Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

12/07/10

AI “BAMBINI DI CERNOBYL” È STATO NEGATO L’INGRESSO IN GRAN BRETAGNA

Ai bambini vittime delle conseguenze dell’incidente di Cernobyl è stato negato il visto d’entrata per un periodo di vacanza in Gran Bretagna.

L’agenzia di frontiera del Regno Unito ha inaspettatamente negato i visti ai bambini delle regioni dell’ex Unione Sovietica vittime delle conseguenze dell’incidente di Cernobyl. Oggi il giornale “Indipendent” comunica che senz’alcuna spiegazione l’ufficio di frontiera britannico ha informato le locali associazioni di solidarietà, che organizzano il mese di vacanza-risanamento per i bambini di Ucraina e Bielorussia, del rifiuto dei visti d’entrata.
Secondo i dati dell’associazione Chernobyl Children's Life Line, solamente 7 degli ultimi 17 gruppi di bambini hanno ricevuto il benestare per passare una vacanza nelle famiglie britanniche. A 10 gruppi è stato invece negato il visto all’ultimo momento. Otto rifiuti di concessione del visto sono stati ricevuti anche dall’associazione Medicina e Cernobyl.
Linda Walker, presidente dell’associazione Progetto per i bambini di Cernobyl, non comprende i motivi per tali azioni da parte delle istanze di frontiera: «Negli ultimi 12 anni non c’eravamo mai scontrati con questo genere di problemi. I bambini sono sempre tornati a casa dalla Gran Bretagna riposati e con uno sguardo più ottimistico verso la vita».
Ora l’ufficio visti richiede la più svariate assicurazioni che dimostrino la necessità di tali viaggi. «In caso di dubbi (da parte dei funzionari), negano il visto, privando i bambini della possibilità di una vacanza che significa tanto per loro» – ha aggiunto la Walker.

Commenti alla notizia dei lettori del sito Charter97

Old_Grampy

Cernobyl è una tragedia per la Bielorussia e per la sua popolazione. Tutto il mondo nella misura delle proprie possibilità ha cercato e cerca di aiutare a superare questa terribile sventura. Ma non si può a forza rendere l’uomo felice e sano. La vecchia verità – non dare a uno il pesce, ma insegnagli a pescare. Quando è successo Cernobyl? Di quali bambini si parla? Per l’età questi sono già i bambini “dei bambini”. E se i bielorussi vogliono vivere con le radiazioni, perché contraddirli? Da tempo ormai i programmi di aiuto per i bambini di Cernobyl si sono trasformati in un mucca da mungere per i “specialmente uguali”… Mentre dispiace per la gente costretta a vivere nella zona contaminata…

abirvalg

Io penso che gli inglesi abbiano capito che la maggior parte dei bambini o sono benestanti del potere o non hanno alcun legame con l’incidente.

alexander

Sotto la dicitura di bambini vittime di Cernobyl ora mandano i figli adolescenti degli alti funzionari e simile marmaglia. Cernobyl è soltanto una copertura.

Moose

Se Cernobyl è stata nel 1986, allora i bambini vittime dovrebbero avere ormai sui 20 anni… Oppure bisogna riconoscere che l’intera Bielorussia è rimasta vittima… ma tutti non li mandi all’estero…

genn

Ricordo uno che studiava con noi che ogni anno tornava dall’Italia tipo con il programma di Cernobyl ma in realtà con Cernobyl non aveva niente a che fare, e che raccontava come il suo papino gli comprava impianti stereo e poi Bmw. Al suo posto sarebbe dovuto andare un vero bambino cernobyliano… […]

Minskij

Non bisogna prendersela con gli inglesi. Probabilmente si sono davvero accorti chi sotto l’etichetta di “cernobyliani” mandano a risanarsi. Ai tempi, verso la fine degli anni Novanta, ebbi l’onore di conoscere una persona che collaborava come interprete-insegnante con l’organizzazione “Deti Cernobylja”. Più della metà dei bambini che andavano all’estero con questo programma (in particolare in Germania) non aveva niente a che fare con Cernobyl. Si trattava di bambini di quella o quell’altra élite. Figli di kolchoziani che avevano scalato la vetta. I pareri su di loro: sfacciati, ottusi, malevoli, accattoni… Gli stessi tedeschi di buon cuore a un certo punto si sono rivolti ai loro insegnanti: «Perché i vostri bambini non fanno che chiedere in continuazione? Il cibo, i vestiti, va bene… Ma gli stereo, gli orologi…».

Vas’ka

Per gli inglesi fa lo stesso chi risanare: se i figli degli alti funzionari o degli orsi bianchi. Mentre gli organizzatori locali ci speculano sempre su. La soluzione è quella di mandare i bambini degli orfanotrofi. Ma a chi conviene?

alexander

È la pura verità. Qui sono collusi primari+sindaci+marmaglia varia al potere. Compilano in anticipo le liste dei bambini “vittime di Cernobyl”, ma di autentici ce ne sono 3-4. E avanti, a risanarsi. È probabile che gli inglesi si siano resi conto della situazione.

Diantus

Sapete, sono assolutamente d’accordo con il contenuto dei post precedenti. In qualità di esempio di “chi” mandano a “risanarsi” posso portare la testimonianza di una mia conoscente interprete che ha accompagnato molti “poveri” bambini in Austria attraverso, mi pare, Charitas: «La maggior parte di questi bambini faceva shopping soltanto nelle boutique».

Paul41

I figli di miei parenti della regione di Gomel sono molti anni che vanno in Italia, non saprei riguardo al risanamento, ma la loro psichica e quella dei loro genitori è del tutto rovinata. Non parlano d’altro che di quello che gli hanno comprato e di quello che sono riusciti a portare a casa, fino al detersivo e alla carta igienica. E dato che da quelle regioni vanno all’estero praticamente tutti i bambini, si può dire che è stata cresciuta una generazione di accattoni. Ad esempio, a mia nipote è piaciuto il mio telefonino, tanto che immediatamente ha dichiarato che chiederà alla sua “signora” di comprarglielo e si è annotata diligentemente la marca sul block-notes; mio figlio in seguito ha tentato a lungo di capire chi fosse questa signora fatata e come ci si potesse mettere in contatto con lei.

jchl'

Personalmente conosco persone che non hanno niente a che fare con Cernobyl e che sono andate all’estero piuttosto spesso. Sorprendentemente non si trattava neanche di figli di alti funzionari. Da quello che ho capito, si prendono alcuni bambini dalle famiglie povere come copertura e s’inserisce poi un numero (abbastanza modesto, per mia sorpresa) di figli dei funzionari (di solito a livello provinciale, per quel che so). In ogni modo le organizzazioni umanitarie ricevono dei bei soldini, e in quelle organizzazioni lavora gente non certo presa dalla strada, i loro membri se ne vanno in giro per seminari in Europa e in America e prendono uno stipendio relativamente alto per gli standard bielorussi. […]

uj

Han fatto bene gli inglesi!... ma quali bambini vittime di Cernobyl? Ormai questi sono adolescenti o adulti! All’estero come bambini ci vanno i figli dei funzionari!

Moose

Dall’incidente di Cernobyl non è stata colpita solo la Bielorussia, ma mezza Europa.

Old_Grampy

Cosa c’entrano qui i bambini dei bambini. E cosa c’entra qui che i bambini di Cernobyl hanno 20 anni. Oppure pensate che in Bielorussia oggi non ci siano più territori contaminati dalle radiazioni e che là non ci vivano dei bambini? Le radiazioni non scompaiono in un anno. Alcuni elementi per 30-40 rimangono in natura senza modifiche. Altra cosa effettivamente è se all’estero mandino o meno i bambini di quei territori. “E se i bielorussi vogliono vivere con le radiazioni, perché contraddirli?” Forse non lo vogliono. Ma dove trasferireste allora le intere regioni di Gomel’ e Mogilëv?

Aleksandr

Ecco, è possibile che si vada avanti ancora oggi? Siamo stati nella società “Bambini nei guai” 10 anni fa. Allora mi aveva colpito come si possa speculare sulle disgrazie della gente. E hanno inventato questo “risanamento”. L’80% dei bambini, e non solo, perché spesso vanno insieme ai genitori, non hanno nessun rapporto con Cernobyl. Sono andato a prendere una volta all’aeroporto di Minsk mio figlio che tornava dall’Inghilterra, non sapevo se ridere o piangere, da dietro i bauli i bambini non si vedevano nemmeno. Se si volesse davvero organizzare il risanamento, allora si manderebbero i bambini non nei ricchi paesi europei per i regali ma ad esempio nell’Altaj, nei pensionati dove davvero la natura e l’ecologia sono al massimo livello. Che cosa mai si può risanare nella umida e fredda Inghilterra?

Spravedlivyj

“Agli organizzatori dei viaggi dei “bambini di Cernobyl” non è il primo anno che arrivano richieste di mandare i figli dei poliziotti…”. E perché, i poliziotti non possono avere figli con patologie tiroidee?!!!!! Conosco personalmente un poliziotto la cui figlia ha una diagnosi d’ingrossamento della tiroide di 2° grado. Le cadono i capelli. Forse che non ha il diritto di andare a risanarsi?!!!

Ded

Soltanto un bambino bielorusso ha il diritto di andare all’estero, Nikolaj!

Data: 01.07.2010
Fonte: charter97.0rg
Traduzione: S.F.

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