Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

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07/06/16

IL POLIGONO DI SEMIPALATINSK

Il poligono di Semipalatinsk - Семипалатинский полигон

Film documentario (in russo) del 2004 sulle conseguenze degi esperimenti atomici sovietici.

23/10/13

IL DISASTRO ECOLOGICO DEL LAGO D'ARAL


Negli anni ’30 del Novecento, tra le steppe e le montagne dell’Asia Centrale, il dittatore sovietico Stalin decise di dare forma a 5 repubbliche (Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Kirghizistan e Tagikistan) che fungessero da serbatoio di risorse naturali e manodopera per l’allora URSS, perché ricche di minerali, gas e aree fertili, immense e poco popolate.

Queste vaste aree si prestarono ottimamente ai progetti di grandeur industriale e militare di Mosca. Complessi metallurgici e miniere rifornirono il settore delle infrastrutture ma soprattutto offrirono adeguati rifornimenti all’ìndustria bellica, che in queste lande desolate costruì siti nucleari ed eseguì decine e decine di test.


Data: 27.05.2013
Fonte: www.tuttogreen.it

Mare d'Aral

23/04/13

IL KAZAKHSTAN RADIOATTIVO


Sessant’anni fa, l’Unione Sovietica fece esplodere la sua prima arma nucleare, che chiamò “primo baglio”, nella steppa dell’ex repubblica sovietica del Kazakhistan. Il sito dei test, Semipalatinsk, avrebbe continuato ad ospitare ben 456 esplosioni atomiche durante i suoi 40 anni di esistenza.

I residenti della zona circostante al sito sono diventate cavie inconsapevoli, esposti alle conseguenze delle bombe sia intenzionalmente che non. La radioattività ha silenziosamente devastato tre generazioni di persone in Kazakhistan.

Il numero totale di persone coinvolte potrebbe essere superiore al milione, ne è la testimonianza la presenza di patologie che vanno dalle malattie della tiroide, al cancro, ai difetti nascita, malformazioni, invecchiamento precoce e malattie cardiovascolari. L’aspettativa di vita nella zona è di sette anni in meno rispetto alla media nazionale del Kazakistan.

(progetto "Rotta nucleare - un viaggio su due ruote nei luoghi più contaminati del pianeta)
Data: aprile 2013
Fonte: www.mondoincammino.org

17/04/12

L'AGGIOTAGGIO NUCLEARE NEI PAESI DELL'EX URSS


L’incidente di Fukushima non ha spento alle ex repubbliche sovietiche il desiderio di sviluppare l’energia nucleare.

A differenza della Germania, la quale ha deciso di uscire definitivamente dal club atomico, la Bielorussia ha iniziato la costruzione della sua prima centrale nucleare e Lukashenko, durante l’incontro con il capo dell’AIEA, ha dichiarato l’intenzione di Minsk di costruirne una seconda. Com’era logico aspettarsi, Minsk si è rivolta per il supporto tecnologico e il finanziamento del progetto al suo grande vicino russo.

Non è da meno neanche la vicina Ucraina. Il 26 aprile con due anni di ritardo inizieranno i lavori di montaggio del secondo sarcofago intorno al reattore scoppiato alla centrale nucleare di Cernobyl, e Kiev già annuncia l’intenzione di costruire nuovi reattori, nonostante che il 66% degli ucraini, secondo un sondaggio dell’istituto Goršenin, ritengano che il loro paese debba rinunciare alla costruzione di nuove centrali.

In Kazachstan, dove ai tempi sovietici sperimentarono sulla propria pelle le micidiali conseguenze dei test atomici, è nuovamente comparso l’interesse per l’energia atomica: producendo 20 mila tonnellate di uranio all’anno, è difficile non cadere in tentazione. Il Kazachstan, detenendo il 35% del mercato mondiale, già gioca un ruolo da protagonista imprescindibile nell’industria nucleare. E pur essendo un grosso produttore di petrolio, Astana sogna di costruire una centrale nucleare per compensare il deficit nazionale di produzione di energia elettrica, nonché per aumentare l’export di petrolio, oggi utilizzato come carburante per le centrali elettriche.

A sua volta Mosca lavora senza tregua per modernizzare le sue tecnologie, convincere i potenziali clienti della loro sicurezza e vendere le sue centrali nucleari all’estero. A oggi l’unica conseguenza diretta della catastrofe di Fukushima è stata la fine dell’alleanza strategica tra “Rosatom” e Siemens su ordine di Berlino, che ha cessato completamente la sua attività nell’industria nucleare. “Rosatom” cerca di approfittare di tale svolta degli avvenimenti andando a “caccia” dei territori abbandonati dalle compagnie tedesche. Due settimane fa la stampa russa e quella tedesca scrivevano dei piani di “Rosatom” di acquistare una quota nel progetto britannico Horizon, in precedenza appartenente alle compagnie tedesche RWE e E.ON. Si tratta di due nuove centrali nucleari per un costo complessivo di 24 miliardi di dollari e una potenza di 6.000 megawatt. La comparsa sul territorio britannico diventerebbe un vero successo per “Rosatom”, che al momento esporta le sue centrali nei paesi politicamente più vicini alla Russia come la Cina, l’India, il Vietnam, la Turchia, il Bangladesh e, ovviamente, gli ex satelliti dell’URSS.

Data: 12.04.2012
Fonte: www.charter97.org
Traduzione: S.F.

08/02/12

SEMIPALATINSK: UNA TRAGEDIA SOVIETICA

Nella zona russa di Semipalatinsk (Semey in Kazakistan) per quarant'anni si moriva per esperimento, si moriva come cavia, senza saperlo, perchè Stalin voleva sapere cosa succedeva agli uomini esposti alle radiazioni nucleari.

Link all'articolo:


Da: www.peacelink.it
Data: 29.02.2004