chiede alla procura di verificare i fatti riportati nella missiva e di intraprendere le necessarie misure d’intervento.

Data: 31.10.2014
Traduzione: S.F.