Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

23/10/13

RUSSIA VS. GREENPEACE: THE BATTLE FOR THE ARCTIC

Russia vs. Greenpeace: the Battle for the Arctic


An environmental organization with a $350 million war chest, a giant protest vessel, 28 activists and a rubber raft have succeeded in drawing Russian President Vladimir V. Putin into a very public global dispute.
 
Attention is now focused on the Greenpeace activists who were arrested last month by Coast Guard agents for trying to hang a protest banner on an Arctic Ocean oil platform and whether they will languish in prison for up to 15 years each on dubious piracy charges.
 
"They are obviously not pirates," Putin said in a speech to the International Arctic Forum last month. Yet Russian authorities so far seem to be throwing the book at the activists as international outrage grows to secure their freedom. Protests have been held at Russian consulates in about a half-dozen cities worldwide to release the activists.

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Data: 23.10.2013
Fonte: www.highbrowmagazine.com

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