Il blog "Le Russie di Cernobyl", seguendo una tradizione di cooperazione partecipata dal basso, vuole essere uno spazio in cui: sviluppare progetti di cooperazione e scambio culturale; raccogliere materiali, documenti, articoli, informazioni, news, fotografie, filmati; monitorare l'allarmante situazione di rilancio del nucleare sia in Italia che nei paesi di Cernobyl.

Il blog, e il relativo coordinamento progettuale, è aperto ai circoli Legambiente e a tutti gli altri soggetti che ne condividono il percorso e le finalità.

"Le Russie di Cernobyl" per sostenere, oltre i confini statali, le terre e le popolazioni vittime della stessa sventura nucleare: la Bielorussia (Russia bianca), paese in proporzione più colpito; la Russia, con varie regioni rimaste contaminate da Cernobyl, Brjansk in testa, e altre zone con inquinamento radioattivo sparse sul suo immenso territorio; l'Ucraina, culla storica della Rus' di Kiev (da cui si sono sviluppate tutte le successive formazioni statali slavo-orientali) e della catastrofe stessa.

18/10/18

NOVOKEMP, AGOSTO 2018


Novokemp, 3° turno 2018 (24 luglio - 13 agosto)

Prima di tutto una premessa. Qualunque cosa io scriva sarà riduttiva rispetto alle esperienze che abbiamo fatto e alle emozioni che abbiamo provato. Per me descrivere la bellezza e il divertimento di Novokemp è al limite dellimpossibile. Non fidatevi dello setereotipo dei russi freddi e distaccati, le persone a Novokemp sono tra le piu ospitali e gentili che io abbia mai conosciuto, e i bambini sono entusiasti e affettuosissimi. 

Ma andiamo con ordine: il famigerato viaggio in treno per Uneča. Onestamente non sapevo bene cosa aspettarmi, dato che mi era stato descritto come unesperienza assurda, ma ho vissuto un viaggio tranquillo e senza problemi, tranne la pulizia dei bagni. Le persone con cui abbiamo parlato sono state gentilissime e disponibili, senza contare il fatto che lessere italiani ci metteva subito in una luce favorevole con chiunque.

Siamo arrivati  alle 5 del mattino a Uneča, dove siamo stati accolti da Katja (la nostra mamma nel campus) e Saša, che ci hanno accompagato al campus.

Riguardo alla lingua, il primo impatto col russo è stato effettivamente traumatico, ma alle 5 del mattino è difficile fare discorsi sensati anche in italiano, e nei giorni successivi tutti noi abbiamo imparato a superare la paura di buttarci e abbiamo fatto passi da gigante con la padronanza della lingua.

Tornando al primo giorno, dopo un giro per il campus e qualche ora di riposo abbiamo provato il famoso cibo della stolovaja (mensa) russa, nonché l'unico vero problema di Novokemp. Per circa tre settimane abbiamo mangiato gli stessi sette-otto piatti, consistenti per lo piu in pasta scondita abbinata a una variante delle salsicce, e ho sentito molto la mancanza di frutta e verdura, dato che in mensa si trovano solo pomodori e cetrioli.

Per noi la soluzione più semplice è stata farci portare al supermercato più vicino per comprare qualche condimento e della frutta, sistema che consiglio a tutti.

Inoltre il tempo per mangiare è veramente scarso, solo 15 minuti. Per noi italiani, che per abitudine usiamo i pasti anche per socializzare, sono veramente pochi.

La giornata tipo a Novokemp inizia alle 8.30. dopo un paio dore dedicate alla colazione e alla pulizia, i bambini possono partecipare a diverse attività organizzate dai diversi animatori del campus. Io mi occupavo di lezioni di italiano e di allenamenti di pallavolo. Dopo pranzo si possono fare un paio dore di sonno pomeridiano, e alle 16.00 riprendono le attività sotto forma di giochi collettivi a tema a cui prende parte lintero campus. La cena è intorno alle 19.00, e dopo mangiato vi sono le ultime attività serali, che possono essere delle esibizioni dei ragazzi o degli animatori, o la discoteca. Finita la discoteca gli animatori devono partecipare allodiata planërka, dove per unora circa si organizzano le attività per il giorno seguente. Per finire, dopo aver messo a dormire i bambini, ci si ritrova con gli altri animatori a chiacchierare e bere birra per qualche ora.

Gli animatori russi ci hanno accolto benissimo e ci hanno inclusi nel gruppo da subito, con la loro gentilezza ci hanno fatti sentire a casa anche a 3.000 km dallItalia.

Le giornate sono piuttosto piene, è impossibile non divertirsi e non trovare qualcosa di interessante ogni giorno. È unesperienza che mi ha dato moltissimo, a livello linguistico ma soprattutto a livello umano, e sarei pronta a ripartire subito per tornarci.

Elena Bambusi (21 anni)
Università statale di Milano - Mediazione linguistica e culturale

 


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