Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

13/03/12

IL LEADER DEL PARTITO DEI VERDI (“ZELËNYE”) A. PROGNIMAK: «IL “CIMITERO” NUCLEARE IN UCRAINA PORTERÀ A UNA SECONDA CERNOBYL»

L’Ucraina deve rinunciare categoricamente alla costruzione del “cimitero” per il combustibile nucleare trattato nella zona di Cernobyl, approvato da una risoluzione della Rada suprema. Altrimenti il paese si ritroverà di nuovo su una potenziale bomba atomica. È questa l’opinione del leader del partito dei Verdi (“Zelënye”) A. Prognimak. 

«Il combustibile nucleare trattato è un materiale a elevata radioattività che necessita di speciali tecnologie di sicurezza per il suo stoccaggio» – fa notare Prognimak. «Solamente pochi paesi dispongono di un’esperienza pluriennale nell’utilizzo delle tecnologie di stoccaggio a secco. Nello specifico, la Germania e la Russia, dove l’Ucraina tradizionalmente “seppellisce” le sue scorie nucleari. Le nostre autorità, considerando l’alto livello di catastrofi tecnologiche nel paese e non avendo l’esperienza necessaria, non potranno garantire alla popolazione il rispetto di tutte le norme di sicurezza, sia durante la costruzione del deposito che durante il suo funzionamento». 

A. Prognimak ha inoltre rilevato come un grosso pericolo per la popolazione sia rappresentato dai trasporti del combustibile nucleare trattato nel deposito a secco. Qualunque incidente ferroviario può causare la perdita dell’ermeticità dei container con le scorie, vale a dire una fuoriuscita di radiazioni. 

A. Prognimak sottolinea: «Difficilmente l’Ucraina è intenzionata a limitare l’utilizzo del deposito di scorie soltanto per le proprie centrali nucleari. Non è affatto escluso che attratta dai soldi possa proporre i propri servizi ai paesi europei. Per questo in un futuro prossimo gli ucraini si ritroveranno sopra una vera e propria bomba atomica. Un qualunque avvenimento di forza maggiore – terremoto, incendio ecc. – e in Ucraina ci sarà una seconda Cernobyl. 

In particolare le autorità dovrebbero considerare l’esperienza dell’incidente di Fukushima, dove proprio il deposito di combustibile nucleare a causa del terremoto è stato la fonte principale d’inquinamento radioattivo». 

Il partito dei Verdi si è rivolto alla Rada suprema e al presidente con la richiesta di una moratoria per la costruzione di depositi di scorie nucleari in Ucraina. 

Data: 08.03.2012
Fonte: www.h.ua
Traduzione: S.F.

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