Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

13/05/19

DUBOVY LOG FRA RESISTENZA E SOPRAVVIVENZA




Nella riserva radioattiva di Dubovy Log (provincia di Dobrush, regione di Gomel, Bielorussia) anche la solidarietà viene messa a dura prova dalla radioattività.

Una radioattività che ingloba le persone, così come a Pripyat le piante avvolgono le case abbandonate; ma, anche, una radioattività che emargina e marginalizza tutto ciò che viene a suo contatto.

Quel degrado sociale che nell’ultimo decennio si è sempre di più impossessato di questo villaggio, provoca uno stato di estraniazione e stordimento che dà un senso di impotenza e pone in dubbio il valore e l’efficacia di ogni intervento solidaristico.

Dubovy Log è il villaggio del vuoto diventato regola di vita. Se non si crede nei fantasmi bisogna venire qui: compaiono improvvisamente uscendo da case in cui le porte racchiudono vapori di alcol o l’odore di storie che si sono incancrenite.

Chi, negli anni passati, viveva a Dubovy Log era, per lo più, in attesa di un alloggio a Dobrush e ora che nuove porte si sono aperte nella “città”, altrettante si sono chiuse nel villaggio per riaprirsi solamente a disperati senza prospettiva: gli alcolizzati cronici e gli ex detenuti.


Data: 08.05.2019
Fonte: www.progettohumus.it

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