Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

04/03/11

LA VEGETAZIONE CONTINUA AD ACCUMULARE RADIONUCLIDI

Nonostante la catastrofe di Cernobyl risalga a più di vent’anni fa, il livello di accumulo di radionuclidi della vegetazione delle province colpite rimane piuttosto elevato e pericoloso per la salute dell’uomo. Lo hanno affermato in una conferenza a Černigov i botanici di Ucraina, Russia e Bielorussia, che partecipano al progetto congiunto “Flora e vegetazione dei territori contaminati da radiazioni delle regioni di Brjansk (Ru), Černigov (Ua) e Gomel’ (By) nel periodo postcernobyliano”.

I dottori in scienze biologiche – e professori delle università di Gomel’ e Brjansk – Leonid Sapegin e Aleksej Bulochov riferiscono che le ricerche effettuate hanno dimostrato che nei territori contaminati dalle radiazioni di queste tre regioni confinanti in tutti i tipi di piante – medicinali, foraggere e alimentari – il livello di concentrazione di cesio-137, cesio-134 e stronzio-90 supera significativamente i limiti normativi ammessi, in alcuni posti di parecchie volte. Secondo gli scienziati, sono proprio tali dosi – ma anche minori – a stimolare lo sviluppo delle malattie oncologiche, il numero delle quali in tutti e tre i paesi è in aumento.

«Sia noi, geobotanici bielorussi, che quelli di Černigov, siamo giunti a una conclusione poco consolante: è necessario prendere provvedimenti speciali, per cui in ogni centro abitato deve essere compilata una carta di grosse dimensioni con riportati il livello della radioattività e i luoghi contaminati. Inoltre, in ogni famiglia ci deve essere un dosimetro domestico per la misurazione dei prodotti naturali. In molti posti funghi, frutti di bosco e piante medicinali non li si deve categoricamente raccogliere» – ha detto Bulochov.

Secondo gli studiosi, è tuttora contaminata anche una serie di prati che vengono utilizzati per l’ammasso del fieno e il pascolo del bestiame. Per il momento gli studiosi non hanno ancora stabilito in quali periodi della loro vegetazione le piante accumulino i radionuclidi con particolare intensità e perché nei terreni poveri sabbiosi l’accumulo avvenga in misura significativamente maggiore che non in quelli ricchi; per questo ritengono che sia indispensabile proseguire le ricerche.

«Nella zona di Černigov la situazione è migliore che nelle regioni di Brjansk e di Gomel’. La superficie di appezzamenti contaminati lì è minore ed è composta a mosaico. Essi sono stati localizzati e si trovano sotto controllo. Ma io ritengo che sia necessaria un’istruzione generale della popolazione e un dosimetro in ogni famiglia. Il fatto è che nei boschi contaminati la gente non passa solamente dove sono stati messi gli appositi cartelli», – fa notare Aleksandr Lukaš, dottore in scienze biologiche e professore della cattedra di ecologia e tutela ambientale dell’università di Černigov.

Il progetto biennale “Flora e vegetazione dei territori contaminati da radiazioni delle regioni di Brjansk (Ru), Černigov (Ua) e Gomel’ (By) nel periodo postcernobyliano” è realizzato con il sostegno dei fondo delle ricerche fondamentali di Ucraina, Russia e Bielorussia. I risultati verranno pubblicati nel marzo del 2011.

Data: 23.12.2010
Fonte: www.ukrinform.ua
Autore: Natalja Potapčuk
Traduzione: S.F.

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