Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

02/03/16

RENNE IRRADIATE SCOPERTE IN SCANDINAVIA



Mentre si avvicina il trentennale del peggiore disastro nucleare civile avvenuto il 26 aprile 1986 a Chernobyl (Ucraina), uno studio pubblicato dall'Agenzia norvegese per la protezione contro le radiazioni ionizzanti ci rammenta che non si è ancora a conoscenza di tutti i danni indotti dalla tragedia.

Uno dei popoli autoctoni della Svezia, i Sami (ndr: i cosiddetti lapponi), intrattengono da secoli un forte legame con la natura, i suoi membri vivono dell'allevamento delle renne. La catastrofe di Chernobyl, essendo gli animali al centro della vita culturale ed economica dei Sami, ha sconvolto per sempre la vita degli allevatori.

Nella primavera del 1986, quando la nube radioattiva ha raggiunto i paesi scandinavi, i terreni e le acque si sono ritrovati "avvelenati". Successivamente le renne, animali che si nutrono soprattutto di licheni, sono state contaminate e gli allevatoi hanno dovuto procedere all'abbattimeto di intere mandrie.

Oggi, le conseguenze della catastrofe sia fanno ancora sentire: l'organismo delle renne selvatiche che vivono nel parco nazionale di Jotunheimen in Norvegia, contiene ancora l'isotopo radioattivo del cesio137. Sebbene il consumo della carne di renna radioattiva sia poco studiato, gli esperti avvertono che il pericolo può essere serio, soprattutto per i Sami che ne mangiano grandi quantità.

 
Data: 01.03.2016
Fonte: www.progettojumus.it

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