Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

19/04/10

JURIJ BANDAŽEVSKIJ: LA SITUAZIONE È CATASTROFICA, MA IN BIELORUSSIA NASCONDONO I PROBLEMI DI CERNOBYL

Secondo il direttore del Centro analitico di ecologia e salute di Kiev, professor Jurij Bandaževskij, in Bielorussia non esiste un programma globale di tutela della salute delle persone residenti nella zona contaminata dall’incidente di Cernobyl. Lo ha dichiarato in un’intervista a «Deutsche Welle».

- Come si può caratterizzare l’attuale politica delle autorità bielorusse riguardo alla questione di Cernobyl?

- Guidati dalle indicazioni di Aleksandr Lukašenko, i funzionari ora si occupano non tanto della liquidazione delle conseguenze di Cernobyl, quanto della rinascita di quelle regioni, fino alla ripopolazione della zona di Cernobyl.
Oggi il monitoraggio degli effetti degli elementi radioattivi sulla salute delle persone è del tutto scomparso, non c’è proprio. E sebbene gli indicatori dello stato di salute testimonino che esiste una grande pericolosità, noi siamo rimasti in questa “fossa degli effetti” delle radiazioni sull’organismo umano.
Nei resoconti di coloro che rispondono ufficialmente della salute della nazione aumenta il numero delle malattie cardio-vascolari e oncologiche, persiste il problema delle patologie tiroidee nei bambini che sono nati già nel XXI secolo. Questo l’ha detto lo stesso rappresentante ufficiale della Direzione della salute della regione di Gomel’ a una seduta dell’Accademia delle scienze. Ma non ci sono le spiegazioni sul perché ora non si intraprendano misure per la salvaguardia della salute delle persone residenti nei territori contaminati.
È in corso una politica di occultamento, nonostante la situazione rispetto alla salute in questa regione sia catastrofica. Aumenta la mortalità e la morbilità di coloro che parteciparono alla liquidazione dell’incidente alla centrale nucleare di Cernobyl e dono rimasti a vivere in questa regione. Da un lato c’è questa statistica spaventosa, dall’altro la non messa in atto di misure indirizzate alla concreta salvaguardia della salute delle persone.

- Quanto sono pericolosi per la salute le derrate alimentari prodotte nei territori contaminati?

- I prodotti alimentari in un territorio che è contaminato da elementi radioattivi sono una follia. Se sulla superficie del terreno il dosimetro non registra il cesio radioattivo, questo vuole dire che gli elementi radioattivi sono migrati più in profondità nella terra e si trovano a livello del sistema radicale. In generale ha luogo una trasformazione degli elementi radioattivi in altri più pericolosi per la salute delle persone. Il Cesio-137, decadendo, si trasforma in bario, e il bario è molto tossico per l’organismo dell’uomo. Lo si assorbe tramite i vegetali e la carne animale.
Se si vuole ripopolare una zona contaminata, e di questa politica oggi parlano le autorità, è necessario un modello di residenzialità in sicurezza, sul quale sta lavorando il nostro Centro di ecologia e salute. Il primo punto di tale modello dovrebbe essere il ricavo di una produzione non contaminata, che non contenga elementi radioattivi. Perché le persone che risiedono nella regione di Cernobyl da molto tempo sono già state sottoposte a un’enorme effetto dei radionuclidi. Il risultato è l’alterazione del metabolismo, cioè una situazione del tutto diversa per la salute delle persone. La cosa fondamentale oggi è la produzione di prodotti non contaminati e l’alimentarsi con prodotti non contaminati. E alla base di qualsiasi programma ci dovrebbe essere la salute della gente.

- Secondo lei, cosa bisognerebbe intraprendere per migliorare la situazione nelle province contaminate dall’incidente di Cernobyl?

- Io oggi non vedo istituti in Bielorussia che siano in grado di fare qualcosa. Non c’è un programma globale di tutela della salute delle persone, e in generale questo tema non è presente nella società. Non è questo un programma che può essere risolto dalle diverse singole organizzazioni, è come tirare con un cannone ai passeri.
Il governo dovrebbe fare sua una tale concezione, la politica governativa dovrebbe essere rivolta alla tutela della salute della gente. Ma oggi questo punto di vista, su cui noi insistiamo, non è appoggiato a livello governativo.

Data: 20.10.2009
Fonte: www. charter97.org
Traduzione: S.F

Nessun commento:

Posta un commento