Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

15/02/11

LA RUSSIA SI ESTINGUE A RITMI STABILI

La popolazione della Russia rispetto al 2002 è diminuita di circa 3-3,5 milioni di persone: lo comunica il Rosstat (l’istituto nazionale di statistica). Dai dati del censimento del 2002 il numero degli abitanti della Russia era di circa 145 milioni. Nell’attuale censimento sono invece state raccolte 143 milioni di schede. «Questa cifra però non è definitiva, perché alcune persone si sono registrate due volte, e ora è in corso la verifica dei “doppioni”; i risultati definitivi verranno divulgati in aprile», – riferisce Surinov, capo dell’ente di statistica.

«La popolazione del paese diminuisce in media di mezzo milione all’anno. […] C’è però un’altra questione, quella dell’aspettativa media di vita. Gli indicatori di mortalità della popolazione sono proprio le cifre fondamentali dalle quali viene giudicata l’efficienza del potere. Ci sono stati 8 anni di Putin e ora già 3 di Medvedev. Di soldi nel paese ne girano tanti, di miliardari ancora di più, ma dove sono gli indicatori demografici positivi? Nel povero Tadžikistan, che negli anni Novanta in sostanza ha subito un genocidio, la popolazione da allora è cresciuta di una volta e mezzo e, cosa più curiosa, è aumentata anche l’aspettativa media di vita, che è ora più lunga che in Russia!» – fa notare il giornalista di forum.msk Anatolij Baranov.

«Ricordo che – perché tutti diplomaticamente tendono a dimenticarlo – la principale carta giocata in campagna elettorale dal nostro presidente Dmitrij sono stati i Progetti di priorità nazionale», – ricorda Baranov. «La natalità, la salute… E non bisogna rendere conto dei risultati? È ancora presto?». […]

Data: 18.01.2011
Fonte: www.stringer.ru
Traduzione: S.F.

Nessun commento:

Posta un commento