Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

25/10/17

CAMPO DI VOLONTARIATO A BRINZIO (VA) - ARTËM ŽOROV



Secondo resoconto di un volontario russo, Artëm, che quest'estate ha partecipato a un campo di volontariato  internazionale di Legambiente in Italia, per il progetto di scambio di studenti e volontari tra Legambiente e "Radimici per i bambini di Cernobyl", con il contributo dell'Otto per Mille della Chiesa Valdese.


CAMPO DI VOLONTARIATO A BRINZIO (VA)
31 luglio – 13 agosto 2017

Il campo si trovava nel piccolo paese di Brinzio, non lontano da Varese. In aeroporto mi è venuta a prendere Elena, con la quale ci eravamo conosciuti a Novokemp, in Russia, e mi ha accompagnato in macchina fino a Brinzio.

Al campo c’erano quattro volontari di lingua russa, ma la voglia di comunicare con le persone di altri paesi mi ha fatto superare la necessità di parlare in russo. Per me si è trattata della prima esperienza di comunicazione di questo tipo nella mia vita. Posso dire tuttavia che mi è stato molto utile e molto interessante. Penso che grazie al campo di volontariato io abbia migliorato le mie capacità di parlare inglese.
Per quel che riguarda le condizioni dell’alloggio e del cibo per me erano buone, anche se avrei aggiunto un po’ più di carne (quasi non ce n’era). Gli organizzatori del campo (Alberto, Valentino ed Elisa) erano delle persone veramente brave, molto amichevoli e disponibili.

Il programma ambientale comprendeva la pulizia di diverse zone del parco regionale del Campo dei Fiori. Il lavoro non era difficile, non lo definirei neanche un vero e proprio lavoro, in quanto lavoravamo fino all’ora di pranzo; inoltre siamo riusciti a portare a termine i nostri compiti prima del previsto grazie al lavoro di squadra e all’affiatamento. Poi, ad esempio, sono venuto a conoscenza di un po’ di cose sulla raccolta differenziata e sull’inquinamento causato dai prodotti per l’igiene.

Al campo ho conosciuto persone interessanti (eravamo 12 volontari in tutto) provenienti da ogni parte del mondo. Per lo più erano ragazzi della mia età, studenti. Ad esempio, Anna dalla Spagna o Fatma dalla Turchia. In tutta sincerità non ricordo alcun conflitto o situazione negativa nel nostro campo nonostante il fatto che ci fossero persone provenienti da paesi diversi, con diverse mentalità e visioni del mondo. Oltre a tutto il resto ho anche un po’ cominciato a studiare l’italiano e ho imparato qualcosa di altre lingue.

L’organizzazione del tempo libero era a un livello molto alto. Venivano prese in considerazione le opinioni di tutti e nessuno rimaneva da parte. Nei giorni di riposo, grazie agli organizzatori, siamo riusciti ad andare sul lago Maggiore. Siamo inoltre stati al Sacro Monte e in altri posti incredibilmente belli. Non ricordo neanche una sera passata a far niente. Di solito alla fine della giornata ci riunivamo tutti insieme e giocavamo a giochi di vario genere.

La prima cosa che vorrei fare è di introdurre la raccolta differenziata a Novokemp (il campo di risanamento per bambini della nostra organizzazione, in Russia). Potrebbe inoltre essere possibile fare delle lezioni di educazione ambientale ai bambini ospiti del campo.

Io lavoro a Novokemp dal 2014 come volontario. Dopo il campo italiano, anche se avrei voluto, non sono riuscito a tornarci a causa dei tempi degli esami. L’anno prossimo comunque vorrei tornare a lavorarci come educatore.

In conclusione, sono molto felice che mi sia capitata quest’occasione di partecipare a un campo di volontariato di Legambiente, si è trattata di un’esperienza inestimabile che dovrebbero fare tutti. Per questo sono molto riconoscente alle organizzazioni “Radimici” e “Legambiente” e alla Chiesa Valdese per aver avuto questa possibilità.

Artëm Žorov (20 anni)

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