Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

02/11/15

NOVOKEMP - LUGLIO 2015 - RELAZIONE DI ANDREA



RELAZIONE NOVOKEMP, SECONDO TURNO (11/07-31/07)


Se dovessi dare un giudizio personale della mia esperienza a Novokemp, posso tranquillamente dire che sotto tutti gli aspetti è stata positiva. Prima della partenza, nonostante i numerosi racconti di Stefano, Camilla, Gabriele e tutti coloro che avevano già avuto a che fare con il campo, non sapevo ancora con precisione cosa aspettarmi dal tipo di lavoro che mi attendeva, ma mi considero una persona in grado di adattarsi alle più svariate situazioni, ed ho accettato di buon gusto questa “sfida”. Ora, se tornassi indietro, posso dire che sicuramente lo rifarei. Quello che ho passato nel periodo a Novokemp è stata, oltre ad un ottimo lavoro pratico per la didattica della lingua, una esperienza di “umanità” che posso difficilmente paragonare ad altre cose che ho precedentemente vissuto in vita mia. Guardando un po’ di aspetti nello specifico:
     
- Viaggio: le 18 ore di treno da Pietroburgo a Uneča avrebbero fatto impazzire un qualsiasi perfettino maniaco del pulito. Per quanto riguarda noi, ci siamo divertiti un sacco. Non dico che sia il massimo della comodità, ma sicuramente è un ottimo collegamento, economico, e in compagnia ci si fa tante risate.

- Alloggio: comodo, tranquillo, tè e dolcetti a volontà, grasse risate ad avere Saša nella stanza di fianco. La mensa era ben organizzata, tutti molto gentili e ci consentivano di mangiare a volontà. Cosa potevamo volere di più?

- Organizzazione e collaboratori: una delle cose che mi ha sorpreso di più. Novokemp è un eccezionale esempio di come la pianificazione e la grandissima attenzione ai dettagli facciano la differenza tra un’opera mediocre ed un capolavoro. Tutti erano attentissimi ad ogni aspetto della vita quotidiana del campo, dai materiali necessari per i giochi alla pianificazione degli eventi, e ci tenevano che ognuno esternasse la propria opinione in modo da poter lavorare in armonia tutti insieme. Un esempio da seguire. Menzione speciale per “mamma” Katja, che nonostante le infelici circostanze (perdita di un genitore) ci è stata sempre vicina, ci ha aiutato con entusiasmo e determinazione, senza mai perdere il sorriso.

- Uso della lingua: Il primo giorno è stato uno shock. Appena scesi dal treno, stanchi morti e affamati, ci troviamo nel bel mezzo di una riunione organizzativa farcita di discorsoni in russo. Ovviamente è stata solo una prima impressione, in realtà già da subito siamo riusciti ad interagire, pur con qualche difficoltà, con tutta la gente del campo. Tutti erano disponibili ad aiutarci parlando piano o ripetendo più volte, quindi non ci sono stati particolari problemi neanche su questo versante, anche grazie all’aiuto di Ol’ga che spesso ci aiutava traducendo.

Per finire, posso dire che l’esperienza a Novokemp mi ha sicuramente cresciuto sotto molti aspetti. Ho scoperto una realtà alla quale non mi ero mai avvicinato così tanto, ho conosciuto persone straordinarie, vissuto momenti emozionanti e sperimentato modi diversi di relazionarsi con le persone, creando legami forti e genuini.

Ho una bella storia da raccontare.

Andrea Tonetti - 21 anni
Università Statale di Milano
(sede di Sesto San Giovanni)
Mediazione linguistica e culturale

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