Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.
Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.
"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.
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26/01/22
16/04/21
26/03/21
12/03/21
05/03/21
18/02/21
08/01/21
23/03/20
FUKUSHIMA: ALTI LIVELLI DI RADIOATTIVITÀ ANCHE DOPO 9 ANNI
Fukushima: alti livelli di radioattività anche dopo 9 anni
Livelli ancora elevati di radioattività nella Prefettura di Fukushima, a rivelarlo alcuni rilevamenti fatti da Greenpeace Giappone.
Prefettura di Fukushima ancora ad alto livello di contaminazione. A scoprirlo gli ultimi rilevamenti fatti da Greenpeace in seguito al passaggio di due tifoni, Bualoi e Hagibis. Secondo l’associazione ambientalista proprio questi due eventi avrebbero permesso al cesio radioattivo depositato nelle foreste della zona di disperdersi anche nelle zone circostanti.
Le ultime rilevazioni confermerebbero, spiega Greenpeace Giappone, che le foreste circostanti la centrale nucleare di Fukushima non sono mai state decontaminate. Inoltre in alcune altre zone i livelli di radioattività risulterebbero aumentati. Persino determinate aree già decontaminate risulterebbero ora nuovamente radioattive.
Dati che contraddirebbero la propaganda governativa, prosegue l’associazione, che continua a sostenere la presunta normalizzazione dell’area. Il programma di decontaminazione celebrato dal governo sarebbe quindi tutt’altro che efficace. Ha dichiarato Kazue Suzuki, Greenpeace Giappone:
I risultati del nostro monitoraggio del 2019 dimostrano la natura, complessa e persistente, del processo di nuova contaminazione nelle aree della Prefettura di Fukushima. Le foreste delle aree di montagna della Prefettura, che non sono mai state decontaminate, continueranno a essere una fonte di contaminazione a lungo termine. I dati del nostro monitoraggio smentiscono definitivamente il mito del “ritorno alla norma” nella Prefettura di Fukushima.
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Data: 09.03.2020
Fonte: www.greenstyle.it
10/02/20
SE L’ACQUA RADIOATTIVA DI FUKUSHIMA FINISSE NELL’OCEANO
Se l’acqua radioattiva di Fukushima finisse nell’oceano
Versare l'acqua radioattiva di Fukushima in mare aperto è la proposta fatta a Tokyo da parte di un gruppo di esperti. Un biochimico marino ci spiega le conseguenze di questa scelta
Ken Buesseler, biochimico marino del Woods hole oceanographic institution (Whoi), il
più grande istituto di ricerca oceanografica indipendente degli Stati
Uniti, effettua, insieme al suo team e periodicamente dal 2011, ricerca
sul campo a Fukushima. Insieme a Buesseler, che ha rilasciato in
esclusiva un’intervista a LifeGate, cerchiamo di fare luce sulle
problematiche legate non solo alla soluzione di smaltimento ma anche al
sistema di stoccaggio dell’impianto.
Dal 2013 è ufficialmente in funzione un impianto di
decontaminazione dell’acqua che proviene dai reattori e che, appunto,
viene poi immagazzinata nei serbatoi di stoccaggio. Ad oggi sono state
trattate più di un milione di tonnellate d’acqua contaminata,
immagazzinata in oltre mille serbatoi che aumentano al ritmo di uno a
settimana. Secondo la La Tokyo electric power company (Tepco), la compagnia elettrica che gestisce l’impianto di Fukushima, la capacità massima è di 1,37 milioni, cifra che sarà raggiunta nel 2022. Dopodiché non ci sarà più spazio.
“Loro [i dirigenti Tepco, ndr] dicono che non hanno più spazio, ma io
credo che su questo si possa controbattere”, afferma Buesseler. “Una
veduta aerea dell’impianto di stoccaggio di Fukushima mostra chiaramente
che ci sarebbe abbastanza spazio per continuare a costruire serbatoi
nelle zone circostanti, ma forse quello spazio vogliono destinarlo ad
altro? Eppure quei terreni sono off-limits per costruire abitazioni o
mettere su attività commerciali, quindi stanno facendo la scelta di non
impiegare spazio che comunque non è attualmente utilizzato in nessun
altro modo? Io credo che abbiano messo il carro davanti ai buoi nel
dire, ‘siccome stiamo finendo lo spazio allora scarichiamo tutto in
mare’”.
Data: 06.02.2020
Fonte: www.lifegate.it
06/02/20
FUKUSHIMA, IL GOVERNO GIAPPONESE VERSO LO SMALTIMENTO DELLE ACQUE RADIOATTIVE IN MARE
Fukushima, il governo giapponese verso lo smaltimento delle acque radioattive in mare
Dopo tre anni di discussioni, la sottocommissione di esperti istituita dal ministero dell’Economia e dell’Industria e incaricata di fornire un consulenza è giunta alla conclusione che rilasciare il liquido nell'oceano è la scelta migliore. Tokyo al bivio: da un lato le preoccupazioni degli Stati vicini e le critiche degli ambientalisti, dall’altro le operazioni di bonifica che richiedono più tempo del previsto
Mentre si avvicinano le Olimpiadi di Tokyo, il Giappone (sotto pressione) è sempre più vicino alla decisione definitiva di smaltire nel Pacifico le acque radioattive della centrale nucleare di Fukushima, danneggiata in seguito al triplice disastro dell’11 marzo 2011. Dopo tre anni di discussioni, infatti, la sottocommissione di esperti istituita dal ministero dell’Economia e dell’Industria del Giappone e incaricata di fornire un consulenza al governo è giunta alla sua conclusione. Secondo il panel quella di rilasciare il liquido in mare è la scelta migliore per smaltire le acque contaminate. L’ultima parola spetta al governo giapponese di centrodestra, che è solito seguire le raccomandazioni degli esperti e che ora si trova in una situazione difficile: da un lato le preoccupazioni degli Stati vicini e le critiche degli ambientalisti, dall’altro le operazioni di bonifica che richiedono più tempo del previsto. Intanto, le Olimpiadi di Tokyo sono dietro l’angolo, con eventi che dovrebbero tenersi a meno di 60 chilometri dalla centrale.
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Data: 03.02.2020
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
21/01/20
NUCLEARE: GIAPPONE, STOP CENTRALE IKATA
Nucleare: Giappone, stop centrale Ikata
L'Alta corte di Hiroshima mette in dubbio la valutazione dell'Autorità di regolamentazione del nucleare in Giappone e per la seconda volta ordina lo stop delle attività alla centrale atomica di Ikata, nella prefettura di Ehime, a ovest dell'arcipelago. In base alla decisione del tribunale, l'operatore Shikoku Electric Power dovrà chiudere il reattore numero 3 a causa dei rischi posti dalla vicinanza del vulcano Aso, circa 130 chilometri, e i dubbi sull'adeguatezza delle misure di sicurezza nell'eventualità di un'eruzione. Il reattore - che è attualmente spento per un controllo di manutenzione, doveva essere riavviato a fine aprile.
Data: 17.01.2020
Fonte: www.ansa.it
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