Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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28/05/12

DOPO L'INCIDENTE DI CERNOBYL ERA PROIBITO PORTAR VIA ANCHE I BAMBINI

Dopo l’incidente alla centrale nucleare, agli abitanti della provincia di Cernobyl venne vietato di abbandonare le proprie case.

Lo ha raccontato Michail Chruščenko – presidente dell’organizzazione “Cernobyl d’Ucraina” di Brovary – al corrispondente di gazeta.ua. Al momento dell’incidente lui era presidente dell’azienda alimentare.

«Il secondo giorno dopo l’incidente nel soviet provinciale convocarono tutti i dirigenti. Dietro il tavolo sedevano dei tipi ben messi, prestanti, con gli ordini da generale. Dissero: “Ragazzi, non voglia Dio che vi mettiate a scappare o a portar fuori della zona di Cernobyl i vostri figli e parenti. Questo verrà considerato come diserzione in tempo di guerra”».


«Allora mia figlia maggiore aveva 7 anni, la minore 2. Le portai via da Cernobyl il 5 maggio. Le portai a Buča da mio fratello. Le mie figlie oggi si ammalano di continuo, soffrono di mal di testa e di stomaco. Ma non hanno diritto ad alcun sussidio. Quando ci ritroviamo insieme, il primo brindisi lo rivolgo a loro. Dico: “Figlie, scusatemi di avervi trattenuto per 10 giorni a Cernobyl”» – ha aggiunto Chruščenko.

Egli ha inoltre raccontato che la produzione dell’azienda alimentare – pesce e salame – il 29 aprile la mandarono a Skvir.

«Dopo l’esplosione i reparti del pesce e del salame vennero chiusi. Il secondo giorno telefonarono i capi della provincia. Comunicarono che sarebbero venuti a prendere la produzione. Caricarono due macchine di carne, una di salame e una di pesce. Tutta la produzione venne trasportata a Skvir».

«Il reparto bibite invece continuò a funzionare. Nelle bottiglie versavano l’acqua minerale e la mandavano a Pripjat’. Lavoravamo, temendo che il governo avrebbe fatto di noi dei disertori» – ha aggiunto Michail Chruščenko.

Poi ha raccontato che tutti gli anni va nella zona di Cernobyl a visitare la tomba dei genitori. L’ultima volta c’è stato lo scorso week-end.

«Questa volta c’erano un centinaio di persone, prima ne venivano anche 200-300. La casa dei miei genitori sta ancora in piedi. L’ultima volta vi sono entrato l’anno scorso. La casa si sta abbassando, la testa s’imbatte nel soffitto. Nei campi sono cresciuti alberi enormi. Crescono addirittura dentro le case, dopo aver sfondato il tetto e le pareti.»

«È penoso guardare tutto questo. Dopo le visite a Cernobyl per tre giorni bevo vodka. Mi chiudo in casa, guardo dalla finestra e dormo. Il terzo giorno la smetto.» […]

Data: 26.04.2012
Fonte: www.gazeta.ua
Autore: Svetlana Korženko
Traduzione: S.F.

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22/05/12

LA ZONA DI CERNOBYL È STATA VISITATA DA 80.000 PERSONE DURANTE I GIORNI DELLA COMMEMORAZIONE


La zona d’interdizione di Cernobyl è stata visitata da circa 80.000 cittadini ucraini durante i giorni della commemorazione, dal 30 aprile al 9 maggio. […]

Vladimir Chološa, il direttore della “zona”, riferisce che durante i giorni della commemorazione la polizia ha pattugliato la zona d’interdizione a regime potenziato. In particolare l’ordine pubblico è stato tutelato da 25.000 agenti di polizia e 4.500 militari.

Ricordiamo che in precedenza, durante i giorni della commemorazione dal 26 aprile al 9 maggio, si poteva liberamente introdursi nella città di Pripjat’ esibendo soltanto il passaporto. Ora tale pratica è stata interrotta. Non sarà più possibile entrare legalmente nel territorio pericoloso senza un preventivo permesso delle autorità.

Data: 10.05.2012
Fonte: www.rosbalt.ru
Traduzione: S.F.

07/05/12

LA MOSTRA «CERNOBYL – FUKUSHIMA. LE CATASTROFI CONTINUANO…»

Il 27 aprile presso l’associazione “Radimici per i bambini di Cernobyl” di Novozybkov si è inaugurata la mostra “Cernobyl – Fukushima. Le catastrofi continuano…” dedicata alla storia degli avvenimenti a Cernobyl (1986) e Fukushima (2011).

Nella mostra sono presentati video, fotografie, carte della contaminazione radioattiva dei territori e materiali informativi sugli avvenimenti della tragedia di Cernobyl e la cronologia di quelli giapponesi: lo tsunami, le esplosioni alla centrale nucleare Fukushima-1, i reattori distrutti,l’evacuazione della popolazione, le conseguenze irrimediabili per gli abitanti ecc.
 
Le fotografie sulla tragedia di Cernobyl sono state fatte dal fotoreporter tedesco Gerd Ludwig, il quale nel corso di molti anni si è recato a Cernobyl per scattare fotografie. Gerd Ludwig ha accumulato un grosso archivio di materiale fotografico che è pronto a condividere. Le fotografie illustrano le terribili conseguenze della catastrofe nucleare: la città fantasma di Pripjat’, gli edifici distrutti, i liquidatori, la costruzione del nuovo sarcofago, le malattie di bambini e adulti ecc.

La mostra “Cernobyl – Fukushima. Le catastrofi continuano…” invita i visitatori a riflettere sulla vita, sul ruolo dell’uomo sulla terra, a mettere in relazione i valori della vita.
 
Data: 30.04.2012
Fonte: www.novozybkov.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

04/05/12

A 26 ANNI DALLA CATASTROFE DI CERNOBYL IN RUSSIA FUNZIONANO ANCORA 11 REATTORI RBMK

Son trascorsi 26 anni dalla più grande catastrofe tecnologica nella storia dell’umanità, l’incidente alla centrale nucleare di Cernobyl. In Russia a tutt’oggi funzionano 11 reattori nucleari del tipo RBMK analoghi a quello che esplose a Cernobyl. 
Alcuni di essi hanno già esaurito il loro periodo d’utilizzo previsto e tuttavia non sono ancora stati messi fuori servizio. I reattori del tipo “cernobyliano” funzionano attualmente nelle centrali nucleari di Leningrad, Kursk e Smolensk. Il totale degli abitanti delle tre regioni è di circa 9 milioni – in caso di un incidente nucleare di grossa portata queste persone sarebbero sottoposte ad altissimo rischio. 

Perfino la corporazione statale Rosatom riconosce la pericolosità dei reattori del tipo “cernobyliano”. Il 1° marzo 2012 è stato annunciato che il quinto reattore RBMK della centrale nucleare di Kursk, che si trovava in fase di costruzione per più del 90%, non sarebbe più stato portato a termine. Come motivo fu addetta la somiglianza con i reattori di Fukushima, fatto che in ogni modo riporta ai problemi di sicurezza. E nondimeno gli 11 reattori RBMK ancora funzionanti non sono stati finora messi fuori servizio. 

I reattori nucleari del tipo di Cernobyl è indispensabile spegnerli con urgenza, il loro ulteriore utilizzo è un esperimento assai pericoloso. I significativi difetti di costruzione dei reattori RBMK, inclusi l’assenza di un involucro di protezione e l’invecchiamento della zona attiva, con il passare degli anni aumentano la probabilità di una ripetizione di Cernobyl in Russia. Altri due paesi in cui funzionavano analoghi reattori – la Lituania e l’Ucraina – li hanno fermati da tempo.

Riguardo alla pericolosità dei reattori del tipo di Cernobyl di tanto in tanto si esprimono anche gli esperti nucleari. Secondo l’ex vicedirettore dell’Istituto scientifico di ricerca di costruzione nucleare Igor Ostrecov nei reattori RBMK «è estremamente mal riuscito il sistema di controllo e di protezione del reattore. L’estesa zona attiva ammetteva la possibilità di svilupparsi di situazioni critiche locali». 

Le conseguenze dell’incidente del 1986 finora non sono state superate. E non si tratta solo della zona d’interdizione intorno alla stessa centrale di Cernobyl, ma anche della contaminazione su vasta scala in Bielorussia, Russia e Ucraina presente a tutt’oggi. Va anche considerato che solamente il 40% delle radiazioni di Cernobyl si posò sul territorio dell’ex URSS, il resto si spostò in direzione dell’Europa. Nella regione di Brjansk ancora oggi ci sono estesi territori in cui il livello delle radiazioni è troppo alto perché vi possa vivere la gente. E in Germania non si può ancora cacciare la selvaggina in quelle zone dove vennero registrati depositi radioattivi. Il numero complessivo delle vittime, secondo i dati di diversi esperti, va da 1 a 2 milioni di persone, mentre il danno economico è quantificabile in 600-800 miliardi di dollari. In Bielorussia per il superamento delle conseguenze ancor oggi vengono spesi ingenti risorse del bilancio statale.

Per il 26 aprile 2012 le organizzazioni ecologiche hanno previsto una serie di iniziative di protesta contro l’ulteriore utilizzo dei reattori del tipo di Cernobyl e la costruzioni di nuove centrali nucleari in diverse città della Russia tra cui Mosca, Murom, Nižnyj Novgorod, Murmansk, Kazan’, Kostroma ecc. Parallelamente con l’iniziativa di Murmansk, gli ecologi organizzano una protesta anche a Oslo allo scopo di attirare l’attenzione sulla pericolosità dello sfruttamento dei reattori senza involucro di protezione alla centrale nucleare di Kola. 

Data: 26.04.2012 
Fonte: www.bellona.ru 
Autore: Vladimir Slivjak 
Traduzione: S.F.



I «GAJDAMAKI» HANNO DATO UN CONCERTO A CERNOBYL


Nei giorni scorsi il gruppo ucraino dei Gajdamaki ha partecipato a un concerto per il 26° anniversario di Cernobyl, regalando una buona dose di rock cosacco al pubblico presente. Il concerto si è tenuto a Cernobyl ed è stato organizzato dall’associazione internazionale “Centro pripyat.com” con il supporto del ministero delle Emergenze. Non è il primo concerto che si tiene nella zona d’interdizione. Gli spettatori – per lo più i lavoratori della zona – hanno così potuto godere dello spettacolo di vero rock in un luogo così inusuale. 


«Finalmente il mio sogno d’infanzia s’è avverato. Io sono cresciuto in questa città, in essa ho trascorso la mia infanzia. E quando ero adolescente e ascoltavo i gruppi rock proibiti, allora sognavo di suonare del vero rock nella mia città. Era un ingenuo sogno infantile che s’è avverato molti anni più tardi. E ne sono felice», – ha confessato il leader dei Gajdamaki Aleksandr Jarmola. 

Data: 01.05.2012
Fonte: www.stars.glavred.info
Traduzione: S.F.

IN AZERBAIGIAN GLI INVALIDI DI CERNOBYL HANNO RICEVUTO UN’AUTOMOBILE NUOVA


Baku. Il ministro per il lavoro e gli affari sociali dell’Azerbaigian Fizuli Aleklerov il 26 aprile si è incontrato con gli invalidi di Cernobyl e ha consegnato a 11 di loro le chiavi e i documenti di nuove automobili Liffan. […] 

Si ricorda che alla liquidazione dell’incidente di Cernobyl presero parte circa 8.000 cittadini dell’Azerbaigian, per i quali nel paese esiste un programma di protezione sociale approvato nel 1993. […] 

Tra il 2000 e il 2012 su iniziativa del ministero della famiglia 134 invalidi di Cernobyl hanno ricevuto appartamenti nuovi. Tra il 1998 e il 2012 a 44 di loro sono state consegnate automobili nuove. Nell’anno in corso 500 invalidi di Cernobyl hanno ricevuto un aiuto in denaro una tantum. Sempre nel 2012 a ciascuno dei 2.469 bambini dei 1.441 invalidi di Cernobyl verranno stanziati sussidi mensili, mentre 2.770 invalidi hanno avuto la pensione presidenziale. 

Data: 02.05.2012
Fonte: www.1news.az
Traduzione: S.F.

02/05/12

EROI CERNOBYL CONTRO TAGLIO PENSIONI

Nel 26° anniversario del più grave disastro nucleare della storia, centinaia tra i tecnici "eroi" sopravvissuti alla tragedia di Cernobyl e reduci della guerra combattuta dall'Urss in Afghanistan (1979-1989) hanno protestato per le vie di Kiev contro i tagli allo stato sociale e la riduzione delle loro pensioni. Il governo ucraino ha diminuito le pensioni di alcune categorie, tra cui i liquidatori di Cernobyl, per ridurre il deficit e sbloccare un prestito Fmi da 15 miliardi di dollari. 

Fonte: www.ansa.it
Data: 26.04.2012

CHERNOBYL, I LAVORI PER IL “SARCOFAGO” AUMENTANO LA RADIOATTIVITÀ

01/05/12

NEL PROGRAMMA SCOLASTICO IL TEMA DI CERNOBYL PRATICAMENTE NON VIENE TOCCATO


Come hanno raccontato gli insegnanti della scuola n. 10 di Slavjansk (regione di Doneck, Ucraina), nel corso di storia il tema dell’incidente di Cernobyl viene ricordato una sola volta, in 11ª classe, nell’ambito dello studio delle cause della disgregazione dell’URSS. Gli avvenimenti del 26 aprile vengono annoverati tra i fattori che portarono al crollo dell’Unione Sovietica. 

Nelle classi maggiori la tragedia di Cernobyl viene più illuminata nelle lezioni di letteratura ucraina – i ragazzi studiano infatti il poema di Ivan Drač “La Madonna di Cernobyl”. E nelle letture extrascolastiche gli scolari possono far conoscenza con quegli avvenimenti leggendo l’opera di Vladimir Javorivskij “Marija con l’assenzio sul finir del secolo”. 

Oltre a questo, ogni anno nei giorni degli anniversari nelle scuole si tengono delle lezioni tematiche e in onore delle date significative i ragazzi preparano eventi di più ampia portata, come la seguente indagine su Cernobyl. 

Abbiamo chiesto agli abitanti di Slavjansk: «Come vi ricordate il 26 aprile 1986?». 

Andrej Žabenko, 33 anni, operaio montatore: 
«Avevo 7 anni. Vivevamo allora a Minsk. Ricordo che i miei genitori non mi lasciavano uscire di casa. Riuscii solo a ottenere di andare dai miei amici nel cortile accanto. Nella maniera più severa mi dissero di correre là il più veloce possibile e di non andare da nessun’altra parte. E poi alla sera i miei genitori guardarono qualcosa alla televisione e ne discussero». 

Svetlana Žirova, 57 anni, imprenditrice: 
«Ricordo che era un giorno nuvoloso. Andai a prendere mia figlia all’asilo e alla sera non la feci scendere a giocare in cortile per il timore che potesse passare la pioggia radioattiva. Anche se allora Cernobyl per me rimase niente di più che una strana parola. Più spesso si menzionava l’Afghanistan». 

Andrej Orlovskij, 40 anni, imprenditore: 
«Avevo 14 anni. I miei genitori mi fecero bere il latte con lo iodio – faceva schifo. Non mi facevano uscire all’aperto. Mi è rimasto impresso l’intervento di Gorbačëv alla televisione – il suo sguardo a lato della cinepresa e la frase “È successo un piccolo incidente al 4° reattore della centrale nucleare di Cernobyl. La situazione è sotto controllo…». 

Žanna Popova, 37 anni, segretaria: 
«Di quel giorno mi ricordo il cielo coperto, lo strano colore del sole attraverso le nuvole e una lieve pioggerella. Mi ricordo bene la manifestazione del 1° maggio. Della tragedia dettero notizia soltanto dopo le feste. Tutti si gettarono a comprare sifoni, gasavano l’acqua e vi aggiungevano cinque gocce di iodio». 

Igor’ Dorochov, 61 anni, insegnante: 
«Lo venni a sapere a Kiev mentre mi affrettavo a prendere l’autobus in direzione di Darnica. Non potevo attraversare il viale a causa delle colonne di “Ikarus” che andavano verso Troeščina. E al mattino la mia futura suocera mi raccontò cos’era successo». 

Data: 26.04.2012
Fonte: www.tvplus.dn.ua
Autore: Svetlana V’juničenko
Traduzione: S.F.

A SAN PIETROBURGO IN MEMORIA DELLA TRAGEDIA DI CERNOBYL SONO STATI PIANTATI 30 ABETI


Il 26 aprile a San Pietroburgo, nel parco intitolato all’accademico Andrej Sacharov, davanti al monumento alle vittime delle catastrofi radioattive si è tenuto un meeting commemorativo. 

Alla cerimonia hanno preso parte alcune autorità cittadine, i consoli giapponese e ucraino e i rappresentanti dell’organizzazione “Sojuz Cernobylja”. 


Dopo la cerimonia della posa dei fiori e delle corone, nell’ambito della manifestazione cittadina “Pianta un albero – cambia la vita” i partecipanti al meeting hanno piantato non lontano dal monumento 30 abeti. […] 

Si ricorda che secondo i dati del comitato cittadino per le politiche sociali a San Pietroburgo sono registrati 5.685 cittadini colpiti dagli effetti delle radiazioni di Cernobyl, tra cui 1.839 persone invalide o affette da sindrome radioattiva, 2.454 persone che parteciparono alla liquidazione tra il 1986 e il 1990. 

Data: 26.04.2012
Fonte: www.regnum.ru
Traduzione: S.F.

PIÙ DELLA METÀ DEGLI UCRAINI PERCEPISCE LE CONSEGUENZE DELLA CATASTROFE DI CERNOBYL


A 26 anni dal giorno dell’incidente nucleare più della metà degli ucraini affermano di sentire ancora su di sé le conseguenze negative della catastrofe di Cernobyl. 

Lo si evince dai dati dell’indagine dell’agenzia IFAK. «Il 52% degli abitanti dell’Ucraina ha fatto notare che ancor oggi percepisce su di sé, sui propri figli e parenti gli effetti negativi dell’incidente alla centrale nucleare di Cernobyl». 

Interessante che tra gli abitanti delle regioni occidentali e centrali la percentuale delle persone che percepisce gli effetti negativi di Cernobyl è maggiore che non nell’Est e nel Sud del paese (Ovest e Centro – 64%; Est e Sud – 44%). L’indagine ha anche messo in evidenza che la maggior parte degli ucraini non approva l’autorizzazione ufficiale per visitare la zona di Cernobyl. Il 56% dei rispondenti infatti vede negativamente l’apertura della zona di Cernobyl e personalmente non visiterebbe quel territorio. Un punto di vista opposto è espresso dal 12% degli intervistati. L’ufficio ucraino dell’agenzia di ricerca internazionale IFAK ha effettuato l’indagine tra il 9 e il 23 aprile 2012.

Data: 26.04.2012
Fonte: www.ua
Traduzione: S.F.

CHE COSA VI È RIMASTO PIÙ IMPRESSO NELLA MEMORIA DELL’INCIDENTE ALLA CENTRALE DI CERNOBYL?


Rubrica: “La domanda del giorno”
(Komsomol'skaja Pravda) 

Igor’ Lichuta, producer. «Mi ricordo chiaramente come nei giorni della tragedia fosse stato legalizzato l’alcolismo d massa. Le mogli con i bambini erano partite da Kiev e per le strade ciondolavano uomini ubriachi che si giustificavano affermando che l’alcol abbattesse le radiazioni nell’organismo». 

Igor’ Šurma, vicegovernatore di Char’kov. «Quando chiudo gli occhi, vedo davanti a me la distruzione del reattore dopo lo scoppio. Fu una grande tragedia per tutte le persone che vivevano nella zona contaminata. Quando non vedi il nemico e non sai che cos’è, non si prova neanche paura. Per me la tragedia di Cernobyl è come un “buco nero”: senza fondo, terribile e pieno di pericoli». 

Anatolij Orlovskij, vicesindaco di Odessa. «Allora non sapevamo che cosa fosse realmente successo, le informazioni venivano nascoste. Soltanto in seguito venimmo a conoscenza e comprendemmo tutta la portata dell’incidente. Ci furono angoscia e paura per la propria famiglia, per tutto il paese. In generale le sensazioni furono delle più sgradevoli». 

Ivan Žepelev, artista popolare d’Ucraina, Dnepropetrovsk. «Circa un mese dopo lo scoppio il nostro collettivo di artisti fu inviato alla centrale di Cernobyl a tirare su l’animo dei liquidatori. E facemmo dei concerti per loro per una decina di giorni. Allora mi colpì il contrasto: i villaggi lungo la strada erano vuoti, minacciosi, come nel film Stalker di Tarkovskij, mentre quando arrivammo dai liquidatori tutt’intorno era bello! Tutto fioriva e verdeggiava, i liquidatori si divertivano, nessuno si era ancora reso conto della catastrofe che era successa. Mi ricordo che ci consigliavano di non prendere i mazzi di fiori dai liquidatori (tipo che irradiavano terribilmente…). Inoltre ci davano tanto vino rosso nella sacra convinzione che esso smaltisse le radiazioni». 

Viktor Tarasenko, presidente dell’Accademia delle scienze di Crimea. «Più di tutto mi sconvolse la manifestazione del 1°maggio alcuni giorni dopo l’esplosione alla centrale di Cernobyl. Dalle loro alte tribune, alla nostra gente e ai nostri bambini che camminavano per la piazza di Kiev sorridevano le massime autorità del partito e del governo che sapevano tutto della sciagura che era successa e che ipocritamente lo nascondevano». 

Nikolaj, utente di kp.ua. «Per fortuna so di questa tragedia solamente grazie al manuale di storia e al gioco per il computer “Stalker”».

Data: 26.04.2012
Fonte: www.kp.ua
Traduzione: S.F.

A VITEBSK È STATO VIETATO DI RICORDARE L’INCIDENTE ALLA CENTRALE NUCLEARE DI CERNOBYL


Le autorità cittadine di Vitebsk (Bielorussia) non hanno permesso lo svolgimento di tre picchetti commemorativi per l’anniversario del 26 aprile. 

«Avevo chiesto alle autorità cittadine di unirsi all’organizzazione dei picchetti per Cernobyl, ma nelle lettere di risposta con il rifiuto non se ne fa neanche cenno…» – racconta Jan Deržavcev, uno degli organizzatori e membro del Fronte popolare bielorusso. 

Per quanto a Vitebsk non ci saranno picchetti, gli attivisti civili hanno invitato i cittadini e i liquidatori ancora in vita a partecipare all’evento in memoria “La corona di Cernobyl”. 

Ogni anno davanti alla croce di Efrosinija Polockaja sul colle Uspenskij s’indice un raduno per poi, nel punto dove il fiume Vit’ba sfocia nella Dvina, calare in acqua la corona con i nastri neri e le candele. Tuttavia l’iniziativa “La corona di Cernobyl” per le autorità è considerata d’opposizione: ogni anno il 26 aprile la polizia locale arresta degli attivisti e il KGB controlla attentamente gli altri partecipanti riprendendo tutti con una videocamera. 

Data: 26.04.2012
Fonte: www.fontanka.ru
Traduzione: S.F.

27/04/12

UN LIQUIDATORE DI CERNOBYL HA RACCONTATO AL MINISTERO DEGLI AVVENIMENTI DI 26 ANNI FA


In occasione del 26° anniversario della catastrofe, al ministero degli Interni (MVD) è stato organizzato un incontro con un liquidatore di Cernobyl, il maggiore dell’FSB in pensione Andrej Mitenkov, capo dello stato maggiore del reparto d’esplorazione e disinfestazione radioattiva del MVD a Cernobyl’ e Pripjat’ da luglio 1986 a marzo 1987, membro di “Sojuz Cernobylja”. […] 

Andrej Mitenkov ha raccontato in modo particolareggiato degli avvenimenti che ebbero luogo tra il 1986 e il 1987. Allora lui con la sua squadra di perlustrazione radioattiva si trovava proprio nell’epicentro dell’incidente, in quei primi e più pericolosi dieci metri della zona d’interdizione dove ci fu l’esplosione. Nella squadra di Andrej erano in 53, e grazie al suo grande bagaglio d’esperienza e al suo buon senso gli riuscì di preservare la vita di ciascuno di loro con le minori conseguenze possibili per la salute. 

Andrej ha condiviso anche le sue impressioni di quando vide le terribili conseguenze dell’esplosione: chilometri di bosco diventato giallo in un batter d’occhio, case distrutte, la città deserta, gente che moriva per le dosi mortali di radiazioni, gli operai che lottavano per liquidare le conseguenze dell’incidente. 

I principi fondamentali di sopravvivenza nella squadra di Andrej erano: «Difesa del tempo e difesa della distanza». […] 

Data: 19.04.2012
Fonte: www.mvd.ru
Traduzione: S.F.

LA COSTRUZIONE DEL NUOVO SARCOFAGO ALLA CENTRALE DI CERNOBYL NON RISOLVERÀ I PROBLEMI DI SICUREZZA

«La creazione del nuovo confinement (struttura di protezione per prevenire la diffusione di sostanze radioattive) sopra il quarto reattore di Cernobyl non risolverà i problemi di sicurezza radioattiva, lo costruiscono soltanto per acquietare l’opinione pubblica», ha dichiarato Ivan Drozd, il principale collaboratore scientifico del reparto di radiobiologia dell’Istituto di ricerca nucleare dell’Accademia delle Scienze d’Ucraina.

Il vecchio sarcofago di Cernobyl negli ultimi anni sta andando gradualmente a pezzi. Le autorità ucraine vogliono mettere in sicurezza la centrale con l’ausilio di una copertura (confinement). Si tratta di una struttura a forma di arco di 105 metri d’altezza, 150 di lunghezza e 260 di larghezza. Dopo la sua erezione, verrà “calata” sul quarto reattore, coperto attualmente dal sarcofago. Il montaggio della struttura in metallo dell’arco ha inizio il 26 aprile, in occasione del 26° anniversario della tragedia. 

«La nuova copertura non garantisce un completo isolamento», ha detto Drozd durante una tavola rotonda giovedì scorso. Inoltre, secondo lui, la stessa struttura dell’arco rappresenta in sé una potenziale minaccia. 

«La struttura ha un rivestimento in carbolitio, cioè materiale plastico. I fisici sanno bene come si comportano i materiali plastici, e questi sono dielettrici, nei campi ad elevata radioattività. Se, mettiamo, crollasse il vecchio sarcofago, è chiaro che ne scaturirebbero dosi radioattive di elevatissima potenza, si attiverebbe il combustibile ecc.», ha fatto notare lo scienziato, aggiungendo che allora «non sarebbe reale intraprendere alcunché». 

Drozdov ha anche sottolineato che il nuovo sarcofago «non è assolutamente protetto dai fattori esterni come, ad esempio, la caduta di un aereo o di una meteorite». In quel caso l’involucro andrebbe distrutto all’istante. 

«A me pare che questa copertura la costruiscano unicamente per tranquillizzare la popolazione», ha detto Drozd. 

Lui ha inoltre riferito che in precedenza erano state valutate anche altre varianti di progetto che prevedevano un completo isolamento del reattore nucleare danneggiato, tuttavia esse furono scartate a causa dell’elevato costo. Oltretutto viene rimandato di 30-50 anni l’inizio dei lavori per l’estrazione del combustibile nucleare rimasto sotto il quarto reattore. 

«Noi scarichiamo il nostro problema sulle generazioni future, sui nostri nipoti e pronipoti», ha detto lo scienziato. 

Il vicedirettore generale della Centrale di Cernobyl Anatolij Gora, che ha preso parte al lavoro della tavola rotonda, ha fatto notare che riguardo alle differenti varianti della nuova copertura esistevano ed esistono opinioni diverse, ma che oggi una scelta è stata ormai fatta. «Ciò che è stato scelto è stato scelto», ha affermato, aggiungendo che ora il compito più importante è quello di realizzare la scelta effettuata nel miglior modo possibile. 

Data: 19.04.2012
Fonte: www.eco.ria.ru
Autore: Andrej Lubenskij
Traduzione: S.F.

26/04/12

A NOVOZYBKOV SI CELEBRA L’ANNIVERSARIO DI CERNOBYL


A causa dell’elevato impatto delle radiazioni che colpirono la regione di Brjansk nel 1986 alcuni centri abitati vennero decretati “zona d’interdizione” (secondo la classificazione dei territori di Cernobyl) e i loro abitanti evacuati. Più di altri 200 centri abitati finirono nella “zona di trasferimento”. 

La nostra cittadina si cominciò a chiamarla “la capitale della Cernobyl russa”. A testimoniare la situazione sfavorevole a Novozybkov rimane l’elevato numero di casi di malattia – in media ci si ammala due volte di più che nelle altre regioni della Russia. Alcune malattie sono direttamente collegate alla contaminazione radioattiva del territorio. Un monitoraggio annuale dimostra che il numero dei cittadini va diminuendo. La natalità da molti anni è inferiore alla mortalità. Inoltre nei primi anni dopo l’incidente dalla città se ne andarono in zona pulita centinaia di abitanti di Novozybkov. Anche se dopo un certo tempo la gente cominciò a fare ritorno, spesso per mancanza di vie d’uscite. Il fatto è che molti nella cosiddetta zona pulita non furono tanto bene accolti. Oggi a Novozybkov si contano poco più di 41.000 abitanti, i quali come prima vivono nella zona di trasferimento, mettono al mondo bambini e fanno piani per il futuro. 

A Novozybkov e nella provincia vivono circa 100 liquidatori, mentre 22 di loro non sono più tra noi. Sono però rimasti i loro cari: le vedove e i figli, ai quali la città presta aiuto. Negli ultimi anni per i liquidatori è stato fatto molto. Quest’anno si pianifica di terminare l’assegnazione delle abitazioni alle vittime di Cernobyl, di acquistare un apparato tomografico per l’ospedale cittadino e di ampliare la lista delle patologie direttamente collegate all’incidente alla centrale nucleare. Un grosso aiuto per i liquidatori di Novozybkov è il Centro diagnostico di Klincy, che di recente ha iniziato a visitare i pazienti della nostra città. Molto si fa anche per tutti gli abitanti che hanno la possibilità di rendere la propria abitazione allo stato e trasferirsi in zona pulita. I futuri studenti usufruiscono delle facilitazioni per accedere agli istituti universitari russi. Inoltre a favore dei cittadini che risiedono e lavorano nella zona di trasferimento ogni mese vengono versati dei sussidi. È vero che negli ultimi anni i cosiddetti “assegni radioattivi” sono sensibilmente diminuiti. Se negli anni ’90 la gente aspettava questi assegni come la manna dal cielo, in quanto erano due o tre volte superiori allo stipendio, oggi tali somme sono piuttosto modeste: 134 (3,5 €) e 893 rubli (23 €). La fama di città benestante è però rimasta e i prezzi nei negozi sono più alti che a Klincy e a Brjansk. 

Ogni anno il 26 aprile si svolgono le iniziative commemorative. L’anniversario di Cernobyl inizia con la messa funebre alla chiesa dei Miracoli di Michail alle 10.00, celebrata da padre Vladimir. Dopo la liturgia una processione funebre si recherà alle tombe dei defunti nei cimiteri cittadini (12.00). La giornata avrà termine con lo spettacolo alla Casa della cultura Kalinin (inizio alle 15.oo). L’iniziativa si apre con la proiezione di un film sulla tragedia, seguito dai discorsi delle autorità cittadine e provinciali. 

Data: 26.04.2012
Fonte: www.novozybkov.bnews32.ru
Traduzione: S.F.

I LIQUIDATORI DELL’INCIDENTE DI CERNOBYL PICCHETTANO IL PARLAMENTO UCRAINO


Alcune centinaia di liquidatori di Cernobyl svolgono oggi un’azione di protesta sotto le mura del parlamento ucraino, esigendo un rafforzamento delle misure di protezione sociale e un aumento delle pensioni. 

Gli organizzatori del picchetto hanno montato un palco dal quale i cernobyliani declamano le loro richieste al governo. L’azione si svolge pacificamente. 

I cernobyliani a fine 2011 svolsero grosse iniziative in tutta l’Ucraina, protestando contro la significativa riduzione delle pensioni a causa della decisione del Tribunale costituzionale d’Ucraina. Il Tribunale ha infatti conferito al gabinetto dei ministro di stabilire l’entità degli assegni sociali a seconda delle possibilità finanziarie dello stato. 

In precedenza i liquidatori di Cernobyl nella maggior parte dei casi riuscivano a ottenere l’aumento delle pensioni rivolgendosi ai tribunali, tuttavia dopo la decisione del Tribunale costituzionale le loro pensioni sono diminuite. 

Data: 26.04.2012
Fonte: www.ria.ru
Traduzione: S.F.

CHERNOBYL, TOMBA ATOMICA

Chernobyl, tomba atomica

Fonte: www.lettera43.it
Data: 26.04.2012