Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

02/12/19

CHIUDERE O APRIRE NUOVE CENTRALI, IL PARADOSSO NUCLEARE FRANCESE


Chiudere o aprire nuove centrali, il paradosso nucleare francese

 

Chiudere o aprire nuove centrali, il paradosso nucleare

 

L’elenco dei paradossi francesi si allunga. Dopo quello salutistico, ormai storico, del vino rosso che fa bene, brucia i grassi e fa dimagrire; dopo quello fiscale per cui le tasse scendono ma il gettito fiscale sale, ecco il nuovo paradosso nucleare per cui è possibile che il colosso elettrico pubblico – l’Edf, Electricité de France controllato all’84% dallo Stato – colosso dai piedi d’argilla con oltre 33 miliardi di debiti finanziari a fronte di 69 miliardi di fatturato - non sia riuscito a rispettare tempi e budget per la costruzione della prima centrale atomica di nuova generazione (il cosiddetto Epr, European pressurized reactor) a Flammanville sulle coste della Manica (doveva entrare in funzione nel 2010, partirà, forse, nel 2023; doveva costare 3,5 miliardi, chiuderà, forse, a 12,5 miliardi) e per questo sia stato severamente e pubblicamente ripreso, con tanto di lettera e di conferenza stampa, dal suo controller, il Ministero dell’economia, ma al tempo stesso – ecco il paradosso! – sia stato autorizzato dalla stessa autorità pubblica a mettere in cantiere altre sei centrali dello stesso tipo da qui ai prossimi quindici anni.


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Data: 05.11.2019
Fonte:
www.huffingtonpost.it

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