Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

02/05/16

CHERNOBYL, UN OGGETTO CULTURALE (sul film LUXEMBOURG)


Chernobyl, un oggetto culturale
 
Chernobyl, un oggetto culturale
Pripjat’ (Foto Danilo Elia)

Il prossimo film del regista ucraino Myroslav Slaboshpytskyi, Luxembourg, sarà ambientato a Chernobyl. Intervista

Myroslav Slaboshpytskyi è probabilmente la star dei registi ucraini. Al festival di Cannes del 2014, il suo The Tribe ha vinto tre premi "Critics' Week" e una nomination per il "Caméra d'Or". La rivista Rolling Stone l'ha definito il film più intenso del 2015. Il prossimo progetto di Slaboshpytskyi è Luxembourg, un film sulla vita a Chernobyl oggi. I diritti per il film sono già stati acquisiti in diversi Paesi europei. Myroslav ha raccontato a Ukrainska Pravda dei suoi progetti per il futuro, dei suoi inizi, dei problemi della scena culturale ucraina e di Chernobyl

Ho visto i tuoi film The Diagnosis, Deafness, Nuclear Waste e The Tribe, e mi sembra di capire perché ti hanno soprannominato il "Titanic" del cinema ucraino. A quale di questi film sei più affezionato, e a quale pensi con più nostalgia?

Sono tutti corti, e ovviamente il più importante è The Tribe. È stato quello che mi ha cambiato di più la vita, anche se in un certo senso è stato una derivazione di Deafness.
Naturalmente, girare corti è un'attività unica nel suo genere. Non hai bisogno di finanziamenti statali o grandi opportunità per girare un corto. In teoria, basta avere una telecamera e degli amici, anche se The Diagnosis aveva un budget di 35.000 dollari. L'abbiamo girato con una Kodak, in pellicola. Era il 2008, avevo avuto i soldi da mio padre e dall'azienda farmaceutica Darnytsia. Tutti gli americani, a differenza degli europei, ci passano: a investire nel tuo primo film sono la famiglia e gli amici.

Per quanto riguarda Deafness, in un certo senso ha posto le basi per The Tribe, che è stato girato nella stessa regione. Quindi Deafness è stato un tentativo di elaborare il concetto di The Tribe...

Anche Nuclear Waste avrà una certa influenza su Luxembourg. L'abbiamo proiettato come "pilota" per Luxembourg, perché ovviamente è il momento di parlare apertamente di questo tema. Però penso di essermi messo Deafness alle spalle.


Data: 26.04.2016
Fonte: www.balcanicaucaso.org



Nessun commento:

Posta un commento