Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

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"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

08/09/10

IL MINISTERO DELLE EMERGENZE DELLA FEDERAZIONE RUSSA RIDUCE I DATI SULLA SUPERFICIE COLPITA DAGLI INCENDI BOSCHIVI IN RUSSIA COME MINIMO DI 6,5 VOLTE

Le principali organizzazioni scientifiche russe che si occupano del monitoraggio degli incendi boschivi con l’utilizzo della tecnologia a distanza hanno confermato i dati di Greenpeace.



















L’Istituto di ricerche cosmiche e l’Istituto forestale del distaccamento di Siberia (entrambi facenti parte dell’Accademia delle scienze russa) hanno pubblicato una stima preliminare delle superfici degli incendi boschivi sul territorio della Russia sulla base delle osservazioni satellitari. Secondo la stima dell’Istituto forestale, nel 2010 (da inizio anno al 18 agosto) in territorio russo sono stati colpiti dal fuoco circa 5,9 milioni di ettari di superficie boschiva. Secondo la stima dell’Istituto di ricerche cosmiche, tale superficie è di circa 5,8 milioni di ettari. La vicinanza dei risultati ottenuti da due diversi istituti con l’utilizzo di diverse immagini e diversi algoritmi conferma la qualità dei dati.


Bisogna notare che i sensori AVHRR e MODIS utilizzati dai due istituti non consentono di rilevare incendi piccoli (fino a un ettaro di superficie, mentre in caso di elevata nuvolosità o fumosità, fino ad alcune decine di ettari), come anche incendi di più bassa intensità e alcuni incendi di torba; ne consegue che le suddette stime sono un po’ in difetto per cause tecnologiche.

Mentre secondo il bollettino del Ministero delle Emergenze (al 18 agosto 2010) “dall’inizio del periodo di pericolo incendiario nel 2010 sul territorio della Federazione Russa si sono verificati 28.180 focolai di incendi naturali per una superficie totale di 879.443 ettari”. La fonte dei dati nel bollettino del Ministero non è indicata, ma è evidente che tali informazioni sono state ricevute dagli organi della direzione forestale (fino alla metà di agosto, quando l’Ente forestale russo ha smesso di pubblicare i bollettini ufficiali sugli incendi nei boschi nel paese, i dati dell’Ente forestale e quelli del Ministero delle Emergenze sulla superficie colpita dagli incendi boschivi dall’inizio dell’anno all’incirca coincidevano).


Dunque, i dati del Ministero delle Emergenze e quelli delle principali organizzazioni scientifiche russe che si occupano del monitoraggio degli incendi boschivi con l’utilizzo della tecnologia a distanza al 18 agosto differivano di più di sei volte e mezzo. Bisogna poi tenere conto che i dati degli istituti riguardano solo gli incendi boschivi, mentre i dati del ministero tutti gli incendi naturali. È inoltre importante il fatto che entrambi gli organi ufficiali che hanno raccolto e fornito la statistica ufficiale hanno completo accesso ai dati elaborati dai suddetti istituti scientifici statali. Ne consegue che o al Ministero delle Emergenze vige un totale caos informatico, e la mano destra non sa cosa faccia la sinistra, oppure abbiamo a che fare con un’alterazione consapevole delle informazioni sulla situazione degli incendi boschivi nella Federazione Russa.

L’alterazione dei dati sulla situazione degli incendi (e di conseguenza sulla portata dei danni) porterà con ogni probabilità a: non tirate le giuste conclusioni dalla stagione degli incendi 2010; non prendere decisioni adeguate a livello governativo; far trovare l’anno prossimo il paese altrettanto impreparato nella lotta con il fuoco come lo è stato quest’anno.

Data: 27.08.2010
Fonte: www.greenpeace.org/russia
Traduzione: S.F.

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