Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

23/09/16

IL SOFFIO DEL VENTO. DA CHERNOBYL A CAORSO TRENT'ANNI DOPO


Il soffio del vento

Da Chernobyl a Caorso trent'anni dopo
 
Claudio Arzani

2016
126 pagine
Edizioni Pontegobbo

Il 26 aprile 1986, il reattore n. 4 della Centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, esplose sviluppando un vasto incendio. Una nuvola di materiale radioattivo fuoriuscì ricadendo su vaste aree intorno alla Centrale, rendendo necessaria l’evacuazione di trecentotrentaseimila persone. In Italia la notizia venne data solo tre giorni dopo: “Ma non c’è da preoccuparsi”, titolavano i giornali. Invece “il soffio del vento” spinse l’invisibile nube radioattiva su buona parte dell’Europa e arrivò nel nostro Paese il 1° maggio, in una splendida giornata di sole. Trent’anni dopo il problema nucleare purtroppo è ancora ben presente. Intanto un secondo grave incidente si è verificato in Giappone, l’inquinamento radioattivo continua a essere presente, specie in Ucraina e Bielorussia; sono ancora tanti i ‘bambini di Chernobyl’ che hanno bisogno di assistenza, per finire con il problema delle scorie radioattive prodotte anche da centrali dismesse da anni, come quella di Caorso, e che nessuno ha il coraggio di decidere dove mettere. Per tacere infine una grande verità: il nucleare è anche civile, ma innanzitutto resta una minaccia militare.

(dalla presentazione sulla pagina di Pontegobbo Edizioni)

1 commento:

  1. Grazie. Davvero una grande emozione ritrovarmi in questo spazio. Cordialmente, Claudio Arzani.

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