Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

28/04/14

CHERNOBYL 28 ANNI DOPO, TRAMONTATO IL PROGETTO DI BONIFICA


A documentare la desolazione del luogo, il fotografo Toby Batchelor che ha trascorso due giorni nella città di Pripyat (FOTO)

(Iberpress)

La scuola disseminata di maschere antigas, la fermata del bus e il parco a tema abbandonati, la sala d'attesa dell'ospedale con lo scheletro di un piccolo albero. A Chernobyl il tempo si è fermato il 26 aprile 1986. E con l'attuale crisi ucraina, sembra ormai tramontato il progetto di bonifica del sito che doveva concludersi nel 2015.

A documentare la desolazione del luogo, il fotografo Toby Batchelor che ha trascorso due giorni nella città di Pripyat dove, 28 anni fa, l'esplosione di un reattore nucleare provocò la morte (ufficiale) di 31 persone, ma a cui vanno aggiunti tutti coloro che sono rimasti contaminati e sono deceduti negli anni seguenti per tumori e malformazioni. "E' stata un'esperienza scioccante e interessante allo stesso tempo. E' qualcosa che non si puo' neanche immaginare. Ogni giorno, per lasciare l'area, ci si dove sottoporre a una scansione per controllare i livelli di radioattività", ha raccontato il fotografo.


Data: 16.04.2014
Fonte: www.adnkronos.com

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